Narrativa straniera Fantasy Queen of chaos. Il quarto elemento
 

Queen of chaos. Il quarto elemento Queen of chaos. Il quarto elemento

Queen of chaos. Il quarto elemento

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Persepolae è caduta. Karnopolis è bruciata. Mentre le forze dei non-morti attraversano ciò che resta dell'impero, Nazafareen deve obbedire al richiamo della Regina dei demoni per salvare Victor. Oppressa da un potere che riesce a malapena a controllare, intraprende un viaggio attraverso le terre dell'ombra verso la Casa-Dietro-Il-Velo. Ma ciò che la attende è peggiore di qualsiasi destino possa immaginare. A migliaia di leghe di distanza, Tijah conduce un gruppo di bambini in una missione disperata per salvare i prigionieri di Gorgon-e Gaz, la roccaforte dove sono custoditi i daeva più antichi. Per arrivarci, devono attraversare la Great Salt Plain, una terra desolata invasa dagli eserciti della notte. Ma arriveranno in tempo per evitare un massacro? E nella Casa-Dietro-il-Velo, Balthazar e il Profeta Zarathustra scoprono di avere più cose in comune di quanto non potesse sembrare. Ma sarà sufficiente a salvare l'anima del negromante e a sventare i piani della sua padrona? Mentre lo scontro finale tra Alexander e la Regina Neblis ormai incombe, verrà rivelata la verità sulle origini dei daeva e tre mondi si scontreranno nella conclusione della serie Il Quarto Elemento.



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Queen of chaos. Il quarto elemento 2020-07-31 07:09:28 La Lettrice Raffinata
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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    31 Luglio, 2020
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Un buon finale aperto

"Queen of Chaos" va a completare la trilogia Il quarto elemento di Kat Ross, dando una degna conclusione alla serie, pur mantenendo grosso modo intatti i difetti dei volumi precedenti.
La trama si concentra sull'invasione dei Druj, che distruggono le città dell'impero mentre i protagonisti tentano di fermare i piani della Regina Neblis su diversi fronti, motivo per il quale in questo libro i punti di vista si moltiplicano. Questo è un aspetto sia positivo che negativo: da un lato è molto piacevole poter seguire diversi personaggi e conoscere le loro riflessioni, ma d'altra parte risulta fastidioso passare dalla prima persona del POV di Nazafareen alla terza persona scelta per tutti gli altri. Tra l'altro, i capitoli dedicati a Nazafareen nella parte finale diventano alquanto confusi a causa di uno sviluppo della trama e, per chiarire gli eventi, l'autrice è costretta a ripetere le stesse scene dal punto di vista di Lysandros o di Tijah.
Proprio la ex Water Dog regala il POV migliore: ci permette di scoprire dei retroscena inediti sul suo rapporto con Myrri, oltre a mostrare tutto il percorso che la porta a superare gli avvenimenti di "Blood of the Prophet" e trovare un nuovo obiettivo nella sua vita. Molto interessanti anche i capitoli sul negromante Balthazar, seppur avessi delle riserve circa la redenzione che viene promessa nella sinossi; è anche merito del suo POV se riusciamo a scoprire qualcosa di più sul personaggio di Neblis, che diventa così un'antagonista molto più credibile e solida rispetto ai volumi precedenti.
Tasto dolente è la presenza di diversi spiegoni, soprattutto nella parte iniziale, del tutto inutili dal momento che viene fornito un glossario molto esaustivo a fine libro. Valuto invece in modo positivo l'epilogo che, seppur aperto (l'autrice ha portato questi personaggi in due nuove serie), dona una sensazione di completezza appagante.


Di seguito, vado ad analizzare (con SPOILER) i cinque motivi per i quali consiglio questa serie e i cinque per i quali invece lo sconsiglio.

PRO

1. PERSONAGGI
I personaggi sono sicuramente il punto di forza della serie, nonché il motivo per cui io ne sono rimasta colpita, nonostante sia poco conosciuta. E il mio apprezzamento non si limita ai protagonisti, che vediamo crescere a poco a poco nei tre volumi, ma anche ai personaggi secondari.
L'autrice è inoltre in grado di rendere simpatetici al lettore anche gli antagonisti -mostrando in particolare le motivazioni credibili che li muovono- o i personaggi meno apprezzabili. Un buon esempio è quello di Delilah, che nei primi due libri da l'impressione di essere fredda ed autoritaria; noi lettori, così come Nazafareen, siamo seccati dal suo atteggiamento, almeno fino a quando lei stessa racconta il dolore per quello che hanno fatto al suo unico figlio:

«"Provai a risparmiargli [a Darius] i bracciali", continuò con voce smorta, "ma le guardie furono troppo veloci. Perciò rimasi a guardare mentre il mio figlio perfetto veniva legato. Guardai mentre il suo braccio avvizziva e moriva davanti ai miei occhi."»

