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La canzone di Achille La canzone di Achille

La canzone di Achille

Letteratura straniera

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Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.



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La canzone di Achille 2021-10-19 14:11:37 Lonely
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Lonely Opinione inserita da Lonely    19 Ottobre, 2021
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Cantami o Patroclo del pelide Achille..

Attratta dall’epica e dai miti da sempre, mi sono fatta coinvolgere da questo libro scritto da Madeleine Miller qualche anno fa, a dire il vero, ma che ha avuto tanto successo di pubblico proprio in questo ultimo periodo.

La storia è famosa: Achille e Patroclo, la guerra di Troia, l’assedio e la vittoria dei greci sui troiani, con la morte dei nostri valorosi protagonisti.

Ma per la Miller, docente di lettere antiche, la storia è solo un pretesto, una scusa per scrivere dell’amore omosessuale, un argomento quanto mai attuale.

Il romanzo è scritto in prima persona ed è il punto di vista di Patroclo che narra della sua amicizia e del suo grande amore per Achille.

Patroclo viene esiliato a Ftia, regno di Peleo, per aver ucciso accidentalmente un suo compagno. Alla corte di Peleo, conosce suo figlio Achille e i due diventano inspiegabilmente inseparabili.

La stessa dea Teti e madre di Achille, nonostante ci provi con tutte le sue forze, non riesce a dividerli, uniti anche da un ineluttabile destino.

Tutta la prima parte del romanzo cresce insieme ai suoi protagonisti, i giochi d’infanzia, l’adolescenza e l’istruzione da Chirone ed ha un suo apice con la scoperta dell’amore l’uno per l’altro.

La seconda parte invece è in discesa, consapevoli del loro amore, i due si cercano, si trovano e si ritrovano nonostante gli ostacoli che incontrano nel loro percorso, ma il loro destino è segnato, Achille ormai uomo è messo di fronte a una scelta, una vita lunga e tranquilla col suo compagno vissuta nell’oblio, o una vita breve come valoroso eroe.

Inutile domandarsi cosa sceglierà. La sua ira volgerà al culmine quando Ettore ucciderà Patroclo, sceso in campo solo per difendere il buon nome di Achille, che non voleva più combattere perché offeso da Agamennone. Quando Patroclo trova la morte Achille perde sé stesso e dopo aver ucciso Ettore per vendetta, cerca la morte in battaglia che arriverà per mano di Paride, o meglio di Apollo.

Il grande amore è alla fine, per volere di Achille le sue ceneri saranno mischiate con quelle di Patroclo, ma nessuno dei discendenti vuole unire sulla tomba il nome di Achille a quello di Patroclo, per non infamarlo. E così l’anima di Patroclo è costretta a vagare finché solo la pietà e l’amore di una madre gli rende la dignità e gli concede finalmente di incontrare Achille nell’Ade.

Una bella storia ripresa dai classici greci e romanzata. A tratti commovente, si legge piacevolmente, e quanto mai attuale, ci fa anche riflettere, su quegli amori sempre e ancora ostacolati da chi non li comprende perché diversi. Ma l’amore è una legge universale che non conosce limiti né regole, e per fortuna vince sempre su tutto e su tutti.

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miti e cliassici greci
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La canzone di Achille 2021-08-05 09:19:11 alessandrabrac
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alessandrabrac Opinione inserita da alessandrabrac    05 Agosto, 2021
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Un'altra storia

Ho deciso di leggere questo libro molto recensito favorevolmente nonostante la mia diffidenza verso i libri che si rifanno a temi trattati da classici, figuriamoci poi dai libri omerici. Devo dire che non mi sono assolutamente pentita e che dovrò rivedere questa mia iniziale resistenza. Ho trovato La canzone di Achille veramente ben scritto e decisamente commovente, molto coinvolgente ed umano. Il sentimento che unisce Patroclo, la voce narrante, ed Achille attraverso le varie vicissitudini, dalla loro vita di giovinetti e dal periodo di formazione presso Chirone alla cruda realtà della guerra di Troia, è descritto con una grazia veramente notevole e ci fa vivere la profonda umanità di questi uomini che abbiamo imparato a conoscere sui libri di scuola. É questa raccontata dalla Miller un'altra storia, che vale davvero la pena di conoscere.
Per conto mio mi propongo di leggere anche Circe della stessa autrice.

