Narrativa italiana Romanzi Per dieci minuti
 

Per dieci minuti Per dieci minuti

Per dieci minuti

Letteratura italiana

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Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Con la profonda originalità che la contraddistingue, Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

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Per dieci minuti 2019-03-15 17:30:34 Lyda
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Lyda Opinione inserita da Lyda    15 Marzo, 2019
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Un 'viaggio' lungo un mese.

La paura, si sa, gioca brutti scherzi. La paura del cambiamento che a volte è spaventoso ma indispensabile, intimorisce e blocca il buon vivere e la gestione delle emozionalità.
Nel libro 'Per dieci minuti' l'autrice Chiara Gamberale ci racconta con brio e leggerezza il diario di un 'mese terapeutico' della protagonista (Chiara, appunto) ovvero, la 'trovata' della psicologa per aiutare la paziente ad interessarsi nuovamente alle sensazioni, al pathos e alla quotidianità, in sostanza, per far sì che quest'ultima ritorni più velocemente possibile ad uno standard di normalità e di pienezza gioiosa.
Perché Chiara è giovane, ha quasi 36 anni quando 'subisce' la separazione dal marito con cui è sposata da dieci, anche se la loro storia dura da molto più tempo essendo, i due, sostanzialmente cresciuti insieme. E quando un matrimonio o una storia d'amore si chiude, è risaputo che la colpa non sia attribuibile in toto ad una sola delle due parti, ma qua ho intenzionalmente scelto il verbo 'subire' proprio per sottolineare la passività con cui si muove la nostra simpatica protagonista, in lotta con una profonda e affossante incapacità decisionale cronica che le impedisce di mollare l'uomo con cui ormai non riesce più a condividere quasi niente.
Nello stesso periodo in cui suo marito le comunica per telefono che non rientrerà dall'estero dove si trova per lavoro, a Chiara succedono, tra l'altro, un sacco di altre cose spiacevoli.
“L'unica a non avercela più, una vita, ero io. Al suo posto una massa informe, sfilacciata, ferita, che come unico perno su cui girare aveva lo smarrimento. Passato il momento del dolore insopportabile, poi, non c'era più neanche quello a farmi compagnia. Andavo a letto e l'unico pensiero prima di addormentarmi era la speranza di non risvegliarmi.”
Dunque, tutti i giorni, per un mese a fare una cosa nuova, mai fatta prima, uscire dagli schemi abitudinari per ritrovare la voglia di vivere, smettere di avere paura e abbandonarsi al nuovo, sembra essere l'unica medicina portentosa nonché sana opzione per ricominciare a godere dei colori e dei profumi di madre natura, di occasioni, sensazioni ed energie positive provenienti da nuove conoscenze e nuovi amici, ma principalmente, dalla persona più importante che ognuno di noi ha, sé stessi.
'Per dieci minuti' è un libro di veloce e facile lettura (180 pag) il cui messaggio principale, in buona sostanza, è un inno alla vita e come tale, indicato certamente a chi sta passando momenti ostici e di grandi delusioni. Non è però il capolavoro che credevo, (l'autrice, al momento in cui scrivo, è ai primi posti in classifica con l'ultima opera), perché con una scrittura forse troppo semplicistica e in alcuni passaggi, abbastanza scontata.

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Per dieci minuti 2017-09-06 19:38:40 Radici
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Radici Opinione inserita da Radici    06 Settembre, 2017
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semplice, un affare..da dieci minuti

Per dieci minuti ho scritto. Ho fatto una recensione. Per me il gioco non vale non è la prima volta, ma i miei dieci minuti di oggi sono questi.

Chiara ci propone un esercizio di concentrazione, una via di fuga dalla realtà che inesorabile si palesa ad ognuno di noi almeno una volta nella vita. Fare una cosa nuova al giorno per dieci minuti, per riscoprire se stessi, emozioni sepolte dentro di noi e un IO che si nasconde troppo spesso dietro a un NOI, che una volta scisso in io e te, si sente perso.
Una storia d’amore per se stessi questo libro, dialoghi da chat ma molto efficaci, narrativa facile, elementare e chiara. Divisione dei capitoli come giorni di un diario narrativo dove racconta cosa propone a se stessa e affronta ogni giorno in dieci minuti.
La Gamberale trasmette semplicità con questo libro, non aspettatevi nessun tomo da Guerra e Pace, e neanche applicazioni filosofiche da “Essere o non Essere”. Leggetelo leggeri come la nuvola in copertina, seguite Ato nella sua crescita, La Piera nel suo rifiuto del mondo maschio e Chiara nel suo amare finalmente se stessa senza lunghe trecce, senza un Suo Marito che cerca di fargliele ancora a trent’anni passati. Scegliete uno scalato piuttosto, in dieci minuti dal parrucchiere si fa

