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La canzone di Achille La canzone di Achille

La canzone di Achille

Letteratura straniera

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Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.



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La canzone di Achille 2020-06-24 20:45:15 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    24 Giugno, 2020
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PATROCLO E ACHILLE: AMORE E GUERRA

Posso dire con certezza che l'autrice con il suo modo di narrare la storia, coinvolge moltissimo il lettore, che ne rimane affascinato tanto da pensare che dovrebbero essere scritti così i libri di storia.
La storia è raccontata in prima persona da Patroclo, figlio di re Menezio, che in giovane età a causa dell'uccisione accidentale di un altro ragazzo viene confinato a Ftia, alla corte di Peleo, dove viene cresciuto assieme ad Achille.
"Ben presto, mi rivelai una delusione: piccolo e sottile. Non ero veloce. Non ero forte. Non sapevo cantare. La cosa migliore che si poteva dire di me era che non ero cagionevole."

Patroclo non era di certo un guerriero, era piccolo e fragile, ma è proprio in questo suo esilio che conosce Achille e ne rimane subito affascinato. Il sentimento, nei confronti del figlio di Peleo, cresce ogni giorno di più tanto che i due si innamorano.
"La sua bocca era un arco carnoso, il suo naso una freccia aristocratica. Quando si sedeva, le sue membra non sembravano scomposte come le mie ma trovavano sempre una perfetta grazia, come se fossero opera di uno scultore" .
Un amore puro, folle e irrazionale che durerà per tutta la vita, nonostante l'imminente guerra di Troia, l'intromissione della madre di Achille, la ninfa del mare Teti, e nonostante la continua pressione attorno al famoso guerriero, per dimostrare di essere il più forte di tutti.
Se su Achille sappiamo molte cose, l'idea geniale dell'autrice sta proprio nel dare voce a Patroclo, personaggio della mitologia greca semi sconosciuto, che viene relegato ad un ruolo secondario.
Ho trovato che Patroclo sia di una sensibilità unica, è un uomo anche sveglio, acuto e soprattutto fedele, rimane vicino ad Achille anche durante la guerra di Troia, è stato il suo sostegno nei momenti difficili. Lo ha anche perdonato nelle sue debolezze, nelle sue scelte sbagliate.
Le foto delle varie tappe del gruppo di lettura
"Therapon fu il termine che usò. Un compagno d'armi legato a un principe da un giuramento di sangue e amore. In guerra, questi uomini erano le guardie d'onore; in pace, i consiglieri più vicini."
Per Achille la guerra non è una scelta scontata all'inizio non la vuole combattere, si rifiuta di farlo ma poi accetta, lui era nato per diventare il più forte guerriero della storia e per sconfiggere i troiani.
"Non c'è niente che ti possa insegnare. Tu sai tutto ciò che sapeva Eracle, e anche di più. Sei il più grande guerriero della tua generazione, e di tutte le generazioni prima della tua."
"Eravamo come dei all'alba del mondo e la nostra felicità era così abbagliante che non potevano vedere altro che noi."
Ma questo costerà caro alla coppia Patroclo e Achille, che però nonostante tutto resiste, Achille non è descritto solo come un terribile guerriero assetato di sangue ma, almeno inizialmente, è molto a disagio nel combattere e nell'uccidere, ma sa che è quello il suo destino.
"Mi resi conto d'un tratto del peso delle parole del centauro: il mondo diceva che Achille era nato per la guerra. Che le sue mani e i suoi piedi veloci erano stati forgiati per questo soltanto, per mandare in frantumi le possenti mura di Troia."
Se il rapporto vacilla tra Patroclo e Achille, anche la guerra non è facile e soprattutto è lunga e mette a dura prova chi la combatte, sia a livello fisico che psicologico.
