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Portami a casa Portami a casa

Portami a casa

Letteratura straniera

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Alcune famiglie possono diventare tossiche, se ci si sottopone a prolungata esposizione. E la famiglia Foxman, in particolare, può raggiungere un livello di tossicità letale. Ecco cosa sta pensando il trentenne Judd Foxman mentre, di fronte al suo piatto di salmone e patate, cerca di estraniarsi dalle urla dei nipotini. Il telefono del cognato non smette mai di squillare, la sorella non fa che scoccargli frecciatine acide, in combutta con il fratello minore, mentre la madre, stretta in un vestito troppo provocante, gli rivolge solo sguardi di commiserazione. L'unico desiderio di Judd è scappare lontano e non pensare più a tutti i guai della sua vita. Perché Judd è senza casa, senza moglie, che l'ha appena tradito con il suo capo, e ora anche senza più un padre, morto all'improvviso. Per questo è dovuto tornare a casa e non può fuggire. Le ultime volontà del padre richiedono che venga celebrata la Shivà, il periodo di lutto della religione ebraica: per sette giorni consecutivi tutta la famiglia dovrà riunirsi sotto lo stesso tetto. E sette giorni possono essere un tempo infinito, soprattutto se i componenti della famiglia sono tutti completamente fuori di testa e non riescono a stare per più di ventiquattr'ore insieme senza scannarsi. Bastano poche ore perché la casa diventi una polveriera pronta per esplodere a causa di vecchi rancori, passioni mai sopite e segreti inconfessabili. E mentre tutti intorno a lui sembrano perdere il controllo, Judd dovrà cercare di capire se è possibile trovare un nuovo equilibrio, nonostante tutto.



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Portami a casa 2021-07-21 12:49:46 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    21 Luglio, 2021
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Una famiglia americana

Judd si è appena separato dalla moglie dopo averla scoperta con il proprio amante che, giusto per peggiorare le cose, è il capo di Judd, il quale si ritrova così rapidamente senza moglie e senza lavoro.
Quando gli giunge la notizia della morte del padre da tempo malato vede con una certa inquietudine il momento del funerale in quanto da tempo i rapporti in famiglia non sono più idilliaci, quando non ci si ignora si litiga.
Ma il vecchio padre ha lasciato una sorpresa a tutti, per voce di un pastore amico di famiglia come ultima volontà vuole che i familiari osservino il rito ebraico della Shiva: una settimana di lutto durante la quale i parenti stretti del defunto si riuniscono nella casa di famiglia e ricevono il visitatori in cordoglio.
Judd ritrova così i fratelli maggiori Paul e Wendy e il più giovane Phillip, lo scapestrato di famiglia che si presenta con la nuova fidanzata, intelligente, ricca e bellissima e che che ha il doppio dei suoi anni...
Solitamente in famiglia basta rimanere vicini poche ore per far scoppiare discussioni figuratevi un'intera settimana.
Vengono a galla vecchi rancori e situazioni che avrebbero dovuto rimanere nell'oblio.
Judd, che dei quattro fratelli è quello meno inquieto, ha così del tempo per affrontare la sua nuova situazione e fare chiarezza nel confuso labirinto dei suoi sentimenti soprattutto quando la moglie fedifraga si presenta improvvisamente durante la Shiva portandogli una notizia sconvolgente che lo confonde ancora di più.
Ma dove ci sono contrasti e discussioni c'è sempre la possibilità di far nascere qualcosa di nuovo, la famiglia diventa il luogo più adatto per cercare di cambiare perchè nessuno può accorgersi più concretamente se menti a te stesso di chi ci conosce così bene ma al tempo stesso nessuno è così pronto a sostenerti come un fratello.
Ognuno dei quattro fratelli avrà modo di chiarire i rapporti con gli altri e di fare il punto sulla propria vita.
In un racconto molto ironico e un pò dissacrante che abbraccia non solo la famiglia Foxman ma tutta una serie di amici e parenti ognuno con un legame particolare con Judd, il protagonista dovrà decidere cosa fare della propria vita, ancora una volta di fronte al dilemmma delle scelte.
Lo farà guardandosi un pò dentro al cuore e un pò dentro ai pantaloni come nello stile di Tropper.