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letture leggere e moderne, non troppo impegnative
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Per dieci minuti 2017-05-09 17:37:00 Elena72
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Elena72 Opinione inserita da Elena72    09 Mag, 2017
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dieci minuti per cogliere un'occasione

“Che cosa cerco in un libro? […] Leggiamo per noia, per curiosità, per scappare dalla vita che facciamo, per guardarla in faccia, per sapere, per dimenticare, per addomesticare i mostri fra la testa e il cuore, per liberarli.” (p. 109)

Se non mi fosse stato consigliato da un’amica, forse questo libro non sarebbe mai rientrato tra le mie letture ed avrei perso l’opportunità di conoscere un’autrice di cui ora, probabilmente, leggerò qualcos'altro. Anche i libri vanno colti, come le occasioni. Chiara è stata lasciata dopo diciotto anni, di cui otto di matrimonio, da Suo Marito (lei lo chiama sempre così, Mio Marito, con le maiuscole) e si sente persa, demotivata, incapace di andare avanti; Chiara non trova ragioni per vivere, ma neanche motivi per non accettare il suggerimento della psicologa: dieci minuti per fare qualcosa di nuovo, qualcosa di mai fatto prima, ogni giorno, per trenta giorni. Mettere uno smalto fucsia, bazzicare per il mercatino dell’usato, ricamare il punto croce, preparare i pancake, ballare l’hip-hop, vestirsi da babbo Natale, seminare lattuga e peperoncino, cambiare il pannolino ad un neonato sono solo alcune delle cose che Chiara decide di fare nei suoi dieci minuti di gioco, o meglio, di terapia. Ma più che le azioni, di per sé semplici, talvolta insignificanti, sono le occasioni quelle che contano davvero: dare a se stessi e alla propria vita, anche solo per dieci minuti, la possibilità di sorprenderci, di uscire dagli schemi, dai limiti che ci siamo imposti per sentirci al sicuro. Chiara è cresciuta circondata dall'amore di persone che l’hanno sempre aiutata, anche troppo. Ma “quando fanno qualcosa per noi, gli altri ci consegnano o in realtà ci tolgono un'occasione?” (p. 114). Dieci minuti per invitare amici a casa per il giorno di Natale, ascoltare la propria madre, confidarsi con un’amica, occuparsi di un ragazzo dell’Eritrea giunto in Italia senza famiglia e desideroso di portare avanti gli studi. E così, giorno dopo giorno, Chiara si scopre una persona nuova, diversa dalla ragazzina con le trecce che suo marito vorrebbe sempre così, fragile ed insicura e scopre di avere la forza e le capacità per potercela fare anche da sola, perché “il meglio della vita sta in tutte quelle esperienze interessanti che ancora ci aspettano”. (p. 169)

“Per dieci minuti” è un libro breve e scorrevole, strutturato come un diario in cui azioni e riflessioni si alternano in una prosa scarna, incisiva, telegrafica. Consigliato a chi vuole una lettura semplice, ma non banale, leggera, ma non superficiale; a chi pensa che ogni giorno la vita possa offrirci infinite possibilità, a chi crede nel valore del tempo “che è qualcosa di pochissimo, se siamo felici. È qualcosa di tantissimo, se siamo disperati. Comunque sta lì. Con una lunga, estenuante, miracolosa serie di dieci minuti a disposizione”. (p. 184)

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Per dieci minuti 2016-09-12 07:36:54 Amante di Libri
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Amante di Libri Opinione inserita da Amante di Libri    12 Settembre, 2016
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L'importanza di ogni istante della vita

“E a che serve questo gioco dei 10 minuti?”
“Boh, la dottoressa non me l’ha spiegato. Credo serva fondamentalmente a impegnarmi la testa, a riempire il vuoto e a fare ordine nella confusione che mi ritrovo al posto della vita”

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Fare una cosa nuova, fuori dagli schemi senza aver timore di sbagliare, senza aver paura dell’oblio. Gettarsi in avanti e vivere quello che capita. Chiara delusa dalla vita, ci prova, per un mese intero, non ha niente da perdere anzi tutto da conquistare. Inizia dalle cose semplici come scegliere un colore di smalto per le unghia ad ascoltare i problemi della madre, a cucinare i pancake. Dieci minuti al giorno e tutto può cambiare.

