Narrativa straniera Romanzi La storia di un matrimonio
 

La storia di un matrimonio La storia di un matrimonio

La storia di un matrimonio

Letteratura straniera

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"Crediamo tutti di conoscere le persone che amiamo": così Pearlie Cook comincia a raccontarci gli incredibili sei mesi che sono stati, per il suo matrimonio, una sorta di inesorabile lastra ai raggi X. Siamo nel 1953, in un quartiere appartato di ex militari ai margini di San Francisco, e tutto nella vita dei Cook parla ancora della guerra: la salute cagionevole di Holland, i ricordi tormentati di lei. Una vita per il resto normalissima, come sottolinea la voce ammaliante di Pearlie. Eppure li leggiamo con avidità, rassicurati dal fatto che lei, palesemente, ha intenzione di dirci proprio tutto. Perché, allora, ci sentiamo invadere da un'ansia arcana, da un senso di vertigine e di smarrimento, come davanti a certe atmosfere torve di Edgar Allan Poe? Non solo per il susseguirsi di colpi di scena. Forse perché a ogni pagina ci chiediamo:come fa Pearlie a sapere tutte queste cose di noi?



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La storia di un matrimonio 2022-01-15 21:32:59 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    15 Gennaio, 2022
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I SEGRETI DI UN MATRIMONIO

Siamo a San Francisco negli anni cinquanta e come ci suggerisce il titolo al centro di questo romanzo c'è il matrimonio di Pearlie e Holland Cook.
I due sembrano una coppia come tante altre, hanno un figlio Sonny e una vita all'apparenza molto tranquilla, vivono nella casa delle zie di Holland, che sono una presenza costante nella loro vita.
Le due signore avevano messo in guardia Pearlie, non doveva sposare il loro nipote, ma la protagonista non ha ascoltato il loro consiglio "non richiesto" e ha sposato senza alcun dubbio l'uomo di cui era sempre stata innamorata.
I due si conobbero quando erano dei ragazzi e per Pearlie lui è stato il primo amore, ma come ci suggerisce la prima frase del libro, "noi crediamo di conoscere la persona che amiamo" ma non è così. Mi viene in mente una vecchia frase che sentivo da bambina, "le persone non si finiscono mai di conoscere" e mi sembra azzeccata per questo romanzo.
Pearlie incontra nuovamente Holland dopo la guerra, questa separazione ha cambiato profondamente l'uomo mentre la protagonista sembra invece essere sempre la stessa donna innamorata e devota a un uomo che crede di conoscere.
"Vedere che la nostra vita è una nostra invenzione; l'abbiamo scritta noi, e ci abbiamo creduto."
Dopo quattro anni di matrimonio felice, Pearlie dovrà conoscere il passato dell'uomo che ama e sarà l'incontro con Buzz, un vecchio amico del marito, che le rivelerà un segreto che Holland le aveva tenuto nascosto.
"Il panico che sentivo dentro non era soltanto lo choc per quello che mi aveva detto Buzz, come se qualcuno avesse aperto di scatto la tenda in una stanza buia e mi avesse accecato con la luce dolorosa del sole, Era perchè non conoscevo affatto mio marito."
I colpi di scena saranno molti e la lettura è stata piacevole e scorrevole soprattutto nella seconda parte del romanzo, sicuramente le prime pagine stuzzicano il lettore ad andare avanti con la lettura e a scoprire cosa nascondesse Holland.
Ho trovato che l'autore abbia costruito una storia abbastanza credibile, sicuramente non è un libro che lascia indifferenti perché rimane qualcosa dopo la lettura, vengono trattati moltissimi argomenti alcuni più interessanti di altri.
Il periodo storico in cui la storia è ambientata è molto intrigante, la guerra è finita però non ha "terminato" di sconvolgere la vita delle persone che l'hanno combattuta o l'hanno evitata. E' un periodo di forte cambiamento politico per l'America, si sta affacciando una nuova guerra, c'è un forte razzismo nei confronti dei neri e la vita delle persone è indubbiamente cambiata.
Pearlie è un personaggio che ho faticato a comprendere, è passivo, non ha reazioni e non parla come dovrebbe fare con il marito. L'arrivo di Buzz la sconvolgerà ma crede e segue ciò che lui le dice di fare. La protagonista protegge il suo matrimonio, è devota a suo marito e cerca di renderlo felice a modo suo. Per esempio prende un cane che non abbaia, toglie dal giornale le notizie più drammatiche perché Holland non sia turbato, dormono in camere separate per preservare il sonno delicato del marito.
Lei crede che il loro matrimonio sia felice, pensa di aver "costruito" qualcosa di solido e importante per la sua famiglia, ma è tutto un castello di carte destinato a crollare con un soffio di vento.
"Una donna come me non poteva permettersi il lusso di dare un nome ai suoi veri desideri. Non poteva neanche permettersi di saperli."
Nella citazione sopra la protagonista dice "Una donna come me", credo che Pearlie voglia dire che lei essendo nera si sente inferiore a un bianco, è la società che fa questo tipo di differenze e la induce a pensarlo e visto il periodo in cui è ambientata la storia, non mi stupisco di questo tipo di frasi.
**Possibile spoiler**
Sarebbe stato interessante capire cosa pensasse Holland, come mai avesse fatto determinate scelte, cosa pensasse di Buzz, cosa provasse per la moglie e per il figlio, cosa fosse per lui il matrimonio. L'autore non ce lo fa sapere lascia che tutto rimanga sospeso e che Pearlie ancora una volta, non affronti la verità e si volti dall'altra parte.
**Fine spoiler**
Nel corso della storia viene ripetuta spesso la frase "Siamo nati in una brutta epoca..." come a giustificare che alcune scelte e alcuni comportamenti siano determinati dal periodo storico in cui vivono i personaggi. Gli anni cinquanta non devono essere stati affatto facili, alcune cose che per noi sono normali non lo erano in quel periodo e probabilmente per Pearlie non deve essere stato semplice prendere alcune decisioni. Credo che nonostante l'amore che provasse per Holland, lei non si fidava completamente di lui, non lo conosceva questo è vero, però avrebbe dovuto parlare con lui e trovare una soluzione comune, un accordo su come affrontare la situazione. Affidarsi al marito e fidarsi di lui forse questo non è una forma di amore?
Consiglio la lettura di questo libro.

