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L'orlo della Fondazione
 
L'orlo della Fondazione 2020-01-22 16:19:46 Rollo Tommasi
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Rollo Tommasi Opinione inserita da Rollo Tommasi    22 Gennaio, 2020
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Si stava meglio senza

Alla fine degli anni ‘60 del secolo scorso, quando si decide di premiare la migliore saga fantascientifica di sempre, “l’epoca d’oro” di questo genere sta declinando.
A vincere è la “Trilogia della Fondazione” di Isaac Asimov (con ogni probabilità, ancora oggi la miglior saga di science-fiction mai scritta): i tre suggestivi volumi che la compongono - “Cronache dalla galassia”, “Il crollo della galassia centrale”, “L’altra faccia della spirale” - delineano una storia assolutamente geniale, ispirata allo scrittore dalla lettura di un famoso libro sulla decadenza dell’antico impero romano.
La trama: quella umana è l’unica razza intelligente nell’intero universo, ormai sparsa su milioni di pianeti, colonizzati e resi abitabili nelle loro diverse peculiarità. La forma di governo che accomuna le centinaia di miliardi di uomini viventi è l’Impero, promanante dal pianeta centrale di nome Trantor, il pianeta-burocrazia interamente coperto di metallo. Ma l’Impero sta cedendo, e le prime crepe si intravedono già: ciò che ne può venire sono trentamila anni di interregno burrascoso, di violenta anarchia, in attesa che un nuovo impero nasca. A meno che Hari Seldon, il massimo interprete della psicostoriografia (la scienza che può prefigurare gli avvenimenti futuri grazie ad equazioni applicate al comportamento delle masse), riesca nel suo intento e riduca così la barbarie a soli 1000 anni.
Alla fine degli anni Sessanta, “La Trilogia della Fondazione” - con i libri e i racconti sui robot governati dalle tre leggi della robotica - innalza Asimov a miglior autore di fantascienza. Nonostante, la saga possa considerarsi, in realtà, non finita: i tre libri descrivono soltanto i primi 300 anni dei 1000 che dovranno necessariamente passare perché l’Impero si formi nuovamente, ancor più saldo e illuminato di quello che sta andando a morire.

Da qui si riparte, quasi trent’anni dopo (la “Trilogia” è scritta in realtà nella prima metà degli anni ‘50), quando lo scrittore decide di creare un quarto volume, intitolato “L’orlo della Fondazione”.
Non sempre si può mantenere lo stesso livello di scrittura, né – siamo d’accordo – è bene indulgere nel medesimo filo narrativo. Ma questo quarto capitolo della saga sembra – brutto a dirsi se si parla di Asimov – più un’operazione commerciale che un reale tentativo di proseguire in una fortunata intuizione.
Dal punto di vista formale, mentre la “Trilogia” si mostrava rapida nel delineare i singoli episodi che la componevano (raccontando una storia il cui massimo protagonista è il genere umano con le sue straordinarie capacità), “L’orlo della Fondazione” va ad “impantanarsi” nella storia dei suoi singoli personaggi, diluendo la narrazione in descrizioni di pensieri e dietrologie che annacquano il tutto.
Dal punto di vista materiale, Asimov vorrebbe rivitalizzare il racconto con qualche nuova idea, e così “L’orlo” prende una sua direzione autonoma, non costituisce la continuazione di quei primi 300 anni (di 1000 totali) narrati nella “Trilogia”… con il risultato di cambiare totalmente connotati e significati, sino a rinnegare l’innegabile fascino di quella storia dipanatasi nei tre volumi degli anni ‘50. Non che questo quarto capitolo non abbia un suo obiettivo: il problema è che non c’è paragone con ciò che l’ha preceduto.
A volte, per lasciare un buon ricordo delle cose, è forse meglio non toccarle (né tantomeno provare a muoverle dal posto che sono riuscite a ritagliarsi). Si rischia, semplicemente, di… romperle.

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Commenti

7 risultati - visualizzati 1 - 7
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Di Asimov avevo letto “Viaggio allucinante”. Senza infamia e senza lode, scontato. Beh, credo che lui dia indicazioni scientifiche, ma scrive qualcun altro la storia...può essere?
A me "L'orlo della Fondazione" non dispiacque, tanto che attesi con ansia il seguito e i romanzi di collegamento con il ciclo dei Robot. Certo parliamo di decenni fa e, forse, rileggendolo oggi, avrei qualche obiezione in più da sollevare. In fondo il buon Dottore aveva delle ottime idee, ma non era certo un letterato eccelso.

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FrancoAntonio
23 Gennaio, 2020
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No, ha sempre scritto tutto da solo: con i racconti si pagò pure l'università.
"Viaggio Allucinante" comunque nacque dalla necessità di fornire una trama per il film omonimo. Dopo Asimov pubblicò un secondo volume sul tema, più elaborato dal punto fantascientifico, ma forse meno valido.
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Rollo Tommasi
23 Gennaio, 2020
Ultimo aggiornamento:
23 Gennaio, 2020
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"L'orlo della Fondazione", che non è un brutto libro, ha a mio parere solo un demerito, FrancoAntonio: arriva dopo una trilogia geniale e a suo modo insuperata.
Lo stile di scrittura - in tutto e per tutto sua, Marianna - non è da letterato puro, ma in fondo pur sempre adeguato al contenuto, secondo me. Si lascia leggere.
Resta una piccola provocazione dalla quale non posso esimermi: e se Asimov fosse il bisnonno di Greta Thurnberg? Le sue pagine sul sovrappopolamento del pianeta sono un vero e proprio "presagio" dell'emergenza climatica. L'ho sempre pensato, sin da quando, anni fa, si è iniziato a parlare del problema.
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archeomari
24 Gennaio, 2020
Ultimo aggiornamento:
24 Gennaio, 2020
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Sì, ha scritto da solo e, sì anche il fatto che non sia un fine letterato ci sta anche.
Per quanto riguarda però "Viaggio allucinante " mi è sembrata la classica "americanata " però scritta e se non erro, era ispirata ad un film,
quindi ha avuto una storyboard per il rispetto della quale ha tirato fuori una storia scontata, con personaggi di poco spessore.
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Rollo Tommasi
24 Gennaio, 2020
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Capisco, Marianna.
In realtà non mi riferivo a "Viaggio allucinante", che non ho letto e che - a dirla tutta - non rientra nella produzione più nota e celebrata di Asimov.
Se vuoi dargli una ulteriore possibilità, prova con "Io robot", che è un bel libro di racconti, gradevole da un punto di vista narrativo... ma anche per la sua mescolanza di scienza ed emozioni (metallo e carne!). Se vuoi, parti dalle recensioni (il libro è schedato sul sito e anche io l'ho commentato).
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archeomari
25 Gennaio, 2020
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Grazie Rollo per queste indicazioni, purtroppo la prima lettura è stata una cocente delusione, vado subito a leggere le altre opinioni per dare ad Asimov qualche altra possibilità, mi fido.
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