La scrittura di Chiara Gamberale, così semplice, incisiva ed emozionante mi ha sempre suscitato grandi emozioni e devo dire che nemmeno, stavolta, mi ha deluso. Un semplice consiglio di fare qualcosa di diverso ogni giorno per dieci minuti ha un non so che di straordinario. Uscire fuori dalla monotona routine, sperimentare, scoprire nuove passioni è qualcosa che può portare a migliorare il proprio sé, se non addirittura a cambiarlo pian piano. Un gioco pieno di fantasia, coraggio ma che va preso seriamente. Il percorso effettuato dalla protagonista si struttura come un diario che va dal mese di dicembre del 2012 all’anno nuovo, avvento di una nuova vita, di come un solo singolo minuto, può riportare a vivere. In conclusione, vorrei far focalizzare l’attenzione sulla fantastica copertina, rappresentativa dell’intero romanzo, una donna sospesa su una nuvola e con una nuvola bianca al posto della testa. Bianca come la purezza simbolo di buoni pensieri e la nuvola simbolo di leggerezza.

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Per chi cerca uno stimolo per cambiare, per chi vuole scacciare la noia della routine o sentimenti negativi.
Chi ha apprezzato Quattro etti d'amore, grazie.
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Per dieci minuti 2016-08-01 12:53:20 valepd
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valepd Opinione inserita da valepd    01 Agosto, 2016
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Un libro che mi ha dato tanto, troppo

Questo libro si basa su una storia che potremmo considerare 'all'ordine del giorno'. Una donna alle prese con un amore terminato, un matrimonio che non esiste più.
Una depressione che avanza e un'analista che non le consiglia altro che un gioco.
Ogni giorno, dieci minuti al giorno per un mese, Chiara dovrà provare qualcosa di nuovo.
Credo sia un tema adatto a tutti, adolescenti, adulti, tutti.
Un gioco che potrebbe farci rinascere, farci 'svegliare'. Anche dei piccoli cambiamenti al giorno possono aiutare a farci apprezzare la vita oppure potrebbero aiutarci a trovare ciò che in fondo non va.
E il libro questo riesce a comunicare.
Nonostante vi siano parecchie scene particolareggiate dalla situazione che la protagonista vive con il marito ognuno si può relazionare con i personaggi.
Da piccoli dettagli vengono fuori dei concetti 'base', concetti che alle volte tralasciamo o non applichiamo. Grazie alla magnifica penna dell'autrice, poi, le frasi che ne vengono fuori alle volte fanno venire i brividi, o almeno a me è capitato così.
Forse ho solo trovato il libro giusto al momento giusto, non saprei.
Probabilmente la storia di base non è la più originale, il fatto della separazione coniugale.
Ma è il 'gioco' che rende il tutto perfetto.
Alla fine le nuove esperienze che Chiara fa per dieci minuti non sono acrobazie mortali o guerre transoceaniche, sono piccole rivoluzioni che piano piano acquistano un significato sempre più grande. E sono le parole che usa l'autrice, le frasi che ne vengono fuori, i concetti che trasmette che hanno reso questo libro veramente bello.
Credo mi rimarrà nel cuore a lungo.
Non credo di riuscire neanche a recensirvelo bene, è un qualcosa che non so, credo sia personale.
Ve lo consiglio e basta, leggetelo a cuor leggero, aperti a tutto.

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Per dieci minuti 2016-02-10 18:13:51 Giu_Bi
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Giu_Bi Opinione inserita da Giu_Bi    10 Febbraio, 2016
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"Tutto da rifare"

Questa è la storia di una vita che cambia all’improvviso, di certezze incrollabili che a un tratto sfuggono all’evidenza della quotidianità e obbligano la persona a dare senso alla propria esperienza, reinventandosi.
La protagonista è Chiara, il che conferisce un tono autobiografico al romanzo; Chiara viene lasciata dall’Amore di sempre, e perde il lavoro. In cura presso una psicologa, Chiara è incoraggiata a recuperare sé stessa tramite un gioco: per un mese dovrà, ogni giorno, fare per dieci minuti qualcosa che non aveva mai fatto prima. Questo espediente terapeutico si rivelerà la chiave per una nuova conoscenza di sé e del mondo, e finalmente l’apertura e la ricostruzione.