"Ricordavo bene i lunghi giorni trascorsi in preda al dolore per lui, le mie mani vuote e inutili, che pizzicavano l'aria come uccellini che beccavano la terra arida."
Come sappiamo tutto viene scatenato dal rapimento di Elena da parte di Paride e il marito Menelao guida un intero esercito per riprenderla assieme al fratello Agamennone.
"I troiani sono famosi per la loro abilità in battaglia e le loro morti eleveranno il tuo nome fino alle stelle. Questa opportunità di diventare immortale, non lasciartela sfuggire."
All'inizio vediamo che anche Patroclo è tra i vari pretendenti che Elena poteva sposare e tutti gli altri corteggiatori non scelti giurarono di proteggere l'unione tra la donna e Menelao, che ebbe la meglio sugli altri e divenne il suo sposo.
"Il tormento infinito dell'amore e del dolore, Forse in un'altra vita, avrei potuto rifiutare, avrei urlato strappandomi i capelli, lo avrei lasciato solo ad affrontare la sua scelta. Ma non in questa. In questa sarei salpato per Troia e lo avrei seguito, persino nella morte. "
Questo libro non approfondisce le figure di Elena e Menelao, ma se avete Netflix potete trovare "Troy-La caduta di Troia" che approfondisce questa parte della storia.
"Avevano aggiunto il loro scopo: dimostrarci che annientarli non sarebbe stato facile."
La scrittura di Madeline Miller è molto scorrevole e accattivante, la narrazione è molto fluida e non puoi non affezionarti a Patroclo, che io non ho mai visto come un debole, ma come una figura molto intelligente, che anche se resta nell'ombra, riesce ad essere fondamentale per Achille.
"Provavo pena per gli altri re che dovevano lottare per affermare la loro autorità, o che ne facevano un misero uso, i loro gesti rozzi e sgraziati. Achille emanava una forza fuglida come unna benedizione, e gli uomini sollvevavano il volto verso di lui, rapiri, come se si trovassero al cospetto di un sacerdote."
Il finale lo conosciamo ma non vi svelerò di più, perché quello che mi ha colpito di più è stata sicuramente la ricostruzione storica di queste due figure: Patroclo e Achille.
"Non uccisi nessuno, non ci provai nemmeno. Alla fine di quella fatta di ore e ore di rivoltante caos, aveva gli occhi accecati dal sole e la mano mi faceva male per il peso della lancia che avevo usato comunque più per sostenermi che per minacciare."
Si percepisce che la loro storia è vera, autentica e pura, non è romanzata, le difficoltà ci sono, il giudizio degli altri nei loro confronti, Teti che non approva la loro relazione, però tutto questo non distrugge la loro storia d'amore ma la rafforza, in un certo modo.
"Era una strana guerra.Non occupavamo territori, non prendevamo prigionieri. Era soltanto una questione d'onore, uomo conto uomo."
Loro rimangono sempre vicini nei momenti felici come in quelli più difficili, con la consapevolezza di esserci l'uno per l'altro.
Un piccolo apprezzamento anche alla ricostruzione attenta e precisa della storia, con dettagli anche riguardanti l'armatura, la guerra e le abitudini e gli usi e costumi dell'epoca.
A fine libro c'è anche il Glossario dei personaggio così nel caso non ci ricordassimo dai libri di storia, possiamo andare a vedere lì, alcuni dettagli riguardanti le varie divinità o i mortali che incontriamo nel testo.
Siamo di fronte ad un libro di alto livello, ad una scrittura che appassiona e coinvolge il lettore, l'autrice è riuscita a riscrivere la storia attraverso gli occhi di uno dei protagonisti della stessa e il risultato che ne esce fuori è una visione diversa di quel mondo, qualcosa che non avremmo mai pensato.
Un romanzo emozionante, con dei personaggi vividi che prendono forma con le loro debolezze, con le loro paure ma anche con la loro forza.
La guerra è sempre sbagliata e in un certo modo anche in questo romanzo l'amore ha la meglio.

