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Cambio gomme
 
Cambio gomme 2014-08-25 03:18:26 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    25 Agosto, 2014
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Scala a chiocciola con sorpresa

Grazie a “Cambio gomme” di S.M. May il mio percorso di lettura intitolato “scala a chiocciola” sfida anche la spirale della scala a chiocciola di un’officina meccanica (“… La zona uffici… si trovava su un soppalco. Lara s’incamminò verso una scala a chiocciola che portava in alto…”): siamo in Canada, a Edmonton nell’Alberta, e colei che sale i pioli è Lara Haralds feat. Lara Hearts (“La sua non solidissima carriera di editor – ghost writer – aspirante scrittrice di romance”), che è rimasta in panne con l’auto e, grazie a questo inconveniente, conosce Nathan Cleni (“Decisamente un meccanico che non passava inosservato. Se ti piaceva il tipo alto, solidamente massiccio e sfiziosamente sfregiato”) e Kean Morgan (“No, è qui solo per un cambio gomme”), aristocratico rampollo dell’industria farmaceutica locale.

La scala a chiocciola e l’affascinante Nathan riservano all’aspirante scrittrice una sorpresa (“Lui l’aveva salutata dall’alto della scala a chiocciola come un principe dalla torre”) grossa come una casa e doppiamente gradita a Lara. Primo perché lei si deve cimentare in un romanzo “man to man, il nuovo trend letterario del momento” ed è in cerca d’ispirazione. Secondo perché l’inaspettata visione di un amplesso “particolare” le scombina i sensi: “Spiare due estranei, e per di più due uomini… Sapeva che non era paura o imbarazzo, bensì pura. Spontanea. Incontrollabile. Eccitazione.”

La storia procede sussultando (“Nathan Cleni… l’aveva biecamente usata per far ingelosire e colpire il suo amante…”) e divertendo (“Aveva appena gettato disgustosi sospetti sulla reputazione di un gay dichiarato e felice”), anche perché Lara nasconde ai due nuovi amici l’obiettivo iniziale: pubblicare un romanzo che, quando vedrà la luce, sarà un successo scoppiettante al botteghino, ma rischierà di minare l’amicizia e gli equilibri dinastici dei facoltosi Morgan…

Senza svelare altri particolari di un romanzo breve che procede per paragrafi con nomenclatura in negativo (come “Bozze che non piacciono” – “Corpi che non si incastrano” – “Numeri che non si abbinano”), dirò che il testo si divide idealmente in due parti: la prima, nella quale S.M. May con grazia, allusività (“Cambio gomme, aggiustamento cuore, o semplicemente tentativo di revisione di un corpo perfetto, quello di Kean…”) e ironia acuta squaderna una storia d’amore che - dal gay romance - strizza l’occhio ai cowboy di Brokeback Mountain e ai giovani atleti de “La statua di sale” di Gore Vidal, scegliendo – proprio come in quelle opere dal contenuto potentemente drammatico - protagonisti molto avvenenti e socialmente integrati.
Nella seconda parte il discorso si fa più serio e affronta in chiave concettuale, ma sempre romanzata, i risvolti socio-familiari di una storia d’amore con tanto di decalogo (“Cos’è per me un compagno? … 8. Una persona… che puoi abbracciare, baciare, accarezzare, sfiorare senza un vero motivo, solo perché ti senti felice nel farlo, e senza che ti venga comunque chiesto, in cambio, un perché.”). Qui la narrazione viene idealizzata nell’ambientazione canadese (forse là, nell’estremo nord americano, la mentalità è davvero quella immaginata dalla May) ove i pregiudizi sembrano esistere in minima parte…

Bruno Elpis

Cinque domande a S.M. May

B - S.M. sta per… Ci dici qual è il tuo nome? Dunque, dopo le “Nuvole”, un’altra storia “man to man”… Questa riconferma è adesione a un genere?
S.M. - No, non mi ritengo rinchiusa in un genere. Direi che questo romanzo è soprattutto una storia d’amore e quindi rientra nel ben più ampio mondo del romance. E’ un mondo che amo e che mi piace raccontare, a prescindere che poi le coppie siano etero o m/m o f/f, ecc.

B. - Con il tuo “romance” preferisci catturare l’interesse di un pubblico femminile sempre in cerca di nuove emozioni, dare una sferzata all’omofobia o provocare la reazione di eterosessuali che impallidiscono di fronte alla tartaruga della cover?
S.M. - L’unica reazione che vorrei provocare è affezionarsi e simpatizzare con i miei personaggi, con un pizzico d’ironia. Se poi riesco anche a scuotere qualche pregiudizio e a minare una visione del mondo ingiustamente sorda/cieca di fronte a realtà innegabili, ben venga.

B. - Quanto ha trasfuso di sé S.M. May in Lara Haralds? Nei ringraziamenti finali smentisci che tra scrittrice e personaggio-fiction vi sia identità, ma non mi hai convinto…
S.M. - Se lo sono chiesto in tanti, però io non ho ancora scritto un best-seller come Lara Haralds/Hearts!
A parte gli scherzi, ci accomuna sicuramente una certa visione rosa del mondo, una certa ingenuità e la capacità di provocare involontariamente scenette imbarazzanti.

B. - Nelle due righe di presentazione dell’autrice è condensato un universo femminile (di madre, moglie, amica, scrittrice, lettrice, blogger…) che lascia intuire la ricchezza di una vita intensa… Come fai a conciliare questo attivismo con gli impegni familiari e con la tua vita interiore?
S.M. - L’attivismo mi è necessario come l’ossigeno! Sono una persona che, se lasciata sola e in balia di se stessa, tende al pessimismo e alla malinconia. Per cui ho bisogno di correre continuamente, di sfidarmi, di osare. Così evito di pensare alle cose brutte (e ce ne sono).

B. - Bene, è giunto il momento di gettare la maschera e urlare al mondo che S.M. May è lo pseudonimo di… O preferisci fare come Lara e continuare a trincerarti dietro a una griffe di fantasia?
S.M. - In realtà non c’è tutto questo mistero. S.M. è davvero il mio nome e May è il mio mese di nascita. Quindi S.M. May sono proprio io!

Ringrazio S.M. May per la simpatia con la quale ha soddisfatto le mie curiosità di lettore. Ciao carissima!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
... le altre opere del percorso "la scala a chiocciola". E, naturalmente, consigliato agli amanti del romance!
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