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La canzone di Achille
 
La canzone di Achille 2021-03-15 11:50:50 La Lettrice Raffinata
Voto medio 
 
2.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    15 Marzo, 2021
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O il piagnisteo di Patroclo

Guardando a questo romanzo in modo critico, sono consapevole che l'intenzione dell'autrice fosse quella di scrivere una storia dai toni tragici. Il fatto che per contro io abbia riso dalla prima all'ultima pagina non so cosa possa dirvi della mia psiche, ma di certo fa capire che tra me e la cara Madeline qualcosa non è andato per il verso giusto.
"La canzone di Achille" vuole ripercorrere la vita del celebre eroe greco, narrando al contempo la storia d'amore tra lui e Patroclo, che qui diventa la voce narrante. La storia parte dall'infanzia dei due protagonisti, che si incontrano a Ftia quando Patroclo viene mandato lì in esilio e diventa ben presto il compagno di Achille. Il ritmo della narrazione è parecchio disomogeneo: alcuni eventi, magari marginali nel mito, occupano interi capitoli mentre le vicende leggendarie come il duello contro Ettore sono riassunte in poche righe. Vengono inserite anche parecchie sottotrame di cui non abbiamo però una conclusione o un collegamento con la storia principale: ad esempio,viene nominato diverse volte Filottete, e l'arco di Eracle in suo possesso, ma poi il suo personaggio si perde tra le pagine, tanto che il suo ruolo nella caduta di Troia è del tutto assente.
Per quanto riguarda gli avvenimenti narrati, l'autrice rimane grosso modo fedele al mito di base; le modifiche che sceglie di apportare sono sensate in alcuni casi (far rimanere Achille nascono alla corte di Sciro per nove anni non avrebbe avuto molto senso), ma altre non mi hanno convinta appieno. Miller condisce poi il testo con moltissimi riferimenti alla mitologia ed ai poemi -sia di Omero, sia di altri autori classici- che corrispondono ad altrettante strizzate d'occhio al lettore: all'inizio trovavo la cosa divertente, dopo trecento pagine mi sono un po' stufata.
Rimanendo sullo stile, si nota come siano molto presenti le metafore; anche in questo caso, la maggior parte sono carine, però ce n'è troppe e alcune non hanno senso. Per il resto, la narrazione è diretta e scorrevole, peccato per gli eufemismi che rendono ridicole le -fortunatamente poche- scene di sesso (giuro di aver letto cose meno assurde negli Harmony!) e per la traduzione italiana che, in più punti, risulta eccessivamente letterale.
Prima di parlare dei personaggi, che a mio parere sono il punto debole di questo titolo, vorrei concentrarmi sul romance facendo un piccolo gioco: andiamo a leggere un'ipotetica trama che vede come personaggi Protagonista Narratore ed Interesse Amoroso. Protagonista Narratore è descritto come alquanto imbranato e si svilisce continuamente; incontra e si invaghisce di Interesse Amoroso,che è bellissimo, molto forte fisicamente e capace in ogni attività; la relazione tra i due viene contrastata dall'esterno, ma loro la portano avanti comunque; Protagonista Narratore si sente così inferiore ad Interesse Amoroso da rendere il loro rapporto il suo unico interesse; Protagonista Narratore farebbe qualunque cosa per stare insieme ad Interesse Amoroso; quando viene a sapere della morte di Protagonista Narratore, Interesse Amoroso desidera soltanto lasciarsi uccidere. Di quale romanzo sto parlando? Se avete risposto "Twilight", siete in errore: si tratta proprio de "La canzone di Achille", lodato da tutti come una storia incredibilmente romantica, basata però su una relazione che dimostra gli stessi problemi di sbilanciamento e inter-dipendenza di quella scritta da Meyer.
Questo è uno dei motivi per cui i protagonisti mi sono risultati fastidiosi: Patroclo passa il tempo a lamentarsi della sua incapacità in ogni ambito ed a divinizzare Achille, che dal canto suo non viene analizzato a sufficienza perché il lettore possa capire anche soltanto cosa l'abbia spinto ad interessarsi all'altro uomo. Sui personaggi secondari non c'è molto da dire: la maggior parte sono in scena solo per ostacolare in qualche modo il romance tra i protagonisti, non sempre per un valido motivo; tra tutti, salverei soltanto Odisseo e Briseide.
Voglio infine spendere qualche riga per parlare di Teti. Nel romanzo ricopre un ruolo da antagonista, sia per l'odio che mostra verso Patroclo sia per come pilota le vite di Achille e Pirro, ed in generale viene sempre descritta in modo estremamente negativo, senza che si tenti di capire il suo punto di vista; mi è sembrata una scelta molto strana ed infelice, soprattutto considerando che il suo astio verso gli umani deriva dallo stupro subito da Peleo, che al contrario risulta un personaggio molto positivo.

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