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La canzone di Achille 2020-04-20 06:45:56 archeomari
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archeomari Opinione inserita da archeomari    20 Aprile, 2020
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La leggenda di un amore assoluto

“La canzone di Achille” è il romanzo d’esordio della docente di lettere classiche americana Madeline Miller , è stato pluripremiato e tradotto in ben 25 lingue. In Italia è stato tradotto nel 2013 da Sonzogno.
Ho deciso di leggerlo non per i premi letterari e né per il successo internazionale, -non sono mai stati i miei parametri di elezione- ma solamente e semplicemente perché avevo letto “Circe”, il secondo romanzo della Miller, pubblicato in Italia l’anno scorso ed ero rimasta profondamente colpita e deliziata dallo stile della scrittrice, che in quel caso aveva saputo unire magicamente la rigorosità e l’erudizione del mito ad una scrittura fluida e scorrevole.
“La canzone di Achille “ mi ha tenuta incollata alle pagine, l’ho letta con grande voracità, in due giorni appassionati, perché la Miller sa rendere avvincenti le storie, c’è poco da fare, in questo ha un talento che sicuramente le permetterà di scrivere altri bellissimi romanzi di successo, ma...non mi ha convinta come in “Circe”.
In questo romanzo d’esordio c’è secondo me qualche forzatura del mito e delle sue varianti che non avevo trovato nel più ligio “Circe”, che pur , come in questo, ha riscattato dalle tenebre una figura “minore” dei poemi omerici.
Un certo non so che di libri che oggi vanno tanto di moda, il genere “young adult” (con tutto rispetto per il genere, ribadisco), permea quasi mezzo libro, per la precisione, la prima parte: Achille e Patroclo, un’amicizia nata in tenera età che esplode in passione in adolescenza, contrastata da figure adulte (fortemente dalla terribile e possessiva madre del “divino”, Teti e in maniera più blanda, dal padre di lui, Peleo e il centauro Chirone, che fa da tutore/insegnante ai due giovani sul monte Pelio). Gli ingredienti per quel genere ci sono tutti, unisci la parte più “fantasy” dovuta al mito (il centauro e le erbe magiche, una pallida e insinuante ninfa marina che non risparmia parole amare e sguardi sprezzanti a Patroclo) ed ecco il grande best seller dell’età contemporanea. Delicatissima e sensuale la penna della Miller (le va riconosciuto) quando con pochi tratti magici carica progressivamente le scene di passione.

Questa caratteristica manca in “Circe”, ad esempio, che è un romanzo dalla tematica fortemente femminista e, nonostante le fugaci storie d’amore che la maga ‘dalla voce umana’ vive, manca la passione, il fuoco dell’amore assoluto che lega Patroclo ed Achille, uniti anche nella morte (spoiler, ma si sapeva, è il mito).

“Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo; lo riconoscerei anche se fossi cieco, dal modo in cui respira, da come i suoi piedi sferzano la terra. Lo riconoscerei anche nella morte, anche alla fine del mondo”.

Nella storia raccontata non manca nessun episodio importante del mito dei due protagonisti: dal travestimento di Achille tra le figlie di Licomede, re di Sciro, al figlio di Achille avuto dopo due notti di passione forzata con la principessa Deidamia.
La Miller però per rafforzare il legame tra Achille e Patroclo , rende Achille totalmente refrattario alle dolcezze del corpo femminile, per cui, mentre nel mito qualche scappatella sull’altro “versante” l’eroe se la concede, qui Achille ricorda piuttosto l’erede sumerico Gilgamesh che osa rifiutare l’amore della dea Ishtar, dicendole “cosa potrei darti dopo averti posseduta? Tu sei un forno che non sa sciogliere il ghiaccio”.... (Epopea di Gilgamesh, Adelphi).


La seconda del parte del libro parla della preparazione alla guerra di Troia e una buona parte della guerra, dopo la morte di Patroclo, viene portata a termine in maniera abbastanza snella e veloce. Questo non è il libro della guerra di Troia, nonostante alcuni personaggi siano ben delineati come il fiero ed orgoglioso Agamennone, l’astuto Odisseo, la dolcissima Briseide.
È la canzone dell’amore assoluto, omosessuale -ben accettato presso i Greci, ma fino all’adolescenza, dopo ci si aspettava che l’uomo prendesse moglie (come ci ricorda la Cantarella nel suo bellissimo libro “Secondo natura, bisessualità nel mondo antico”)- tra un mite Patroclo ed un doratissimo, fulgido Achille. Un’altra pecca della storia: la riduzione di Patroclo ad un’appendice del principe di Ftia, Achille. Totalmente inetto al combattimento e portato invece al supporto medico del campo greco, Patroclo ha sempre bisogno della protezione di Achille. Ma....ci sono delle sorprese...ci sono degli escamotages geniali che, a chi come me non sopporta rielaborazioni troppo libere del mito, possono piacevolmente sorprendere.

Narrato in prima persona da Patroclo dalla prima all’ultima pagina , in carne e...anche in spirito.

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Consigliato a chi ama le storie ispirate alla mitologia. Inutile dire che è necessario conoscere i poemi omerici per una migliore comprensione del libro.
Interessante il parallelismo amicizia/amore Gilgamesh-Enkidu nell’epica sumera, L’epopea di Gilgamesh.
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