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La storia di un matrimonio 2017-09-22 18:39:20 Erica Braconi
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Opinione inserita da Erica Braconi    22 Settembre, 2017

Gioco di specchi

Siamo nel 1953, Pearlie e Holland sono sposati da quattro anni e hanno un bambino, la loro vita scorre abbastanza tranquilla tra piccole incombenze quotidiane e cure al figlioletto. Un giorno alla loro porta bussa Buzz, un vecchio amico di Holland, l'arrivo di questo sconosciuto venuto dal passato e tutti i segreti che porta con sé distruggono per sempre tutte le convinzioni che Pearlie aveva su suo marito, sul matrimonio e soprattutto sull'amore. Questo di Greer è veramente un romanzo bellissimo che colpisce il lettore per la fluidità della storia e per i tanti stravolgimenti che avvengono in così poche pagine. È un romanzo che parla d'amore, quell'amore che non si può etichettare o capire, quell'amore che è il più grande mistero della vita; ma è anche un romanzo che parla di guerra e di quelli che in un modo o nell'altro tendono a fuggire dalle sue atrocità, i cosiddetti vigliacchi. Si fa fatica a recensire un libro come questo perché si ha sempre paura di rivelare troppo e di togliere il gusto della sorpresa agli altri, se vi va leggetelo ma senza cercare prima la trama altrimenti rovinerete tutto il gioco ad incastro fatto dall'autore che come in una casa degli specchi ci fa intuire una realtà che è sempre sbagliata, la verità la conosceremo solo alla fine quando avremo imparato che questo libro, così come la vita, nasconde sempre mille sorprese."La storia di un matrimonio" (Greer)
Siamo nel 1953, Pearlie e Holland sono sposati da quattro anni e hanno un bambino, la loro vita scorre abbastanza tranquilla tra piccole incombenze quotidiane e cure al figlioletto. Un giorno alla loro porta bussa Buzz, un vecchio amico di Holland, l'arrivo di questo sconosciuto venuto dal passato e tutti i segreti che porta con sé distruggono per sempre tutte le convinzioni che Pearlie aveva su suo marito, sul matrimonio e soprattutto sull'amore. Questo di Greer è veramente un romanzo bellissimo che colpisce il lettore per la fluidità della storia e per i tanti stravolgimenti che avvengono in così poche pagine. È un romanzo che parla d'amore, quell'amore che non si può etichettare o capire, quell'amore che è il più grande mistero della vita; ma è anche un romanzo che parla di guerra e di quelli che in un modo o nell'altro tendono a fuggire dalle sue atrocità, i cosiddetti vigliacchi. Si fa fatica a recensire un libro come questo perché si ha sempre paura di rivelare troppo e di togliere il gusto della sorpresa agli altri, se vi va leggetelo ma senza cercare prima la trama altrimenti rovinerete tutto il gioco ad incastro fatto dall'autore che come in una casa degli specchi ci fa intuire una realtà che è sempre sbagliata, la verità la conosceremo solo alla fine quando avremo imparato che questo libro, così come la vita, nasconde sempre mille sorprese.

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La storia di un matrimonio 2017-08-13 11:38:27 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    13 Agosto, 2017
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Crediamo di conoscere la persona che amiamo



