Narrativa straniera Fantascienza 2084. La fine del mondo
 

2084. La fine del mondo 2084. La fine del mondo

2084. La fine del mondo

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Nell'Abistan - un impero così vasto da coprire buona parte del mondo - 2084 è una data presente ovunque. Nessuno sa a che cosa corrisponda quella data. In ogni caso, è da allora che il paese, che era detto semplicemente il "paese dei credenti", fu chiamato Abistan, il mondo in cui ci si sottomette gioiosamente alla volontà di Yolah e del suo rappresentante in terra, il profeta Abi. La Grande Guerra santa è stata lunga e terribile, tuttavia l'armonia più totale regna ora nelle terre dell'Abistan. Nessuno dubita delle autorità, cosi come nessuno dubita che Yolah abbia offerto ad Abi di imprimere un nuovo inizio alla storia dell'umanità. Le date, il calendario, l'intera storia passata dell'umanità non hanno ormai più alcuna importanza e senso nella Nuova Era, e tutto è nella mano di Yolah. Agli uomini non resta che "morire per vivere felici", come recita il motto dell'esercito abistano.



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2084. La fine del mondo 2016-03-31 05:23:49 Ettoremar
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Ettoremar Opinione inserita da Ettoremar    31 Marzo, 2016
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Perché “2084 LA FINE DEL MONDO” mi ha deluso


2084 LA FINE DEL MONDO di Boualem Sansal, trad. dal francese di Margherita Botto, ed. NERI POZZA, è il continuo di 1984 di George Orwell: lo dichiara l’autore a pag.221:
“Come Ati avrebbe poi saputo da Toz in persona… l’unico paese a contrastare le forze dell’Abistan, perché governato da un dittatore pazzo di nome Big Brother che aveva gettato nella battaglia tutto il suo arsenale nucleare, era stato il Socing…o Sokin, ma alla fine lo avevano sconfitto e annegato nel suo sangue.”

Naturalmente la storia riportata da Toz è imprecisa: il paese in cui era ambientato 1984 si chiamava Oceania, e il Socing (Socialismo Inglese) era il Partito unico al potere; Big Brother era il Grande Fratello, che spiava e controllava la vita pubblica di tutti i cittadini di Oceania e quella privata, in casa loro, attraverso un teleschermo…
Anche la lingua parlata in Abistan (paese di Abi), la “abiling” o lingua di Abi, deriva dalla Neolingua: eliminando una parola se ne elimina il concetto, e gli abitanti di Abistan non possono neanche pensare quel concetto perché non avrebbero la parola ( o le parole) per esprimerlo: era già tutto ben codificato in 1984 di George Orwell ( non a caso considerato da Boualem Sansal suo maestro, e a lui si rifà proprio nel titolo), che arriva a immaginare nella sua Oceania l’uso della Neolingua, a cui dedica addirittura un’appendice al libro, “I principi della neolingua”, in cui stabilisce che:
“Fine della Neolingua non era solo quello di fornire un mezzo di espressione per la concezione del mondo e per le abitudini mentali proprie ai seguaci del Socing (Socialismo Inglese) ma soprattutto quello di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Era sottinteso come, una volta che la Neolingua fosse stata definitivamente adottata, e l’Archelingua, per contro, dimenticata, un pensiero eretico ( e cioè un pensiero in contrasto con i principi del Socing) sarebbe stato letteralmente impensabile, per quanto almeno il pensiero dipende dalle parole con cui è suscettibile di essere espresso.”

Scrive infatti Sansal (pag. 241):

“…l’abiling costringe al dovere e alla stretta obbedienza. La sua concezione si ispira alla neolingua del Socing. Quando occupammo quel paese, i nostri governanti di allora hanno scoperto che il suo straordinario sistema politico si fondava non solo sulle armi ma sulla fenomenale potenza della sua lingua, la neolingua, una lingua inventata in laboratorio che aveva il potere di annichilire in chi la parlava la volontà e la curiosità. All’epoca i nostri capi presero come base della loro filosofia i tre principi che hanno presieduto alla creazione del sistema politico del Socing: “La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù” , “L’ignoranza è forza”, e vi hanno aggiunto tre principi di loro invenzione: “La morte è vita”, “La menzogna è verità”, “La logica è l’assurdo”. E’ questo l’Abistan, un’autentica follia.”
Quindi 2084 riprende da 1984 sia la teoria della lingua che i principi base, aggiungendone di nuovi; ma dopo aver letto entrambi, mi rendo conto che il secondo non è che il tentativo di sfruttare la fama del primo, e l’aver sostituito al Partito unico, il Socing, un regime religioso basato sull’obbedienza e la sottomissione ad una divinità, Yölah, e il suo Delegato, Abi, inserendo l’attualità della minaccia che – secondo alcuni- rappresenterebbe l’Islam per l’Occidente, non mi ha per niente convinto. E il perché è presto detto: se in 1984, scritto da Orwell nel 1948, la tecnologia e i computer erano agli albori, e nonostante ciò Orwell preconizzava già un televisore in ogni casa, chi scrive oggi, nell’era di Internet, non può prescinderne. I fanatici dell’ISIS organizzano attentati stando in contatto fra loro grazie a Whatsapp e Facebook, ma Sansal non inserisce nel suo romanzo alcuna tecnologia, forse perché non c’era in 1984: quindi, per essere il più possibile “fedele” al mondo di 1984, ne rispecchia anche i limiti…

Dal punto di vista letterario, poi, tutta la prima parte del romanzo è molto lenta, la seconda è più viva con qualche colpo di scena, come le rivelazioni di Toz su alcuni “misteri”, ma siamo sempre ad un livello di letteratura di Serie B; mi meraviglio, quindi, dell’enorme, e per me IMMERITATO, successo che 2084 ha avuto in Francia, tanto da meritargli il Grand Prix du roman de l’Academie Francaise…

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