Narrativa straniera Fantasy La rinascita di Shen Tai
 

La rinascita di Shen Tai La rinascita di Shen Tai

La rinascita di Shen Tai

Letteratura straniera

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Shen Tai è il figlio del generale che ha condotto le forze dell'impero di Kitai nell'ultimo scontro contro i Tagur, vent'anni prima. Quarantamila uomini, su entrambi i fronti, hanno perso la vita in quella battaglia, sulle remote rive di un lago nascosto tra le montagne occidentali. Il Generale Shen Gao è ormai deceduto. Per onorare la memoria del padre, Tai decide di trascorrere i due anni di lutto ufficiale ritirandosi in eremitaggio sul sito della battaglia, tra gli spiriti dei defunti, sforzandosi di dare una degna sepoltura ai loro resti sparpagliati. Una mattina di primavera, però, apprende che la sua veglia non è passata inosservata: la Principessa di Giada Bianca dei Tagur gli offre in dono duecentocinquanta cavalli sardiani, come ricompensa per il suo impegno nell'onorare la memoria dei defunti.



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La rinascita di Shen Tai 2015-03-16 15:25:03 Michele SkyM
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Opinione inserita da Michele SkyM    16 Marzo, 2015

Lento e noioso

Partimano dal presupposto che queso dovrebbe essere un romanzo fantasy, ebbene come fantasy delude ogni aspettativa.
Lettura lenta e noiosa, come se l'autore sia voluto essere volutamente e forzatamente prolisso per allungare il brodo. Fino ai tre quarti del libro la storia gira e rigira senza che vada a parare da qualche parte.
Scene d'azione col contagocce, in un libro di oltre 600 pagine ci sono solamente due vere scene d'azione, di cui una lunga circa una paginetta e l'altra solamente un paio di righe. Davvero troppo poco!
Storie d'amore fredde, improbabili, senza il dovuto affiatamento, tanto che i diretti interessati sono non solo fisicamente ma anche sentimentalmente troppo distaccati e quindi per nulla credibili.
Qualche scena di sesso completamente inutile, buttata là giusto perché fa figo, visto che ormai, dopo i romanzi di George R.R. Martin, pare che se non si mette un po' di sesso allora non va bene.
Una trama intrecciata solo su strategie politiche, anche qui seguendo l'ombra della moda dettata dai romanzi di Martin.
Elemento fantastico praticamente inesistente, giusto una scenetta all'inizio così da dire "Ehi, questo è un romanzo fantasy!" ed un'altra nel mezzo, entrambe completamente ininfluenti ai fini della trama e tranquillamente soppiantabili con altre soluzioni non fantasy che avrebbero retto la storia allo stesso modo se non addirittura meglio.
Se a tutto questo si aggiunge che la versione italiana ha un titolo (diverso dall'originale) che non ha alcun senso con la storia, una traduzione allucinante con numerose ripetizioni ed un testo pieno zeppo di errori e refusi di stampa, ecco che la voglia di leggere questo libro fino alla fine si annienta del tutto.

Avevo cercato volutamente questo libro perché avevo letto e sentito parlare molto bene dell'autore ed inoltre quest'opera ha ricevuto anche alcuni premi e riconoscimenti. Sinceramente mi chiedo come abbia fatto ad avere tutto questo successo un libro così mediocre. Forse ha colpito la minuziosità e la ricerca storica che sono stati alla base dell'ambientazione, ma a mio avviso questo non basta per giustificare il suo immeritato successo.

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