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Dopo 1600 anni dal rogo che distrusse nel 391 d.C. la grande biblioteca di Alessandria, Dirk Pitt scopre non solo che gran parte della biblioteca si è salvata e che la chiave per ritrovarla giace, sepolta dai ghiacci, in Groenlandia, ma che un'organizzazione internazionale trama per impadronirsene al fine di sconvolgere gli equilibri mondiali, provocare il crollo economico degli Stati Uniti, annientare Israele e ricattare il mondo intero. Un solo uomo è in grado di fermare quella folle impresa, Dirk Pitt.



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Tesoro 2014-02-06 11:53:38 Todaoda
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Todaoda Opinione inserita da Todaoda    06 Febbraio, 2014
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In buona e cattiva sorte...

E' il punto di svolta: pubblicato nel 1988 Tesoro rappresenta il vero trampolino di lancio della carriera di Clive Cussler che, sebbene fosse già piuttosto noto in patria (la sua), grazie a questo romanzo diventa consistentemente famoso in tutto il mondo.
Cussler nel '88 ha già alle spalle ben sette libri dunque è ormai sicuro dei propri mezzi, lo stile qui è ben consolidato, così come ben consolidati sono gli aspetti positivi del medesimo: la scorrevolezza, il linguaggio diretto, la linearità della trama; e gli aspetti negativi: la sporadica semplicità di alcuni passaggi, la mancanza di profondità, la costante ricerca del colpo di scena.
La storia è ricca di tutti quei dettagli che uno scrittore esperto può permettersi di riportare nel testo quasi fino all'eccesso (concreta ricerca storica, approfonditi tecnicismi, cliché da film d'azione, ironia, dialoghi esclusivamente asserviti al contesto per l'incalzare del ritmo ecc. ecc.) La trama è ben congeniata, lo stile non ha particolari pecche e i personaggi sono ben delineati, per quanto lo consenta questo genere di narrativa.
Insomma, con Tesoro, tutto sembra pulito e preciso, perfetto per il grande balzo nel mercato mondiale e Cussler, neanche fosse il suo alter ego Dirk Pitt, non fallisce il colpo, da questo romanzo in poi sulle copertine dei suoi libri verranno riportate le cifre del successo: 60, 80, fino a 100 milioni di lettori in tutto il mondo. Finalmente un grande palco per una grande opera (le virgolette del secondo "grande" sono sottointese) per un autore, sì commerciale, ma pur sempre di grande talento!
... Bene così dunque?
Forse.
Tesoro è veramente il romanzo commerciale perfetto, tutto funziona e scorre, tutto luccica e brilla, ma come è vero che talvolta una piccola imperfezione dona fascino, è altrettanto vero che la totale perfezione spesso rimanda alla banalità. Sì, questa forse è una storia più completa, sfarzosa, intrattenitiva delle precedenti, ma il fascino dell'incertezza? La tensione dei misteri delle vicende sullo sfondo di una pittoresca guerra fredda? O ancora il nostalgico e profetico strenuo tentativo di riscossa del Titanic che tra le righe si fa quasi involontaria parabola del lottare quotidiano dell'uomo comune, che fine hanno fatto? Dove sono?
In una storia "perfetta" non c'è posto per le supposizioni rimaste tali, per gli enigmi insoluti, per le atmosfere artisticamente appena accennate, no, tutto deve essere concreto, ben delineato, perfetto appunto.
E così è, dal punto di vista della solidità narrativa infatti Tesoro è sicuramente una conquista, un passo avanti, tuttavia ogni tanto ad una nuova vittoria coincide una antica sconfitta, ad un passo avanti coincide un passo indietro o, peggio, l'oblio del precedente cammino.
Tesoro sarà dunque un bene? Un male? Sia vera la prima ipotesi, sia la seconda, è innegabile comunque che per la carriera, la storia e la fama dell'autore questo romanzo rappresenta un punto di svolta, un cardine. Nella bibliografia di un autore non sono molti i libri che si possono definire pietre miliari, in quella di Cussler al 1988 se ne possono riscontrare due: Enigma, il primo libro pubblicato, e Raise the Titanic, il primo grande successo, (personalmente aggiungerei anche Salto nel Buio, il suo migliore, anche se apparentemente il grande pubblico non sembra d'accordo...) Tesoro, almeno commercialmente, è la terza pietra miliare (andando avanti se ne troverà qualche altra ma saranno sempre più rare) dunque a questo romanzo, giustamente, e forse anche ineluttabilmente, come tale gli va tributato il riconoscimento che merita... sia nella buona che nella cattiva sorte.

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