Dettagli Recensione

 
Jungle Rudy
 
Jungle Rudy 2020-06-18 13:20:30 archeomari
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
archeomari Opinione inserita da archeomari    18 Giugno, 2020
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Non sono fatto per stare al chiuso

“Credetemi è per pigrizia che la maggior parte delle persone non trova il paradiso, per paura, per meschinità, per svogliatezza o perché si accontenta subito di ciò che ottiene”.

Dite un po’ la verità...avete mai sentito parlare di Jungle Rudy?

Quando si prende tra le mani un qualsiasi libro dell’olandese Jan Brokken, il lettore può esser certo che arricchirà il proprio bagaglio culturale apprendendo di vite straordinarie e ricorderà con piacere quelle pagine scritte con uno stile piano, ma che infonde alle biografie la magia narrativa tipica del romanzo.
Mi aveva profondamente toccata “Nella casa del pianista “ dedicata al giovane Youri Egorov, al punto da andare a cercare le foto e soprattutto i video delle sue esibizioni così ho deciso di continuare la conoscenza di Brokken leggendo Jungle Rudy e sono rimasta soddisfatta della lettura.
Lo scrittore olandese è un grande viaggiatore e per la stesura di questo libro è andato in Venezuela, per conoscere di persona un un uomo leggendario, Rudolph Truffino, che ha abbandonato l’Olanda, le comodità della vita civilizzata , per vivere a stretto contatto con la natura, tra i pericoli della Gran Sabana e le acque della stratosferica (andate a vedere le foto! ) cascata di Auyan Tepui.
Jungle Rudy, è così che questo pioniere viene ricordato.
Ma Brokken incontra proprio Rudy?
Diciamolo subito. No.
Per quasi metà del libro sentiamo parlare di Rudy, di come è arrivato in Venezuela e delle sue peripezie , da un indio, Joseph, che accoglie lo scrittore a Canaima e che per giorni non gli rivela che il leggendario Jungle Rudy in realtà è morto già da un anno.
Così anche il lettore comincia ad affascinarsi alla storia e spera quasi di “vedere” l’incontro tra lo scrittore e Rudy, perché le prime pagine caricano il lettore di attesa e di trepidazione. Ma la delusione comunque dura poco. Tutto il libro è una ricostruzione interessante della vita mirabolante e quasi picaresca di un uomo che, figlio di un facoltoso banchiere, sente sin da subito che la vita comoda della città, anzi di tutto il vecchio continente gli sta stretta, avverte il richiamo di qualcosa di fuori dal comune, di una vita fatta di scoperte, di esperienze mozzafiato a contatto con la natura. Dotato di un carattere aperto e forte, sicuro di sé e innegabilmente coraggioso, Rudy Truffino approda in Venezuela negli anni Cinquanta, quando “la Gran Sabana era un territorio pressoché ignoto; dal punto di vista scientifico era ancora inesplorato quanto la luna”. Da pioniere Rudy diventerà guida esperta di esploratori, reporter, scienziati, celebrità, tutti alla scoperta del Venezuela selvaggio e sconosciuto “arrivavano da tutta Europa e dagli Stati Uniti. Tra i primi avventurieri accademici ci furono Galfrid Dunsterville, l’esperto di orchidee, il biologo Otto Huber e Julian Steyermark, un botanico del Missouri (...) alla ricerca degli ingredienti natura del chinino, le cui scorte erano agli sgoccioli in Asia”. Brokken arricchisce il libro di fotografie tratte dall’archivio di famiglia di Truffino, ovviamente quelle che si sono salvate dai morsi del tapiro “domestico” : Rudy con la moglie Gerti, le tre figlie e tante foto scattate durante le escursioni con troupe televisive e scienziati.
Un carattere aperto quanto inquieto che si mostra in più occasioni, anche nelle vicende amorose, Rudy ha l’indole del dongiovanni, per metà olandese per metà italiano, è un sognatore, si lascia condurre dalle emozioni, si lascia commuovere dalla musica e dalle belle letture (negli accampamenti ha tanti libri e tantissimi dischi di musica classica). Tra i suoi libri Brokken trova sottolineate queste righe tratte dal diario di H. D.Thoreau (1856)
“Vano è il sogno di terre selvagge distanti da noi stessi. Non v’è nulla di simile. È la palude nel nostro cervello e nelle nostre viscere, il primitivo vigore della Natura dentro di noi, che ispira quel sogno. (...) I. I nostri arti hanno spazio a sufficienza, sono le nostre anime che arrugginiscono dimenticate in un angolo”.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
I libri di viaggio di Bruce Chatwin
Altri libri di Jan Brokken
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Commenti

5 risultati - visualizzati 1 - 5
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Marianna, avevo già notato questo libro, ma l'avevo accantonato, almeno momentaneamente. C'è qualcosa che non mi convince. Vedo che anche tu non sei rimasta entusiasta.
In risposta ad un precedente commento
archeomari
19 Giugno, 2020
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Nella casa del pianista era molto più toccante e mi è piaciuta di più la costruzione col lungo flashback. Sì, ma merita anche questo, è interessante. Ciao Emilio
A me, Marianna, è piaciuto anche "Il giardino dei cosacchi" ; più di "La casa del pianista" .
Mai sentito prima, mi piace!!!
In risposta ad un precedente commento
archeomari
23 Giugno, 2020
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Veramente avventuroso ;)
5 risultati - visualizzati 1 - 5

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