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Figlie del mare
 
Figlie del mare 2018-09-11 07:08:37 LittleDebbie
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
LittleDebbie Opinione inserita da LittleDebbie    11 Settembre, 2018
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Dà la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo

È interessante e triste leggere di queste ragazze durante la guerra. La loro sofferenza è tangibile ed è questo ciò che portano i conflitti: all’anarchia verso i deboli ed a sofferenze inutili.
Non ho mai saputo dell’esistenza delle donne di conforto in Corea del Sud. Ne ignoravo completamente le vicende e questo romanzo “Figlie del mare” mi ha dato la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo.
La scrittura è semplice e le pagine scorrono veloci; l’autrice non si ferma troppo sulle descrizioni e, per quanto mi riguarda, preferisco stili semplici che pomposi per romanzi di questo genere nei quali si narra di violenze. Altrimenti lo scritto potrebbe risultare troppo pesante.
Proprio per questo penso che l’autrice abbia mantenuto una narrazione elementare: per cercare di rendere la lettura meno pensante possibile e quindi riuscire a portare a conoscenza ciò che è accaduto a moltissime persone senza risultare greve e scrivendo un romanzo di narrativa e non di storia.
Con lo scorrere delle pagine i personaggi, a mio parere, si fanno sempre più veri, ben caratterizzati, soprattutto Hana che, sebbene sia consapevole del fatto che difficilmente possa farcela, cerca di combattere con tutte le sue forze anche senza rendersene del tutto conto.
Cerca di studiare tutte le possibili soluzioni, si arrende, pur di mantenersi in vita, ma continua a riflettere su una via di fuga.
Emi, d’altro canto, non l’ho apprezzata totalmente. Anche lei ha sofferto soprattutto durante la seconda guerra, quella tra Nord e Sud, ma, visto e considerato che cercava la sorella, avrebbe potuto cercare di farsi aiutare dai figli ormai adulti. Perché, anche se è vero che il dolore è grande, anche se ripercorrere il passato fa male, le generazioni future – che fortunatamente hanno molta più libertà – devono poter conoscere bene il passato, anche quello della propria famiglia, al fine di non commettere gli stessi errori del passato.
Difatti, il rapporto tra Emi, madre, e i figli migliora dopo che la verità è stata raccontata.
Il romanzo mi è piaciuto molto, porta a conoscenza una parte della guerra poco raccontata qui in Italia.
I personaggi sono ben caratterizzati e lo stile rende il romanzo, che potrebbe risultare pesante, scorrevole e di facile lettura.

SPOILER:
Penso che il salvataggio di Hana, verso la fine del libro, sia stato un grande deux ex machina. Nella realtà non penso che sarebbe potuta accadere una cosa del genere, ma Figlie del mare non è un libro di storia, ma un romanzo ed accetto quindi ciò che è capitato ad Hana.
Dopo il suo sacrificio in favore della sorella, dopo le vicende che ha dovuto patire, penso che sia stato giusto darle un lieto fine.
Mi dispiace per Emi che, a differenza dei figli che hanno scoperto tutta la verità a proposito della statua e, quindi, di Hana, lei non ha avuto modo né tempo di poter venire a conoscenza della realtà del passato.

QUOTES:
«A volte le vecchie ferite devono essere riaperte per poter guarire davvero»
«“La compassione è gentilezza”, disse la giapponese con convinzione. “Ognuno di noi merita compassione, ma in questa terra abbandonata nessuno ha la compassione di riservarci un po’ di gentilezza. Perciò siamo prigioniere di questa umiliazione, torturate giorno dopo giorno. A noi non resta altro che concederci a vicenda quel poco di gentilezza che abbiamo”»
«C’era la guerra. Si commettevano crimini atroci. E moltissimi sono morti. La guerra è così. Le persone muoiono. Chi sopravvive viene trattato ingiustamente, in un modo o in un altro.»

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