I personaggi di questa trilogia riescono a trasmettere delle emozioni autentiche, presentando dei caratteri con i quali è facile trovare affinità, tanto che riescono con il solo carisma a tenere viva l'attenzione del lettore anche nelle scene più lente.
Un altro aspetto importante è la capacità dell'autrice di ferire o di uccidere (e mantenere morti) i suoi personaggi, anche nel caso siano parte del cast principale; spesso leggo storie dove gli eroi escono incolumi anche dalle peggiori battaglie, oppure vengono miracolosamente resuscitati, e questo rende le loro azioni prive di valore perché non riesco a preoccuparmi veramente della loro sorte. Già dal primo libro, la Ross ci ha abituato a delle situazioni decisamente realistiche, con la mutilazione di Nazafareen e la morte di Tommas prima ed Ilyas poi; la mano della protagonista non ricompare con qualche magico escamotage, così come i due Water Dogs non tornano più, ed è proprio questo a renderli più autentici.

2. RELAZIONI
Collegate direttamente al primo punto, le relazioni di ogni genere sono un aspetto centrale della serie. L'autrice esplora principalmente i rapporti romantici, ma sa dare il giusto spazio anche a quelli familiari e di amicizia.
Vediamo ad esempio la complicità che si instaura nel primo libro -per andare poi a crescere- tra Nazafareen e Tijah; a unirle non è solo l'appartenenza ai Water Dogs, ma anche il desiderio di supportarsi a vicenda in una sorta di sorellanza.

«"E questa è l'altra ragione per cui mi sono unita ai Water Dog. Quando arriveranno, non troveranno una ragazza spaventata, ma una guerriera con dei sangue sulla sua spada. Che provino a riportarmi indietro."
[...]"Non dovrai combattere da sola, se si arriverà a quello."»

Di Tijah vediamo anche la meravigliosa connessione con Myrri, che con la sua presenza silenziosa riesce a sostituire la famiglia dalla quale la giovane si è distaccata, non a caso lei la definisce spesso con l'appellativo di "sorella".

«Ero arrivata al punto da considerarle come due metà della stessa persona. Tijah era la voce di Myrri. E Myrri... era l'ancora di Tijah. Quella che poteva sopportare ogni cosa, che faceva ciò che andava fatto.»

Il legame tra umani e daeva ci permette poi di esplorare tutta una nuova gamma di rapporti: alcuni si considerano alleati, altri compagni, e spesso si arriva a vere relazioni affettive. L'esempio più chiaro e al tempo stesso straziante è quello di Ilyas e Tommas, guerrieri inarrestabili e al contempo innamorati divisi dalla visione ottusa del mondo del primo.

«Piansi per Tommas, perché anch'io gli volevo bene. E piansi per Ilyas. [...] l'unica cosa che rendeva umano il nostro capitano ormai era andata.»

E cosa dire della coppia principale della serie? Ho apprezzato il legame tra Nazafareen e Darius soprattutto perché, seppur scontato, si prende il suo tempo per crescere e diventare qualcosa di vero. Le loro interazioni non sembrano mai forzate,

«"Siamo noi a decidere il nostro destino. Non il Sacro Padre. Tu e io. E c'è un'unica strada per andare avanti. La prenderemo insieme?"
Gli strinsi piano la mano. "Sempre."»

e credo che l'epilogo aperto permetta di dare alla loro storia una conclusione dolceamara perfettamente in linea.

3. SISTEMA MAGICO
Il sistema magico è un elemento che tengo in grande considerazione nei fantasy, e in questo caso non ne sono stata delusa. Mi piace il modo in cui la magia dei daeva trovi un suo bilanciamento, e non sia qualcosa di facile o gratuito.

«Perché la magia daeva aveva un prezzo. Se usavi l'aria, il respiro si faceva affannoso. L'acqua esercitava un'onda d'urto sul sangue, e operare con la terra poteva infrangere carne e ossa.»

Significativo anche l'elemento della cosiddetta "maledizione" che colpisce i daeva quando vengono legati ad un umano. Innanzitutto l'unione ha dei risvolti svantaggiosi per entrambe le parti, lo vediamo bene quando l'uno prova lo stesso dolore dell'altro, ma credo vada ad indicare anche ciò che si perde quando ci si annulla in funziona del prossimo;

«[Tijah] si scambiò uno guardo con Myrri. La sua daeva era muta, la sua maledizione la lingua mancante, ma le due erano così vicine che pareva non avessero bisogno di parole.»

se il legame è una scelta il rapporto che ne deriva è paritario, mentre quando è una costrizione il risultato è l'infelicità di entrambi, come nel caso dei daeva bambini e di alcune amah che non apprezzano il loro triste ruolo.
Valida anche la riflessione sui limiti del potere e come sia facile essere attratti da esso; questo aspetto viene trattato nei momenti in cui i Water Dogs permettono ai loro legati di attingere al Nesso.

