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Quasi umani

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I racconti di questo volume presentano due caratteristiche d’eccezione: recano tutti la firma di grandi della fantascienza e sono centrati sull’affascinante figura dell’androide, il robot in tutto simile all’uomo, ricoperto di carne sintetica e dotato di uno stupefacente cervello elettronico, la macchina perfetta, condizionata per vivere, pensare e sentire come l’uomo. Dal tempo del primo rozzo robot di Capek si è fatta molta strada, tanto è vero che le vicende degli eroi meccanici di questi racconti sono tutte imperniate su quel microscopico quid, quell’estremo limite che permette (o non permette) di distinguere l’uomo dalla sua copia perfetta. In questo universo meccanizzato, ma umano, si dispiegano passioni come la violenza e l’odio, e dove si può incontrare I 'orrore e la morte.



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Quasi umani 2023-08-23 10:15:52 FrancoAntonio
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FrancoAntonio Opinione inserita da FrancoAntonio    23 Agosto, 2023
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Umani anche se col cuore meccanico

Secondo il vocabolario Treccani, l’androide è un automa in forma approssimativamente d’uomo, cioè una macchina, un robot che simula le caratteristiche fisiche degli esseri umani. La fantascienza ne ha fatto uno dei grandi temi su cui i suoi autori si sono sbizzarriti dando libero sfogo alla fantasia.
Questa antologia, un classico del genere, raccoglie 14 racconti scritti da alcuni dei più rinomati autori di fantascienza, a cominciare da Asimov (che, ovviamente, gioca tutto sulle sue famose tre leggi della robotica) per passare al poetico Bradbury e al geniale Matheson, ma con la presenza pure di firme meno note al pubblico italiano, però capaci di scrivere novelle veramente toccanti e interessanti.
Sono stato a lungo incerto se segnalare questo libro, pubblicato ormai in tempi assai lontani. Però, ho accertato che si tratta di un’opera tuttora reperibile, sia nella sua versione elettronica che nelle ultime ristampe in formato cartaceo. Quindi mi è sembrato giusto parlarne, visto che merita essere pubblicizzato, nonostante l’inevitabile “invecchiamento” di alcuni riferimenti, cioè chiudendo un occhio, ad esempio, sul fatto che, William Nolan (curatore della raccolta), si meravigli in premessa, del fatto che ci siano “già ben 23.000 calcolatori elettronici in funzione” o sulle piccole ingenuità di alcuni autori che negli anni ’50-‘60, pensavano il 1975 o il ‘90 già come un futuro remoto pieno di stupefacenti mirabilie.
Io l’ho scoperto casualmente, andando a caccia di un racconto la cui lettura pubblica di tanti anni fa mi aveva oltremodo divertito. Quindi cercavo solo di riattizzare il divertimento d’allora.
Però ho dovuto apprezzare, con stupore e piacere, il fatto che molti pezzi ricompresi nell’antologia siano qualcosa di più di una amena storiella divertente, tanto da conferire un valore aggiunto alla mia “scoperta”.
Sebbene siano tutti racconti dichiaratamente di fantascienza, ove “gli uomini meccanici” sono i necessari protagonisti, molte di esse trattano temi universali, quali l’amore, l’umanità, il coraggio, la dedizione a una causa; temi che ben potrebbero prescindere dall’elemento futuribile. Molti, dunque, consentono riflessioni che trascendono il semplice ambito della letteratura di anticipazione.
Ho trovato molto toccante, ad esempio, Matheson quando racconta una storia ambientata nel duro mondo della boxe, storia che mi ha ricordato, molto, film come il commovente “Una faccia piena di pugni” con Anthony Quinn e Mickey Rooney e altri similari che esaltavano la dedizione e il sacrificio di chi si dedicava a questo sport “nobile”, ma brutale, anche con l’animo delle persone. Per vero, dopo aver letto il libro, ho scoperto che dal racconto ne è stata ricavata pure una pellicola in anni recenti (Real Steel di Shawn Levy), purtroppo per nulla aderente allo spirito del racconto.
Altrettanto drammatico, pur sotto l’apparente ironia dello stile, è il racconto “Scherzo” di Ron Goulart sul mondo delle scommesse e della disperata indigenza in cui viene trascinato chi è schiavo del gioco.
Altri racconti ci pongono un interessante quesito: fin dove possiamo considerare “macchine” e non “esseri umani compiuti”, organismi che pensano e agiscono in tutto e per tutto come noi, avendone i medesimi sentimenti, simili pulsioni o angosce? Trattano questo tema “etico” il racconto d’apertura “Quelli fra noi”, di Henry Kuttner, tutto giocato sui toni dell’invasione occulta (chi non si ricorda il film “La minaccia degli Ultracorpi” e i suoi vari remakes), ma che ci conduce, con un climax avvincente, al tema del sacrificio altruistico. “Gli ultimi riti” di Charles Beaumont, pone interessanti implicazioni religiose.
Il commovente “Juke-baby” di Robert Young e il conclusivo “La gioia di vivere” di William Nolan infine sono racconti, in qualche modo speculari l’uno dell’altro, che ci fanno ragionare su quali confini possono essere valicati dal vero amore.
In conclusione, si tratta di una raccolta interessante che penso possa piacere anche a chi non è un patito di fantascienza, ma apprezza queste sottili valutazioni psicologiche.

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