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Portami a casa 2012-08-01 10:57:29 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    01 Agosto, 2012
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Brothers and sisters

Libro divertente e un pò irriverente. Con una scrittura fluida e scorrevole. Racconta la storia di una famiglia che, dopo la morte del padre, si ritrova obbligata a una convivenza forzata di 7 giorni, per rispettare un'usanza ebraica. I fratelli e le sorelle carambolano uno contro l'altro come molecole vorticanti all'interno di una reazione chimica e l'effetto è davvero piacevole e divertente. E' una famiglia un pò strana, a volte sembra slegata dalla realtà. Vi covano rancori e cicatrici, pericolose da stuzzicare. E' una di quelle realtà che, se sottoposta a un'esposizione prolungata, diventa tossica. La cosa che si apprezza di più è la lotta quotidiana, nel tentativo di affrontare un'emozione sincera.

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Portami a casa 2012-03-14 09:58:33 Carlo Turco
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Carlo Turco Opinione inserita da Carlo Turco    14 Marzo, 2012
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Leggerezza senza futilità

Judd Foxman, protagonista e narratore del romanzo, si trova a dover affrontare il lutto per la morte del padre in un momento della propria vita particolarmente difficile, a causa del naufragio del proprio matrimonio.
Nonostante che il defunto fosse tutt’altro che osservante e praticante, per rispettarne le ultime volontà la commemorazione si svolgerà secondo il rito ebraico della Shivà: per sette giorni consecutivi i quattro figli – una femmina e tre maschi, tra i quali Judd è in posizione mediana – assieme ai rispettivi coniugi o compagni, soggiorneranno con la madre nella casa paterna, tornandovi da diverse località degli Stati Uniti, per osservare il lutto e ricevere le visite di condoglianze di amici e conoscenti.
Tutta la narrazione si svolge attorno a questi due punti focali. Da una parte, cioè, l’inattesa abitazione coatta dei componenti di una famiglia da lungo tempo incontratisi soltanto sporadicamente e brevemente e, dall’altra, lo sfascio di un matrimonio cui Judd non intende rassegnarsi per quanto ineluttabile gli appaia. Attraverso l’alternanza tra una cronaca delle sette giornate svolta in termini diaristici e l’evocazione di ricordi e riflessioni su eventi presenti e remoti, il narratore riesce a intrecciare in termini funzionali particolarmente efficaci ed avvincenti le storie familiari di più antica data, la cocente crisi coniugale, il confronto - non di rado anche assai virulento - di caratteri, storie, e dinamiche personali, ed anche la riemersione nostalgica di rapporti sentimentali che, radicati nei tempi e negli spazi dell’adolescenza, tornano a proiettarsi nell’attualità.
Si tratta di una lettura particolarmente brillante e gradevole, sorretta dal mestiere dell’autore, che affronta estesamente i temi delle perdite, dei lutti, dei passaggi di età, senza inclinare alla drammatizzazione e senza pretese di profondità . In effetti, anche se il titolo italiano riprende una frase e un momento significativo della narrazione, il titolo originale del romanzo - This is Where I Leave You (Qui è dove ti lascio) - esprime in termini assai più appropriati il senso complessivo della storia e del modo in cui è raccontata.
La chiave fortemente ironica, aliena da sentimentalismi e spesso dichiaratamente anticonvenzionale, contrassegna una scrittura che non di rado, anche grazie alla vivacità dei dialoghi, si fa decisamente esilarante, pur senza escludere momenti di riflessione più acuta e matura. Le vicende si caratterizzano per andamenti e sviluppi che – anche quando prevedibili o addirittura attesi – riescono, almeno per qualche aspetto o particolare, a presentare elementi di sorpresa, contribuendo così a tenere sempre avvinti la curiosità e l’interesse del lettore.
In breve, dunque, il romanzo appartiene al novero delle letture caratterizzate dalla leggerezza, ma senza scadere minimamente nella futilità e, quindi, senza indurre affatto nel lettore la sensazione di aver sprecato del tempo per qualcosa da poco. Al contrario, anche questo è un libro che, alla fine, si chiude con un certo rammarico.

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Autori come John Irving, Shalom Auslander
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Portami a casa 2010-06-11 19:45:19 Max1975
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Max1975 Opinione inserita da Max1975    11 Giugno, 2010
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Sorpresa, bella sorpresa....

Un romanzo che ti incuriosisce, ti viene voglia di essere lì in casa Foxman per toccare con mano i tanti protagonisti di una storia familiare complessa e contemporanea piena sì di stranezze ma anche di tanto amore.
Sono rimasto sorpreso in postivo, da questo autore che con sarcasmo e a volte cinismo, ci descrive uno spaccato familiare "classico" ma mai anonimo.

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