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La canzone di Achille 2021-07-16 09:35:16 violetta89
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violetta89 Opinione inserita da violetta89    16 Luglio, 2021
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cantami o diva del pelide Achille...

Tutti noi conosciamo il mito di Achille e le storie dell'Iliade, stavolta ci vengono raccontati dal punto di vista di Patroclo. Lui stesso era un principe proprio come Achille, ma che esule sin da ragazzino, viene accolto nel regno di Peleo dove cresce insieme ad altri principi esuli e soprattutto insieme ad Achille. I due passeranno l'adolescenza insieme, in particolare durante gli anni di formazione di Achille col centauro, Patroclo sarà sempre al suo fianco ed è qui che la loro amicizia diventerà qualcosa di più. Ma come sappiamo tutti, Achille è destinato a grandi cose, a passare alla storia, il suo destino si intreccerà per sempre alla guerra di Troia, così come quello di Patroclo.
Mi sono sempre piaciuti i miti greci, a scuola ho amato molto l'Iliade, quindi per me è stato piacevole leggere questo romanzo. Non so se la storia sia fedele o se in alcuni punti sia stata appunto un po' romanzata, ma in ogni caso la lettura risulta interessante. La scrittura è scorrevole, in certi punti forse un po' lenta, ma tutto sommato è un romanzo che si legge bene. In particolare mi è piaciuto perchè è raccontato da un punto di vista inedito, ovvero quello di Patroclo, questo ci fa vedere la storia, soprattutto la parte relativa alla guerra di Troia, con occhi diversi.

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La canzone di Achille 2021-07-08 15:24:07 Tommaso Praloran
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Tommaso Praloran Opinione inserita da Tommaso Praloran    08 Luglio, 2021
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Romanzo piacevole, merita di essere letto

La canzone di Achille è un libro di Madeline Miller, docente di lettere classiche. Apprezzo molto l'epica e, non appena sono venuto a conoscenza dell'esistenza di questo romanzo, ho deciso di leggerlo. Premetto che ero anche leggermente dubbioso, per via del fatto che ha avuto un grande successo commerciale e perciò temevo, appunto, che non fosse altro che un libro commerciale adatto esclusivamente al grande pubblico. Tuttavia, mi sono dovuto ricredere.
Ho apprezzato molto la scrittura di Madeline Miller, poiché è molto scorrevole e piacevolissima. L'ho letto in pochi giorni e i capitoli scivolavano via uno dietro l'altro.
La storia d'amore fra Achille e Patroclo è raccontata in modo avvincente, senza mai annoiare, e, dato che conosco i poemi omerici, mi ha fatto molto piacere osservare come i personaggi di essi (e, ovviamente, prevalentemente dell'Iiade), siano stati descritti dall'autrice.
Non trovo affatto che questo romanzo sia uno stravolgimento dell'epica, anzi, l'autrice è docente di lettere classiche, e ha voluto ispirarsi a essa arricchendola poi con le sue idee, ma alla base di tutto questo c'è una sapiente conoscenza dei poemi omerici.
Quindi, a mio parere si tratta di un romanzo molto gradevole e ne consiglio la lettura. Ovviamente è perfettamente fruibile anche senza conoscere i poemi omerici, ma se ne gode appieno quando si hanno ben chiari i vari personaggi e le loro caratteristiche. Comunque, alla fine del libro c'è un glossario dei personaggi e ne consiglio caldamente la lettura a chi non conosce l'epica, prima di iniziare il romanzo (anche se un po' di ripasso non fa mai male a nessuno...).
Nella lettura del libro non ho trovato difetti talmente gravi da essere segnalati, anche se mi avrebbe fatto piacere che venisse citata anche la fine di Chirone), dato che ha avuto un ruolo molto importante nella vita di Achille e Patroclo. Comunque, sono scelte dell'autrice e non le discuto.
Infine, faccio una piccola considerazione sulla parte "pratica": fra il formato grande (il libro che ho preso in prestito in biblioteca) e quello piccolo (il libro che alla fine ho deciso di comprare), è decisamente meglio il formato piccolo. Più maneggevole, più comodo.

