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L'uomo invisibile
 
L'uomo invisibile 2015-11-15 08:49:22 siti
Voto medio 
 
2.5
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
3.0
siti Opinione inserita da siti    15 Novembre, 2015
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Per curiosità

H. G. Wells pubblica nel 1897 “The Invisible Man” dopo essersi già fatto notare con “The Time Machine” e “The Island of Dr. Moreau”. La sua prima produzione si basa sul connubio tra elemento scientifico e fantastico per cui questi scritti rientrano nel filone che si suole nominare “scientific romance”. Solo successivamente al 1900 si concentrò su romanzi di impronta naturalista e di ambientazione borghese.

“L’uomo invisibile” narra la comparsa di Griffin, ambizioso scienziato-pazzo, in uno scenario ridotto a campagna e villaggi inglesi del Sussex di fine ottocento. Griffin si è reso invisibile o meglio trasparente attraverso la sua ambiziosa ricerca scientifica, ma è alle prese con la difficile gestione di questa condizione. Gira coperto alla meglio, tale da sembrare un fantoccio perché è soggetto al freddo e al caldo, se mangia il cibo non ancora assimilato ed è visibile in trasparenza. Fugge da luoghi prima abitati da lui, con alle spalle una lista de efferatezze compiute nell’incapacità di gestire la sua condizione che in un delirio di onnipotenza, verremo a sapere, gli avrebbe potuto garantire il potere assoluto.
La prima parte del romanzo lentamente presenta l’ingresso in scena, è la parte meno gradevole dello scritto, la successiva che farei coincidere con la metà , presenta in atmosfere sempre più rocambolesche e veloci un epilogo fin troppo scontato. A Griffin si contrappone l’antagonista Dott. Kemp, ex compagno di studi, in una lotta tra bene e male.

Dietro una trama così banale l’intento di Wells, con stile poco curato e ironico, pare sia stato quello di un riscatto tutto personale. Uomo fattosi da sé, dalla giovinezza difficile e disagiata, riuscì a imporsi
all'attenzione del grande pubblico con i suoi romanzi, conobbe il successo ma temette sempre la sua diversità di provenienza ( nel romanzo rappresentata dall'albinismo dello scienziato pazzo) e l’uscita di scena repentina. Sentendosi isolato e diverso propose la storia di una diversità che a dispetto di tutto gli ha regalato celebrità.

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Commenti

8 risultati - visualizzati 1 - 8
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Ottima analisi Laura. Molti i limiti di questo testo.
Secondo me, é il romanzo di Wells meno riuscito e tu hai saputo coglierne i limiti. A mio parere e gusto sono assai meglio L'isola del Dr Moreau, La macchina del tempo e La guerra dei mondi.
Ciao Laura. Non discuto i limiti stilistici.
Idee come quelle avute da Wells prima del 1900, tuttavia, lasciavano a bocca aperta i lettori, del tutto digiuni di simili contesti. Per quanto oggi datato, dunque, siamo alle prese con un precursore.
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siti
16 Novembre, 2015
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Grazie Anna Maria.
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16 Novembre, 2015
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Grazie per il confronto Renzo, pensavo di non leggere altro, ma quasi quasi...
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siti
16 Novembre, 2015
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Ciao Rollo, hai perfettamente ragione, ci pensavo ad evidenziare quell'aspetto ma non ne sono stata capace, mi tornava alla mente Verne e avevo pochi elementi di conoscenza dell'autore nel suo contesto di vita così ho desistito. In effetti l'idea poi è stata ampiamente sfruttata anche in campo cinematografico. ..
certamente un Orwell non al top, ma se facciamo un paragone con i tanti sciocchezza-best sellers che vengono ora pubblicati e celebrati , se li mangia in un sol boccone.
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siti
17 Novembre, 2015
Ultimo aggiornamento:
17 Novembre, 2015
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Condivido il pensiero, Matelda. Ciao
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