Dettagli Recensione

 
La bambina che guardava i treni partire
 
La bambina che guardava i treni partire 2026-01-03 10:36:52 Pelizzari
Voto medio 
 
2.3
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
2.0
Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    03 Gennaio, 2026
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Testimonianza viva

Questo libro non è un romanzo, ma una raccolta di testimonianze, anche nella forma. Ed è una lettura che lascia un segno profondo proprio perché racconta una delle pagine più atroci della storia umana attraverso lo sguardo di chi la vive con innocenza e fragilità. Il romanzo, ambientato nella Francia del 1940, segue la famiglia Wins e soprattutto la piccola Charlotte, di origini ebree polacche, costretta, fin da quando comincia il tempo del disprezzo, ad una fuga continua per sfuggire alle persecuzioni naziste e salvare ciò che resta dell’affetto e della dignità umana. Il valore più forte del libro è l’uso della prospettiva della bambina: da un giorno all’altro scompare il mondo per come lo conosce e, giorno per giorno, vive la Storia con gli occhi di chi non comprende del tutto ma sente inevitabilmente dentro di sé questa rottura brutale, fino alle viscere. Non si tratta di un semplice racconto storico, ma di una narrativa che intreccia memoria e testimonianza, dando voce alle emozioni, ai timori ed ai silenzi. L’autore utilizza una cronaca ricca di dettagli e la mescola con testimonianze dirette. Questo espediente narrativo ha il pregio di allargare lo sguardo oltre alla singola vicenda familiare, inserendo Charlotte ed i suoi cari in un contesto più vasto di sofferenze, coraggio, umanità tradita e solidarietà precaria tra sconosciuti. La scrittura, semplice ma intensa, evita gratuiti sentimentalismi: parla piuttosto di sopravvivenza, di paura che si fa fisica, di una quotidianità che, nella sua apparente normalità, d’improvviso si spezza. Questo libro chiede al lettore di non limitarsi a guardare, ma di sentire, di respirare la stessa inquietudine. Ed è proprio questa immersione emotiva, più che la mera costruzione narrativa, a fare di questa lettura un qualcosa che tocca e resta. Questo libro è un invito a non dimenticare, a raccogliere ogni parola come se fosse un testimone, a sentire, con rispetto ed occhi aperti, ciò che la Storia ha inciso nelle vite dei più vulnerabili.

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