I “dieci minuti” quotidiani di Chiara sono il perno intorno al quale si struttura il romanzo: brevi capitoli in cui, alla sperimentazione del nuovo, si affianca la narrazione del passato. L’idea dell’Autrice è spiritosa, inconsueta e conferisce una sensazione di “leggerezza” al romanzo, quasi che il lettore sbirciasse tra gli appunti quotidiani nel diario di Chiara.
Purtroppo però il linguaggio, infarcito di discorsi diretti e colloquialità, non sembra adeguato alla forma narrativa del diario, che dunque appare adottata un po’ “a caso”.
Inoltre certi personaggi e situazioni appaiono irrimediabilmente banali, e questa sensazione si accentua ulteriormente per l’evidente intento di farli apparire, invece, interessanti e anticonvenzionali.
A tratti ho percepito Chiara addirittura irritante, con la sua esasperata dipendenza dall’altro, la sua immaturità emotiva e l’ostinato rifiuto di una serie di evidenze della propria vita… Caratteristiche che, intuisco terminando il romanzo, non troveranno alcuna autentica maturazione.

Un personaggio che lascia poco, dunque, per un romanzo che lascia poco, se non la curiosità e la motivazione a nuove esperienze; un desiderio, tuttavia, che rischia di esaurirsi in fretta a causa della poca “sostanza”.
Per letture LEGGERISSIME.

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Romanzi altrettanto leggeri e "commerciali"
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Per dieci minuti 2015-09-26 18:32:53 irenecarmina
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irenecarmina Opinione inserita da irenecarmina    26 Settembre, 2015
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Un libro che ricorderete per ... 10 minuti.

Come leggere d'estate sotto l'ombrellone una rivista da rotocalco: lettura facile, sostanza poca, nessuna genialità.
Lo consiglio solo a chi vive un momento difficile della propria vita e desidera ricominciare a vivere, se non vuole impegnarsi in letture più incisive, anche solo perché non ne ha voglia. Ecco sì, per i poco volenterosi può essere una scelta discreta, un aiuto per riscoprirsi vivi. Da soli, ma vivi, quando tutte le certezze si sgretolano rovinosamente. Terminata la lettura, dopo 10 minuti, vi dimenticherete persino il nome della protagonista. Ma starete meglio. E questo è già qualcosa. Se volete scavare a fondo, leggete piuttosto Michael mio di Amos Oz.

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gli italiani da classifica.
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Per dieci minuti 2015-07-31 12:23:21 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    31 Luglio, 2015
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10' x 30gg = 1 Vera Occasione

Quando la vita subisce una battuta d’arresto. Quando tutto ciò in cui identificavi te stessa viene a mancare, che sia il matrimonio, il lavoro, le abitudini, la città, una persona cara. Quando ti alzi al mattino (se ci riesci) con la sensazione che ti manchi qualcosa e che la tua vita sia davvero difficile da indossare. E ti chiedi: ma la vita che faccio è davvero la mia?

In questa condizione di smarrimento e svuotamento, Chiara accetta una sfida, un gioco: dedicare dieci minuti al giorno per un mese a fare una cosa assolutamente nuova.

Non aver niente da perdere diventa l’occasione per provare. A sperimentare cose che abbiamo sempre ritenuto inadatte a noi come mettere uno smalto colorato o ballare hip-hop. A guardare il mondo da un altro punto di vista, camminando di spalle. A fare cose di cui non ci credevamo proprio capaci come cucinare o guidare. Ma soprattutto ad aprire la mente a possibilità inaspettate.

Si scopre così che il proprio quartiere è abitato da negozi e persone a cui non abbiamo mai fatto caso, a cui non abbiamo mai rivolto nemmeno la parola. Ci si rende conto che, trincerati nell’egoismo che caratterizza il dolore e, più in generale, la nostra epoca, ai nostri genitori diciamo sempre "Io sto…Io mi sento… Io faccio…" ma non chiediamo mai "Tu come stai davvero? Tu cosa fai?". Si capisce all’improvviso che essere stati protetti in un bozzolo, essere stati aiutati, sostenuti, accompagnati per mano, ha reso la vita probabilmente più semplice ma ci ha privato dell’occasione per metterci alla prova e scoprirci in grado di superare proprio quell’ostacolo apparentemente insormontabile. Per crescere.