«Istintivamente tenevo il suo potere stretto nel pugno, anche se riuscivo a sentire che lottava per afferrarlo, come un uomo che cerchi di saltare giù da un dirupo.»

Con il proseguire della storia, l'autrice cerca di espandere il sistema magico, ed esempio con le abilità di guaritore di Archemenedes. Una buona scelta, soprattutto perché si ricorda di darne anche una motivazione valida.

4. AMBIENTAZIONE
Ispirato al Medioriente del quarto secolo a.C., il mondo in cui si muovono i nostri personaggi è estremamente vivido e ricco di tanti piccoli dettagli, come le credenze superstiziose del popolino.

«Le guardie maledicevano il conducente, che si stava strappando i capelli maledicendo a sua volta gli spiriti maligni che avevano portato la sfortuna e la rovina su un onesto lavoratore.»

L'ambientazione guadagna molto anche dalla commistione tra più culture ed etnie, cosa molto evidente nelle scene ambientate nelle grandi città,

«[...] ma di tanto in tanto nella folla notavo i corti gonnellini preferiti dagli egiziani e le lunghe stoffe indossate dagli abitanti dell'estremo oriente, con un lembo avvolto sopra la spalla.»

ma anche nei primissimi capitoli quando Nazafareen lascia la sua tribù nomade per iniziare l'addestramento come Water Dog ed incontra delle persone diverse per aspetto (come Tijah, che arriva dall'equivalente dell'Arabia Saudita) e credenze religiose.

5. RAPPRESENTAZIONE
In questa serie la rappresentazione viene fatta come piace a me: in modo leggero e naturale, pur includendo un numero importante di minoranze.
Da subito vediamo le disabilità di cui soffrono i daeva a causa dei bracciali con cui sono legati, ma anche la menomazione di Nazafareen che la porta a soffrire molto sia alla fine di "The Midnight Sea",

«Ma erano le centinai di azioni mondane -cose con cui non avevo avuto a che fare nei sotterranei o nella fuga con Darius- che mi ricordavano ogni momento la mia perdita.»

sia nei primi capitoli di "Blood of the Prophet" quando riesce pian piano ad adattarsi alla sua nuova condizione, e va oltre la mancanza della mano anche grazie all'allenamento.

«Non cercavo più di afferrare stupidamente delle cose con una mano destra che non esisteva. E il moncherino poteva essere utilizzato per ogni sorta di compito che non richiedesse le dita [...].»

Come detto nel punto precedente, la rappresentazione riguarda anche le diverse culture che coesistono all'interno del vasto impero, ognuna con le sue convinzioni ed usanze davvero peculiari.

«Tijah sapeva che era costume persiano non seppellire i morti fino a quando le ossa non fossero state pulite dagli uccelli e dagli animali, ma quella pratica la disturbava.»

E non mancano dei personaggi appartenenti alla comunità LGBT+. Queste relazioni non vengono sbandierate inutilmente o analizzate come qualcosa di unico e speciale: l'amore tra il conquistatore barbaro Alexander e il daeva centenario Lysandros non riceve un trattamento di favore,

«Alexander gli offrì un sorriso tenue. "Sei un uomo onorevole, Lysandros. Non ti amerei, altrimenti."
[...]
"Legami", sussurrò. "Per te lo accetterei."
Gli occhi spaiati di Alexander si spalancarono per la sorpresa. Poi sollevò una mano verso la guancia di Lysandros. "Non te lo chiederei mai."»

i due devono affrontare le stesse difficoltà di tutte le altre coppie, com'è giusto che sia. Ciò rende ancor più sentito il loro scambio di battute al momento di separarsi.

CONTRO

1. TRAMA E RITMO
Pur non essendo scontata, la trama della serie non presenta elementi eccessivamente originali nel suo genere: seguire le vicende ed i loro sviluppi risulta davvero facile per chi, come me, legge molti libri fantasy.
Il ritmo è uno degli aspetti negativi più fastidiosi ed evidenti: in tutti e tre i romanzi abbiamo una prima -sostanziosa- parte in cui i pochi eventi importanti sono diluiti in un mare di scene al limite del filler, e poi una seconda che va a dare una risoluzione fin troppo rapida a tutte le trame aperte.
Da questo problema l'autrice si salva grazie alla narrazione coinvolgente, che trascina il lettore nei punti morti e non gli permette di annoiarsi davvero.

