Narrativa straniera Fantasy Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm
 

Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm

Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm

Letteratura straniera

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Federico Guglielmi, in arte Wu Ming 4, ripropone al pubblico dei lettori di Tolkien . il racconto del “Ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm” accompagnato dalla traduzione italiana della “Battaglia di Maldon”, celebre poema medievale a cui si ispira il racconto. Il curatore aggiungerà una sua nota introduttiva inedita con la genesi del racconto e l'analisi del contesto in cui questo nasce e si sviluppa, spiegandone l'imprescindibile lettura per la comprensione dell'autore inglese.

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Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm 2011-01-16 18:36:13 Tuc
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Tuc Opinione inserita da Tuc    16 Gennaio, 2011
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L'orgoglio uccise l'eroe

Da alcuni anni abbiamo imparato ad apprezzare ,grazie al successo mondiale dei film di Peter Jackson, la produzione letteraria di quell'originale scrittore che fu J.R.R. Tolkien, oggi la Bompiani ci offre la possibilità di completare la conoscenza di quest'autore grazie alla pubblicazione dei suoi scritti accademici.Tolkien fu un professore di Oxford molto apprezzato come glottologo e filologo, la sua passione per le lingue antiche traspare nettamente anche nei suoi romanzi fantasy dove , come sanno i suoi lettori, non disdegna di inventare di sana pianta linguaggi nuovi (lingua elfica, lingua di Mordor etc etc), nel "Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm" lo scrittore britannico analizza , in modo originale , un antico testo medievale scritto in Old English conosciuto come "La Battaglia di Maldon".
In breve nell'antico componimento si parla della tragica battaglia che ebbe luogo il 10 Agosto del 991 d.C. presso il villaggio di Maldon vicino all'estuario del fiume Pante nell'Essex. Le armate del Conte Beorhtnot e quelle dei Vichinghi invasori si affrontarono. Gli anglosassoni controllavano il ponte e avrebbero potuto resistere se il Conte , sollecitato furbamente dai nemici a dimostrare la sua nota cavalleria concedendo loro di passare il guado in modo da combattere entrambi in campo aperto, non avesse decretato con quest'atto di "ottusa" cavalleria la sconfitta degli inglesi che erano in numero inferiore. Dunque Tolkien nel suo scritto immagina che due personaggi Totta, un menestrello, e Tida, contadino sopravvissuto a mille battaglie, siano stati incaricati dai monaci del convento di Ely di recuperare il cadavere del Conte.
Totta e Tida sul loro carretto giungono presso l'estuario, recuperano il corpo straziato del nobile,la sua spada ma non la sua testa perduta per sempre nelle acque limacciose. Sulla strada del ritorno si imbatteranno in alcuni sciacalli, luridi codardi inglesi fuggiti di fronte ai vichinghi, saccheggiatori di cadaveri, a loro faranno saggiare ancora una volta la lama della spada del conte e poi tutti e due nella foschia, guidati dal lugubre canto dei monaci, torneranno a casa.
Questi due episodi di guerra sono bellissimi, rieccheggiano nelle parole dell'antico componimento le battaglie che poi si leggeranno nel Signore degli anelli, così come i discorsi e i bisticci fra Totta e Tida ricordano quelli tra Frodo e Sam o Frodo e Gollum, mentre Beorhtnot sembra un Beowulf più nobile e meno guascone.
Il testo oltre ai due scritti è arricchito da due piccoli saggi il primo di Wu Ming 4 , che per me è una garanzia e del Professor Tom Shippey uno dei maggiori esperti di Tolkien.



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Consigliato a chi ha letto...
Saggi sui classici di letteratura inglese antica, mitologia nordica.
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