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Alcune famiglie possono diventare tossiche, se ci si sottopone a prolungata esposizione. E la famiglia Foxman, in particolare, può raggiungere un livello di tossicità letale. Ecco cosa sta pensando il trentenne Judd Foxman mentre, di fronte al suo piatto di salmone e patate, cerca di estraniarsi dalle urla dei nipotini. Il telefono del cognato non smette mai di squillare, la sorella non fa che scoccargli frecciatine acide, in combutta con il fratello minore, mentre la madre, stretta in un vestito troppo provocante, gli rivolge solo sguardi di commiserazione. L'unico desiderio di Judd è scappare lontano e non pensare più a tutti i guai della sua vita. Perché Judd è senza casa, senza moglie, che l'ha appena tradito con il suo capo, e ora anche senza più un padre, morto all'improvviso. Per questo è dovuto tornare a casa e non può fuggire. Le ultime volontà del padre richiedono che venga celebrata la Shivà, il periodo di lutto della religione ebraica: per sette giorni consecutivi tutta la famiglia dovrà riunirsi sotto lo stesso tetto. E sette giorni possono essere un tempo infinito, soprattutto se i componenti della famiglia sono tutti completamente fuori di testa e non riescono a stare per più di ventiquattr'ore insieme senza scannarsi. Bastano poche ore perché la casa diventi una polveriera pronta per esplodere a causa di vecchi rancori, passioni mai sopite e segreti inconfessabili. E mentre tutti intorno a lui sembrano perdere il controllo, Judd dovrà cercare di capire se è possibile trovare un nuovo equilibrio, nonostante tutto.

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Portami a casa 2012-08-01 10:57:29 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    01 Agosto, 2012
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Brothers and sisters

Libro divertente e un pò irriverente. Con una scrittura fluida e scorrevole. Racconta la storia di una famiglia che, dopo la morte del padre, si ritrova obbligata a una convivenza forzata di 7 giorni, per rispettare un'usanza ebraica. I fratelli e le sorelle carambolano uno contro l'altro come molecole vorticanti all'interno di una reazione chimica e l'effetto è davvero piacevole e divertente. E' una famiglia un pò strana, a volte sembra slegata dalla realtà. Vi covano rancori e cicatrici, pericolose da stuzzicare. E' una di quelle realtà che, se sottoposta a un'esposizione prolungata, diventa tossica. La cosa che si apprezza di più è la lotta quotidiana, nel tentativo di affrontare un'emozione sincera.

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Portami a casa 2012-03-14 09:58:33 Carlo Turco
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Carlo Turco Opinione inserita da Carlo Turco    14 Marzo, 2012
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Leggerezza senza futilità

Judd Foxman, protagonista e narratore del romanzo, si trova a dover affrontare il lutto per la morte del padre in un momento della propria vita particolarmente difficile, a causa del naufragio del proprio matrimonio.
Nonostante che il defunto fosse tutt’altro che osservante e praticante, per rispettarne le ultime volontà la commemorazione si svolgerà secondo il rito ebraico della Shivà: per sette giorni consecutivi i quattro figli – una femmina e tre maschi, tra i quali Judd è in posizione mediana – assieme ai rispettivi coniugi o compagni, soggiorneranno con la madre nella casa paterna, tornandovi da diverse località degli Stati Uniti, per osservare il lutto e ricevere le visite di condoglianze di amici e conoscenti.
Tutta la narrazione si svolge attorno a questi due punti focali. Da una parte, cioè, l’inattesa abitazione coatta dei componenti di una famiglia da lungo tempo incontratisi soltanto sporadicamente e brevemente e, dall’altra, lo sfascio di un matrimonio cui Judd non intende rassegnarsi per quanto ineluttabile gli appaia. Attraverso l’alternanza tra una cronaca delle sette giornate svolta in termini diaristici e l’evocazione di ricordi e riflessioni su eventi presenti e remoti, il narratore riesce a intrecciare in termini funzionali particolarmente efficaci ed avvincenti le storie familiari di più antica data, la cocente crisi coniugale, il confronto - non di rado anche assai virulento - di caratteri, storie, e dinamiche personali, ed anche la riemersione nostalgica di rapporti sentimentali che, radicati nei tempi e negli spazi dell’adolescenza, tornano a proiettarsi nell’attualità.
Si tratta di una lettura particolarmente brillante e gradevole, sorretta dal mestiere dell’autore, che affronta estesamente i temi delle perdite, dei lutti, dei passaggi di età, senza inclinare alla drammatizzazione e senza pretese di profondità . In effetti, anche se il titolo italiano riprende una frase e un momento significativo della narrazione, il titolo originale del romanzo - This is Where I Leave You (Qui è dove ti lascio) - esprime in termini assai più appropriati il senso complessivo della storia e del modo in cui è raccontata.
La chiave fortemente ironica, aliena da sentimentalismi e spesso dichiaratamente anticonvenzionale, contrassegna una scrittura che non di rado, anche grazie alla vivacità dei dialoghi, si fa decisamente esilarante, pur senza escludere momenti di riflessione più acuta e matura. Le vicende si caratterizzano per andamenti e sviluppi che – anche quando prevedibili o addirittura attesi – riescono, almeno per qualche aspetto o particolare, a presentare elementi di sorpresa, contribuendo così a tenere sempre avvinti la curiosità e l’interesse del lettore.
In breve, dunque, il romanzo appartiene al novero delle letture caratterizzate dalla leggerezza, ma senza scadere minimamente nella futilità e, quindi, senza indurre affatto nel lettore la sensazione di aver sprecato del tempo per qualcosa da poco. Al contrario, anche questo è un libro che, alla fine, si chiude con un certo rammarico.

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Autori come John Irving, Shalom Auslander
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Portami a casa 2010-06-11 19:45:19 Max1975
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Max1975 Opinione inserita da Max1975    11 Giugno, 2010
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sorpresa, bella sorpresa....

Un romanzo che ti incuriosisce, ti viene voglia di essere lì in casa Foxman per toccare con mano i tanti protagonisti di una storia familiare complessa e contemporanea piena sì di stranezze ma anche di tanto amore.
Sono rimasto sorpreso in postivo, da questo autore che con sarcasmo e a volte cinismo, ci descrive uno spaccato familiare "classico" ma mai anonimo.

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Romanzi contemporanei
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