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Consigliato a chi apprezza il mondo greco antico. Prima della lettura è consigliabile un'infarinatura dei poemi omerici, se non si conoscono.
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La canzone di Achille 2021-03-27 17:00:17 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    27 Marzo, 2021
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La forza e la fragilità

Le strade di due adolescenti sono destinate a convergere in un mondo dove vige la legge della forza e dell'eroismo, dove il corredo di scudi e lance ti accompagna dalla nascita fino al campo di battaglia.
Eroe chi sopravvive, debole chi soccombe.
Uno dei giovani è l'audace e nerboruto Achille, promettente guerriero, bello ed intraprendente ma predestinato ad un futuro nefasto.
L'altro è Patroclo, costretto ad abbandonare la propria terra da giovanissimo, esile e titubante, lontano dai canoni che stigmatizzano un uomo destinato a gesta valorose.
Due giovani prima e due uomini dopo che sembrano rappresentare l'alfa e l'omega della virilità e del coraggio di cui si nutre l'intera mitologia. Eppure da queste due anime nasce una pianta dalle radici profonde, una connessione fisica e spirituale che solo la morte riuscirà a spezzare.

Quella proposta dalla Miller è una rivisitazione del legame tra i due greci, frizzante e emozionale,
piacevole lettura che va colta con leggerezza.
Una prima parte più avvolgente, ricca di dettagli su quelli che presumibilmente erano usi e costumi, scandita da un buon ritmo narrativo, retta da una tensione emotiva che cresce contestualmente al rapporto tra i due protagonisti; da contraltare una seconda parte dedicata al lungo assedio di Troia, il flusso degli eventi rallenta, predominano scene di battaglia come è giusto che sia, senza tuttavia tralasciare il vissuto finale dei due protagonisti.

Narrativa gradevole per ricordare i volti cardine delle gesta omeriche, per fare un tuffo nel mito lasciandosi trasportare dalla fantasia.

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La canzone di Achille 2021-03-15 11:50:50 La Lettrice Raffinata
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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    15 Marzo, 2021
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O il piagnisteo di Patroclo

Guardando a questo romanzo in modo critico, sono consapevole che l'intenzione dell'autrice fosse quella di scrivere una storia dai toni tragici. Il fatto che per contro io abbia riso dalla prima all'ultima pagina non so cosa possa dirvi della mia psiche, ma di certo fa capire che tra me e la cara Madeline qualcosa non è andato per il verso giusto.
"La canzone di Achille" vuole ripercorrere la vita del celebre eroe greco, narrando al contempo la storia d'amore tra lui e Patroclo, che qui diventa la voce narrante. La storia parte dall'infanzia dei due protagonisti, che si incontrano a Ftia quando Patroclo viene mandato lì in esilio e diventa ben presto il compagno di Achille. Il ritmo della narrazione è parecchio disomogeneo: alcuni eventi, magari marginali nel mito, occupano interi capitoli mentre le vicende leggendarie come il duello contro Ettore sono riassunte in poche righe. Vengono inserite anche parecchie sottotrame di cui non abbiamo però una conclusione o un collegamento con la storia principale: ad esempio,viene nominato diverse volte Filottete, e l'arco di Eracle in suo possesso, ma poi il suo personaggio si perde tra le pagine, tanto che il suo ruolo nella caduta di Troia è del tutto assente.
Per quanto riguarda gli avvenimenti narrati, l'autrice rimane grosso modo fedele al mito di base; le modifiche che sceglie di apportare sono sensate in alcuni casi (far rimanere Achille nascono alla corte di Sciro per nove anni non avrebbe avuto molto senso), ma altre non mi hanno convinta appieno. Miller condisce poi il testo con moltissimi riferimenti alla mitologia ed ai poemi -sia di Omero, sia di altri autori classici- che corrispondono ad altrettante strizzate d'occhio al lettore: all'inizio trovavo la cosa divertente, dopo trecento pagine mi sono un po' stufata.
Rimanendo sullo stile, si nota come siano molto presenti le metafore; anche in questo caso, la maggior parte sono carine, però ce n'è troppe e alcune non hanno senso. Per il resto, la narrazione è diretta e scorrevole, peccato per gli eufemismi che rendono ridicole le -fortunatamente poche- scene di sesso (giuro di aver letto cose meno assurde negli Harmony!) e per la traduzione italiana che, in più punti, risulta eccessivamente letterale.
Prima di parlare dei personaggi, che a mio parere sono il punto debole di questo titolo, vorrei concentrarmi sul romance facendo un piccolo gioco: andiamo a leggere un'ipotetica trama che vede come personaggi Protagonista Narratore ed Interesse Amoroso. Protagonista Narratore è descritto come alquanto imbranato e si svilisce continuamente; incontra e si invaghisce di Interesse Amoroso,che è bellissimo, molto forte fisicamente e capace in ogni attività; la relazione tra i due viene contrastata dall'esterno, ma loro la portano avanti comunque; Protagonista Narratore si sente così inferiore ad Interesse Amoroso da rendere il loro rapporto il suo unico interesse; Protagonista Narratore farebbe qualunque cosa per stare insieme ad Interesse Amoroso; quando viene a sapere della morte di Protagonista Narratore, Interesse Amoroso desidera soltanto lasciarsi uccidere. Di quale romanzo sto parlando? Se avete risposto "Twilight", siete in errore: si tratta proprio de "La canzone di Achille", lodato da tutti come una storia incredibilmente romantica, basata però su una relazione che dimostra gli stessi problemi di sbilanciamento e inter-dipendenza di quella scritta da Meyer.
Questo è uno dei motivi per cui i protagonisti mi sono risultati fastidiosi: Patroclo passa il tempo a lamentarsi della sua incapacità in ogni ambito ed a divinizzare Achille, che dal canto suo non viene analizzato a sufficienza perché il lettore possa capire anche soltanto cosa l'abbia spinto ad interessarsi all'altro uomo. Sui personaggi secondari non c'è molto da dire: la maggior parte sono in scena solo per ostacolare in qualche modo il romance tra i protagonisti, non sempre per un valido motivo; tra tutti, salverei soltanto Odisseo e Briseide.
Voglio infine spendere qualche riga per parlare di Teti. Nel romanzo ricopre un ruolo da antagonista, sia per l'odio che mostra verso Patroclo sia per come pilota le vite di Achille e Pirro, ed in generale viene sempre descritta in modo estremamente negativo, senza che si tenti di capire il suo punto di vista; mi è sembrata una scelta molto strana ed infelice, soprattutto considerando che il suo astio verso gli umani deriva dallo stupro subito da Peleo, che al contrario risulta un personaggio molto positivo.