Questo romanzo non è un capolavoro della letteratura ma, con le sue parole semplici e il suo viaggio alla scoperta delle possibilità che offrono dieci minuti al giorno, ci manda un messaggio importante: il meno può diventar più, lo sgretolarsi dei propri punti fermi può diventare l’occasione per scoprirne di nuovi, le difficoltà possono diventare l’opportunità per crescere, per conoscersi. Perché tutto quel che ci accade è un arricchimento, anche quando purtroppo si presenta travestito da dolore.

Alla fine, questo libro mi ha lasciato una gran voglia di provare, di sperimentare, di inventare anch’io il mio gioco dei dieci minuti -che tra l’altro ho scoperto essere un serio esercizio ideato da Rudolf Steiner per la crescita interiore. Intanto inizio consigliandone la lettura, perché la considero davvero un’opportunità per pensare in modo un po’ diverso a se stessi, a quel che si è e magari a quello che si potrebbe essere.

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Per dieci minuti 2015-05-28 11:12:50 *vale*
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*vale* Opinione inserita da *vale*    28 Mag, 2015
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Un viaggio verso la rinascita

Chiara da un momento all’altro ha visto la sua vita crollarle addosso senza avvertimento: il marito l’ha lasciata con una fredda telefonata da Dublino, il suo capo l’ha licenziata. Ora tutto sembra non avere più alcun significato, il mondo intorno a lei ha perso colore. Ma poi la sua psicoterapeuta le lancia una sfida: ogni giorno, per dieci minuti, per un mese deve fare una cosa che non ha mai fatto. E così, esperienza dopo esperienza, Chiara inizia a rendersi conto che quel vuoto intorno a lei non è così male, che può modellarlo a suo piacimento, e che in fondo non è tanto vuoto. Nel diario che la accompagna in quei giorni alla scoperta di qualcosa di nuovo vediamo la protagonista uscire fuori dal suo “palazzo monocolore di Egoland” ed esplorare le mille possibilità che la vita può offrire. Si rende conto allora di poter fare cose che non credeva possibili come cucinare un dolce o imparare a guidare; ma soprattutto scopre di non aver più bisogno di suo marito, di quel marito che l’ha lasciata sola in modo tanto vile, e di poter ricominciare lasciandosi alle spalle quell’alone di tristezza e solitudine che l’aveva tenuta prigioniera nell’ultimo anno. “Perché, in effetti, il meglio della vita sta in tutte quelle esperienze interessanti che ancora ci aspettano”. Un libro entusiasmante, un viaggio verso una rinascita, verso la voglia di Vivere.

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Per dieci minuti 2015-03-21 20:08:22 ant
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ant Opinione inserita da ant    21 Marzo, 2015
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Chiara dal "Noi" all' "IO"

Libro fantasioso e strutturato in un modo simpatico e accattivante, una giornalista, Chiara, lasciata dal marito di punto in bianco, si sente proporre dalla sua psicanalista un gioco: "Per dieci minuti al giorno dovrà fare una cosa che non ha mai fatto. Chiara, scettica, accetta e sarcasticamente commenta: "Alla fine che cosa si vince? Riavrò la mia vita indietro?"
Per mantenere la promessa fatta alla sua dottoressa, inizia così un racconto veloce e zeppo di tantissimi aneddoti,con piccole storie di vita, a volte semplici come mettere uno smalto colorato alle unghie e delle altre più profonde, come riscoprire il piacere per il Natale. E Chiara esperienza dopo esperienza riscopre il bello di dire "Io" rispetto al "Noi" che aveva usato fino a poco tempo prima, riacquista fiducia in sè stessa e conosce tante nuove persone. Da rimarcare in questo libro , oltre alla singolarità della trama, tanti spunti personali che ho trovato molto interessanti, come il passaggio che estrapolo per concludere:
..."""Sto scoprendo che le persone smarrite hanno un istinto eccezionale per trovarsi fra di loro, facendo lo slalom attraverso le famiglie felici, le coppie che funzionano, quelle che non funzionano più, ma comunque vanno avanti..quel vuoto, mentre fra persone smarrite ci teniamo strette, non è detto s'asciughi: quasi sempre s'allarga"""....
Particolare

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