Questa è una storia d'amore, o forse è una storia di guerra.
La guerra combattuta da chi la guerra non l'ha fatta, la guerra dei "vigliacchi", degli imboscati, di chi si è tirato indietro, si è nascosto, si è rifiutato di fare quel fatidico passo avanti, rischiando comunque d'impazzire.
È la storia di due di questi uomini e di una donna.
Ma no, non sarà lei l'oggetto del contendere.
In questo romanzo niente è come sembra.
Doveva essere la storia di un matrimonio, ma poi la guerra, come tutte le guerre, "si è conficcata dappertutto con le sue schegge di dolore"...ed ha cercato di alterare il suo naturale procedere, generando altre storie possibili.
"Si dice che esistano tanti mondi quante sono le nostre scelte".
Ma per la nostra Pearlie Cook, giovane donna di colore, sposata con Holland, madre di un bimbo poliomelitico, esiste un solo mondo, una sola vita, un solo uomo...e sta per perderlo.
Lui, quello dal "sangue cattivo, dal cuore inverso"...l'avevano anche avvisata (attenta, non sposarlo!) ma lei non aveva voluto capire, non aveva neanche ascoltato.
Troppa vita davanti, troppo futuro.
Ma poi, diciamoci la verità, come si può raccontare la storia di un matrimonio?
"...chi guarda una nave dalla costa non può giudicare la sua capacità di tenere il mare, perché la parte importante è sempre immersa sott'acqua: non si vede".
Mai similitudine fu più calzante.

Questa è anche la storia di un'America degli anni '50 profondamente segnata dalle leggi razziali, retrograda e reazionaria, l'America che giustizia i coniugi Rosenberg.
Ma, sopra ogni altra cosa, è la storia dei non detti, delle cose taciute, del silenzio...che genera caos, fraintendimenti.
"Crediamo tutti di conoscere la persona che amiamo".
Crediamo di sapere, di capire, crediamo di volere, persino di scegliere...ma, alla fine, forse forse, basterebbe solo "parlare".

Andrew Sean Greer scrive benissimo, sa come tenerti legata alle pagine, sa "affamarti".
Ha scritto una storia (molto bella) che non si può raccontare, senza rovinarla.
Un po' come un matrimonio.




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La storia di un matrimonio 2011-04-09 06:38:51 Sydbar
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Sydbar Opinione inserita da Sydbar    09 Aprile, 2011
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La storia di un matrimonio

Il romanzo è pervaso da un senso di segreti che racchiudono altri segreti che rincorrono i segreti di ogni personaggio dell'opera.
Il libro è ambientato negli USA degli anni '50, tra le inquietudini di un'eventuale attacco atomico e le questioni sociali e di segregazione razziale che hanno pervaso gli States di quegli anni.
Il primo capitolo mi ha davvero catturato facendomi pensare di avere per le mai una grande opera d'amore e tradimento ma la metà del libro mi ha completamente spiazzato, con alcuni segreti che svelavano storie di cui i personaggi erano stati protagonisti in passato e che riportati alla luce avevano condotto la trama ad uno stallo rendendolo difficile e noioso alla lettura.
L'ultima parte però è il vero cameo dell'opera, i personaggi mettono finalmente a nudo il loro animo umano e la trama prende una piega che mi ha ingenerato trepidazione, tristezza, malinconia, rassegnazione, gioia e voglia di andare avanti nella vita, come una sbornia di emozioni tutte assieme, con un finale dove vince ancora una volta la parola "segreto".
Non posso dire che si legga scorrevolmente ma i contenuti e la semplicità con cui si descrivono le sensazioni dei personaggi è irresistibilmene accattivante.
Non voglio rivelarvi la trama ma Adelphi si distingue sempre per la pubblicazione di opere di buon livello.
Buona lettura.
Syd

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La storia di un matrimonio 2010-11-26 07:18:38 rebeccarordeel
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rebeccarordeel Opinione inserita da rebeccarordeel    26 Novembre, 2010
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Dal matrimonio c'è da aspettarsi di tutto

La storia incredibile di un matrimonio a suo modo incredibile, raccontata non come un colpo di scena sensazionale, ma come una semplice alternativa di fronte alla quale mettere la propria vita. E decidere. Il passato che ritorna o il futuro che s’impone?
Siamo ai margini di San Francisco, ancora nell’eco della seconda guerra mondiale, in un quartiere di ex-militari; una coppia come tante, una casa come tante, un figlio. E una porta, come nell’immagine di copertina, che si spalanca su una stanza, nella quale si intravede un’altra porta, aperta pure questa: più simile a un buco nero che forse non si è mai chiuso.
“Crediamo tutti di conoscere la persona che amiamo.” Le parole dell’inizio folgorano il lettore e lo scaraventano in uno stato di attesa e di perplessità. In realtà è solo il disegno dell’esistenza, sono le linee che ciascuno traccia, che mano a mano vengono a comporsi in qualcosa di sempre più definito: se ci si accorgesse di avere sbagliato, non basterebbe girare pagina e ricominciare, o accartocciare il foglio e spingerlo lontano dal proprio tavolo di lavoro.
Questo romanzo, scritto da un uomo che racconta attraverso la sua protagonista femminile, e poi, piano piano attraverso gli altri due attori, che prepotentemente muovono i fili come burattinai occulti, parla di sentimenti, e non ce n’è di giusti e di sbagliati, di autentici o fuorvianti: c’è la verità di tutto l’amore di cui si è capaci. Con una scrittura piana, su un livello più alto del reale, più raffinato e potente. Un modo di descrivere che sembra voler costruire un modello di cartone della scena, personaggi, luci, suoni che acquistano tangibilità, vita propria ad ogni riga. Da rileggere.

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