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La canzone di Achille 2021-02-22 14:42:38 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    22 Febbraio, 2021
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La voce di Patroclo

La mitologia greca mi ha sempre affascinato fin dalle scuole medie e quando per caso ho sentito parlare di questo libro, in me si è subito accesa la voglia di leggerlo.
Il titolo doveva essere non “La canzone di Achille”, ma “La voce di Patroclo” perché è proprio dalla sua bocca che nasce la narrazione.

Patroclo è sempre stato, almeno per me, una figura di secondo piano e invece grazie a questo testo ne ho apprezzato le qualità e la forza. Questo non è un libro in cui si parla di guerra, di strategie e di tradimenti; questo è un libro che tocca corde più delicate come l'amore, l'amicizia, il sacrifico e l'affidarsi agli altri.

Patroclo per gran parte della sua vita si sente sempre fuori posto e solo accanto ad Achille si sente se stesso, ma si sa che non tutto può filar liscio specialmente se l'oggetto dei tuoi sogni ha una madre con un carattere non semplice e soprattutto è una dea, anche se minore, ma pur sempre una dea.

“Subito, sussurri e mormorii: gli uomini avevano già cominciato a sospettare degli dei. Non era forse vero che tutto il male e tutto il bene venivano elargiti dalle loro mani?”.

Con uno stile raffinato, dolce e molto delicato, l'autrice ci presenta un testo che merita la lettura anche solo per il nuovo punto di vista con cui presenta una storia già conosciuta. Pur sapendo molto bene come sarebbe andata a finire la storia, in un cuor mio speravo ancora nel miracolo perché l'autrice ti rende i protagonisti più umani, con tutti i lori difetti e pregi.

Un esordio che mi ha colpita, che consiglio ricordando che l'approccio è molto diverso dagli altri testi sull'argomento, ma non per questo da sottovalutare.

Buona lettura!