2. AMBIENTAZIONE
Prima ho tanto elogiato questo elemento, ma ora devo parlare del lato negativo dell'ambientazione. Con un mondo fantastico così ricco e dettagliato è uno spreco, a mio avviso, che la storia si riduca a soli tre volumi. Per di più si tratta di romanzi relativamente brevi, tanto che non abbiamo neanche il tempo di capire le differenze tra i tanti tipi di Druj o di esplorare tutte le satrapie dell'impero.
Mi rendo conto che si tratta di un aspetto davvero soggettivo, ma credo che nelle mani di un altro autore questa ambientazione avrebbe reso molto di più.

3. MIX LINGUISTICO
Con un ambientazione così esotica, incontrare personaggi chiamati Nazafareen e Tijah o immaginare luoghi come Al Miraj e Bactria non è per nulla difficile. Si ha tutto un altro effetto quando fanno la loro comparsa dei termini in lingua inglese; ed esempio, la tribù della protagonista si chiama Clan Four-Legs mentre i mari hanno nomi come Crimson Sea o Salenian Sea.
Ho trovato questa commistione di lingue stonata perché l'inglese è davvero troppo lontano da questo mondo fantastico. Poco credibile anche che tra i daeva esistano al contempo nomi perfettamente calzanti come Lysandros o Neblis e Victor (dalle Terre della Luna o dalla Russia?).
Questo dettaglio è ancor più evidente e fastidioso nell'edizione italiana, dove potevano essere inserite delle traduzioni nella nostra lingua (la Great Salt Plain poteva diventare la Grande Piana del Sale). Avrei di gran lunga preferito una scelta più omogenea e conforme all'ambientazione.

4. DETTAGLI
Un controllo troppo distratto da parte dell'editor potrebbe essere il motivo per cui la serie pecca di alcuni dettagli stonati. Ad esempio, dopo tre libri non è ancora ben chiaro dove si trovi la Casa-dietro-il-velo e, nel caso sia nel Dominio, per quale motivo Neblis ha conquistato Bactria e come fa a mantenere il controllo del vasto territorio.
Ci sono anche alcuni fastidiosi spiegoni inseriti in modo evidente e forzato,

«"Dimmi ciò che sai e io ti dirò quanto c'è di vero", rispose lui, sorridendo.»

«"Cosa ne sapete dei non-morti? Dei Druj?"
[...]
"Ricordate gli insegnamenti del magus. Cominciamo dai lich."
"Sono come ombre", disse prontamente Parvane. "Se ti toccano, sei morto."»

che sicuramente una revisione più approfondita avrebbe attenuato o perfino rimosso.
Cosa dire poi della dimora di Neblis dove non possono essere accesi fuochi per la sua stessa sicurezza,

«Neblis non permetteva l'utilizzo di torce in casa sua per ovvie ragioni. Le uniche fonti di fuoco erano il braciere che teneva in scacco Victor e l'urna che Balthazar aveva riportata dal Barbican.»

eppure quando Balthazar interroga il Profeta sul modo in cui lo stanno trattando la sua risposta implica che ci debba essere un fuoco almeno nelle cucine (tra l'altro, poche pagine dopo si parla di servitori vicini a dei forni).

«"Ti hanno portato dei pasti decenti?"
"Oh, sì, del delizioso stufato di agnello."»

Piccoli dettagli quindi, che la scorrevolezza della storia fa quasi sfuggire, ma mi spiace pensare a come sarebbe migliorata la serie con qualche accorgimento da poco.

5. EDIZIONE
Premetto che sono felicissima per l'arrivo della serie in Italia, anche perché la traduzione è stata fatta in modo davvero attento; purtroppo ho un paio di lamentele, che comunque non inficiano la lettura nell'insieme.
Innanzitutto, la qualità. Visto il prezzo di copertina (abbastanza esoso, essendo un flessibile) ci si aspetterebbe un'edizione ben fatta, mentre la realtà è più vicina ad una bozza rilegata, con una copertina che si rovina facilmente alla prima lettura.
Abbiamo poi la mappa che, sì è presente, ma è davvero minuscola. Tenendo conto che c'era un'intera pagina a disposizione, poteva essere inserita in verticale per rendere i nomi quanto meno leggibili.
E per ultimi, i titoli. E magari penserete: "Ma come? i titoli sono stati mantenuti identici e ti lamenti?" Sì, mi lamento perché questa poteva essere l'occasione per scegliere dei titoli più pertinenti di quelli originali (che, mi spiace dirlo, ma non c'azzeccano nulla). Inoltre si crea della confusione al momento dell'acquisto sugli store online, dove i volumi potrebbero essere scambiati per i loro equivalenti inglesi, avendo anche le medesime cover.

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