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Tutta la luce che non vediamo
 
Tutta la luce che non vediamo 2015-12-18 19:08:46 Gondes
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
Gondes Opinione inserita da Gondes    18 Dicembre, 2015
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TUTTA LA LUCE CHE NON VEDIAMO

Mi trovo in difficoltà a commentare un romanzo, vincitore del premio Pulizer 2015, che purtroppo non mi ha soddisfatto in pieno.
Probabilmente le mie aspettative erano ancora maggiori per il semplice fatto che stiamo parlando di un libro che è stato premiato con uno dei riconoscimenti più importanti della narrativa.
La storia raccontata nel libro è sicuramente molto originale e ben ancorata al periodo storico in cui è ambientata e cioè alla seconda guerra mondiale.
Anche sotto l’aspetto storico-ideologico, l’autore non lascia trasparire nessuna opinione personale, lasciando quindi spazio alla pura narrazione; bravo anche ha non fare prevaricare gli eventi storici sulla trama del libro.
La storia è quella di due ragazzi che vivono la loro vita a qualche migliaio di chilometri di distanza, ma che il destino e la guerra li faranno incontrare, quasi per caso nel 1945 a Sant-Malo in Francia a pochi mesi dal D-day.
Marie Laure è una ragazzina non vedente, che vive con il padre, custode di un museo parigino che sarà costretta a lasciare la sua città per mettersi al riparo dalle persecuzioni naziste.
Werner invece è un ragazzo tedesco, con la passione per la radio, cresciuto insieme alla sorellina in un orfanotrofio in Germania che grazie ad una serie di circostanze diventerà partecipe e complice di una guerra che non capisce.
Proprio la radio sarà il comune denominatore che unirà le vite di questi due ragazzi, che si troveranno a combattere la stessa guerra, ma su due sponde opposte. Quella dei partigiani francesi per Marie Laure e quella dell’esercito Tedesco per Werner. Ad entrambi verrà chiesto il proprio contributo per aiutare il proprio paese in uno dei conflitti più sanguinosi della storia.
E’ normale che quando ci si avvicina ad un nuovo autore serve qualche pagina di “rodaggio” per adeguarsi allo stile di scrittura, ma in questo caso non sono riuscito, anche dopo aver terminato la lettura, ad entrare in sintonia con questo autore.
La lettura mi è risultata difficile e spezzettata con capitoli esageratamente brevi che non mi hanno dato la possibilità di “gustare” in pieno la narrazione. Molte situazioni raccontate mancano del giusto spazio per sviluppare nel migliore dei modi la storia.
Questo non è sicuramente uno di quei libri dove lo stile di scrittura risulta subito fruibile, ma comunque l’originalità della storia raccontata è un componente molto importante e da valore alla lettura.

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Commenti

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Lo stile è volutamente ricercato. A me ha ricordato Baricco. Solo che Baricco non scrive volumi di 500 pagine, sarebbe pesante. Infatti per chi non ha il gusto della ricercatezza stilistica credo che il libro risulterà un po' pesante.
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