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La canzone di Achille 2020-06-24 20:45:15 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    24 Giugno, 2020
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PATROCLO E ACHILLE: AMORE E GUERRA

Posso dire con certezza che l'autrice con il suo modo di narrare la storia, coinvolge moltissimo il lettore, che ne rimane affascinato tanto da pensare che dovrebbero essere scritti così i libri di storia.
La storia è raccontata in prima persona da Patroclo, figlio di re Menezio, che in giovane età a causa dell'uccisione accidentale di un altro ragazzo viene confinato a Ftia, alla corte di Peleo, dove viene cresciuto assieme ad Achille.
"Ben presto, mi rivelai una delusione: piccolo e sottile. Non ero veloce. Non ero forte. Non sapevo cantare. La cosa migliore che si poteva dire di me era che non ero cagionevole."

Patroclo non era di certo un guerriero, era piccolo e fragile, ma è proprio in questo suo esilio che conosce Achille e ne rimane subito affascinato. Il sentimento, nei confronti del figlio di Peleo, cresce ogni giorno di più tanto che i due si innamorano.
"La sua bocca era un arco carnoso, il suo naso una freccia aristocratica. Quando si sedeva, le sue membra non sembravano scomposte come le mie ma trovavano sempre una perfetta grazia, come se fossero opera di uno scultore" .
Un amore puro, folle e irrazionale che durerà per tutta la vita, nonostante l'imminente guerra di Troia, l'intromissione della madre di Achille, la ninfa del mare Teti, e nonostante la continua pressione attorno al famoso guerriero, per dimostrare di essere il più forte di tutti.
Se su Achille sappiamo molte cose, l'idea geniale dell'autrice sta proprio nel dare voce a Patroclo, personaggio della mitologia greca semi sconosciuto, che viene relegato ad un ruolo secondario.
Ho trovato che Patroclo sia di una sensibilità unica, è un uomo anche sveglio, acuto e soprattutto fedele, rimane vicino ad Achille anche durante la guerra di Troia, è stato il suo sostegno nei momenti difficili. Lo ha anche perdonato nelle sue debolezze, nelle sue scelte sbagliate.
Le foto delle varie tappe del gruppo di lettura
"Therapon fu il termine che usò. Un compagno d'armi legato a un principe da un giuramento di sangue e amore. In guerra, questi uomini erano le guardie d'onore; in pace, i consiglieri più vicini."
Per Achille la guerra non è una scelta scontata all'inizio non la vuole combattere, si rifiuta di farlo ma poi accetta, lui era nato per diventare il più forte guerriero della storia e per sconfiggere i troiani.
"Non c'è niente che ti possa insegnare. Tu sai tutto ciò che sapeva Eracle, e anche di più. Sei il più grande guerriero della tua generazione, e di tutte le generazioni prima della tua."
"Eravamo come dei all'alba del mondo e la nostra felicità era così abbagliante che non potevano vedere altro che noi."
Ma questo costerà caro alla coppia Patroclo e Achille, che però nonostante tutto resiste, Achille non è descritto solo come un terribile guerriero assetato di sangue ma, almeno inizialmente, è molto a disagio nel combattere e nell'uccidere, ma sa che è quello il suo destino.
"Mi resi conto d'un tratto del peso delle parole del centauro: il mondo diceva che Achille era nato per la guerra. Che le sue mani e i suoi piedi veloci erano stati forgiati per questo soltanto, per mandare in frantumi le possenti mura di Troia."
Se il rapporto vacilla tra Patroclo e Achille, anche la guerra non è facile e soprattutto è lunga e mette a dura prova chi la combatte, sia a livello fisico che psicologico.
"Ricordavo bene i lunghi giorni trascorsi in preda al dolore per lui, le mie mani vuote e inutili, che pizzicavano l'aria come uccellini che beccavano la terra arida."
Come sappiamo tutto viene scatenato dal rapimento di Elena da parte di Paride e il marito Menelao guida un intero esercito per riprenderla assieme al fratello Agamennone.
"I troiani sono famosi per la loro abilità in battaglia e le loro morti eleveranno il tuo nome fino alle stelle. Questa opportunità di diventare immortale, non lasciartela sfuggire."
All'inizio vediamo che anche Patroclo è tra i vari pretendenti che Elena poteva sposare e tutti gli altri corteggiatori non scelti giurarono di proteggere l'unione tra la donna e Menelao, che ebbe la meglio sugli altri e divenne il suo sposo.
"Il tormento infinito dell'amore e del dolore, Forse in un'altra vita, avrei potuto rifiutare, avrei urlato strappandomi i capelli, lo avrei lasciato solo ad affrontare la sua scelta. Ma non in questa. In questa sarei salpato per Troia e lo avrei seguito, persino nella morte. "
Questo libro non approfondisce le figure di Elena e Menelao, ma se avete Netflix potete trovare "Troy-La caduta di Troia" che approfondisce questa parte della storia.
"Avevano aggiunto il loro scopo: dimostrarci che annientarli non sarebbe stato facile."
La scrittura di Madeline Miller è molto scorrevole e accattivante, la narrazione è molto fluida e non puoi non affezionarti a Patroclo, che io non ho mai visto come un debole, ma come una figura molto intelligente, che anche se resta nell'ombra, riesce ad essere fondamentale per Achille.
"Provavo pena per gli altri re che dovevano lottare per affermare la loro autorità, o che ne facevano un misero uso, i loro gesti rozzi e sgraziati. Achille emanava una forza fuglida come unna benedizione, e gli uomini sollvevavano il volto verso di lui, rapiri, come se si trovassero al cospetto di un sacerdote."
Il finale lo conosciamo ma non vi svelerò di più, perché quello che mi ha colpito di più è stata sicuramente la ricostruzione storica di queste due figure: Patroclo e Achille.
"Non uccisi nessuno, non ci provai nemmeno. Alla fine di quella fatta di ore e ore di rivoltante caos, aveva gli occhi accecati dal sole e la mano mi faceva male per il peso della lancia che avevo usato comunque più per sostenermi che per minacciare."
Si percepisce che la loro storia è vera, autentica e pura, non è romanzata, le difficoltà ci sono, il giudizio degli altri nei loro confronti, Teti che non approva la loro relazione, però tutto questo non distrugge la loro storia d'amore ma la rafforza, in un certo modo.
"Era una strana guerra.Non occupavamo territori, non prendevamo prigionieri. Era soltanto una questione d'onore, uomo conto uomo."
Loro rimangono sempre vicini nei momenti felici come in quelli più difficili, con la consapevolezza di esserci l'uno per l'altro.
Un piccolo apprezzamento anche alla ricostruzione attenta e precisa della storia, con dettagli anche riguardanti l'armatura, la guerra e le abitudini e gli usi e costumi dell'epoca.
A fine libro c'è anche il Glossario dei personaggio così nel caso non ci ricordassimo dai libri di storia, possiamo andare a vedere lì, alcuni dettagli riguardanti le varie divinità o i mortali che incontriamo nel testo.
Siamo di fronte ad un libro di alto livello, ad una scrittura che appassiona e coinvolge il lettore, l'autrice è riuscita a riscrivere la storia attraverso gli occhi di uno dei protagonisti della stessa e il risultato che ne esce fuori è una visione diversa di quel mondo, qualcosa che non avremmo mai pensato.
Un romanzo emozionante, con dei personaggi vividi che prendono forma con le loro debolezze, con le loro paure ma anche con la loro forza.
La guerra è sempre sbagliata e in un certo modo anche in questo romanzo l'amore ha la meglio.

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La canzone di Achille 2020-04-20 06:45:56 archeomari
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archeomari Opinione inserita da archeomari    20 Aprile, 2020
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La leggenda di un amore assoluto

“La canzone di Achille” è il romanzo d’esordio della docente di lettere classiche americana Madeline Miller , è stato pluripremiato e tradotto in ben 25 lingue. In Italia è stato tradotto nel 2013 da Sonzogno.
Ho deciso di leggerlo non per i premi letterari e né per il successo internazionale, -non sono mai stati i miei parametri di elezione- ma solamente e semplicemente perché avevo letto “Circe”, il secondo romanzo della Miller, pubblicato in Italia l’anno scorso ed ero rimasta profondamente colpita e deliziata dallo stile della scrittrice, che in quel caso aveva saputo unire magicamente la rigorosità e l’erudizione del mito ad una scrittura fluida e scorrevole.
“La canzone di Achille “ mi ha tenuta incollata alle pagine, l’ho letta con grande voracità, in due giorni appassionati, perché la Miller sa rendere avvincenti le storie, c’è poco da fare, in questo ha un talento che sicuramente le permetterà di scrivere altri bellissimi romanzi di successo, ma...non mi ha convinta come in “Circe”.
In questo romanzo d’esordio c’è secondo me qualche forzatura del mito e delle sue varianti che non avevo trovato nel più ligio “Circe”, che pur , come in questo, ha riscattato dalle tenebre una figura “minore” dei poemi omerici.
Un certo non so che di libri che oggi vanno tanto di moda, il genere “young adult” (con tutto rispetto per il genere, ribadisco), permea quasi mezzo libro, per la precisione, la prima parte: Achille e Patroclo, un’amicizia nata in tenera età che esplode in passione in adolescenza, contrastata da figure adulte (fortemente dalla terribile e possessiva madre del “divino”, Teti e in maniera più blanda, dal padre di lui, Peleo e il centauro Chirone, che fa da tutore/insegnante ai due giovani sul monte Pelio). Gli ingredienti per quel genere ci sono tutti, unisci la parte più “fantasy” dovuta al mito (il centauro e le erbe magiche, una pallida e insinuante ninfa marina che non risparmia parole amare e sguardi sprezzanti a Patroclo) ed ecco il grande best seller dell’età contemporanea. Delicatissima e sensuale la penna della Miller (le va riconosciuto) quando con pochi tratti magici carica progressivamente le scene di passione.

Questa caratteristica manca in “Circe”, ad esempio, che è un romanzo dalla tematica fortemente femminista e, nonostante le fugaci storie d’amore che la maga ‘dalla voce umana’ vive, manca la passione, il fuoco dell’amore assoluto che lega Patroclo ed Achille, uniti anche nella morte (spoiler, ma si sapeva, è il mito).

“Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo; lo riconoscerei anche se fossi cieco, dal modo in cui respira, da come i suoi piedi sferzano la terra. Lo riconoscerei anche nella morte, anche alla fine del mondo”.

Nella storia raccontata non manca nessun episodio importante del mito dei due protagonisti: dal travestimento di Achille tra le figlie di Licomede, re di Sciro, al figlio di Achille avuto dopo due notti di passione forzata con la principessa Deidamia.
La Miller però per rafforzare il legame tra Achille e Patroclo , rende Achille totalmente refrattario alle dolcezze del corpo femminile, per cui, mentre nel mito qualche scappatella sull’altro “versante” l’eroe se la concede, qui Achille ricorda piuttosto l’erede sumerico Gilgamesh che osa rifiutare l’amore della dea Ishtar, dicendole “cosa potrei darti dopo averti posseduta? Tu sei un forno che non sa sciogliere il ghiaccio”.... (Epopea di Gilgamesh, Adelphi).


La seconda del parte del libro parla della preparazione alla guerra di Troia e una buona parte della guerra, dopo la morte di Patroclo, viene portata a termine in maniera abbastanza snella e veloce. Questo non è il libro della guerra di Troia, nonostante alcuni personaggi siano ben delineati come il fiero ed orgoglioso Agamennone, l’astuto Odisseo, la dolcissima Briseide.
È la canzone dell’amore assoluto, omosessuale -ben accettato presso i Greci, ma fino all’adolescenza, dopo ci si aspettava che l’uomo prendesse moglie (come ci ricorda la Cantarella nel suo bellissimo libro “Secondo natura, bisessualità nel mondo antico”)- tra un mite Patroclo ed un doratissimo, fulgido Achille. Un’altra pecca della storia: la riduzione di Patroclo ad un’appendice del principe di Ftia, Achille. Totalmente inetto al combattimento e portato invece al supporto medico del campo greco, Patroclo ha sempre bisogno della protezione di Achille. Ma....ci sono delle sorprese...ci sono degli escamotages geniali che, a chi come me non sopporta rielaborazioni troppo libere del mito, possono piacevolmente sorprendere.

Narrato in prima persona da Patroclo dalla prima all’ultima pagina , in carne e...anche in spirito.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi ama le storie ispirate alla mitologia. Inutile dire che è necessario conoscere i poemi omerici per una migliore comprensione del libro.
Interessante il parallelismo amicizia/amore Gilgamesh-Enkidu nell’epica sumera, L’epopea di Gilgamesh.
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