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"Che progetti sono stati fatti per me?"
Questo romanzo è spesso definito narrativa di anticipazione
perché prova a immaginare e raccontare scenari futuri partendo dal presente.
Ne analizza le implicazioni tecnologiche, sociali, politiche e scientifiche.
Che conseguenze potrebbero avere sull’essere umano e sulla società?
È oltre la fantascienza, perché più suggestiva, più credibile, più realizzabile. Più spaventosa.
Il romanzo, pubblicato nel 1966 e ambientato a New York, è il racconto di un esperimento a cui viene sottoposto Charlie Gordon, un uomo con disabilità intellettiva, e prima di lui il topo Algernon.
Le conseguenze ti tale esperimento non sono del tutto prevedibili, inoltre non è dato sapere se gli effetti benefici saranno duraturi nel tempo. Esiste il rischio di una pesante regressione.
Le riflessioni che ne conseguono aprono un dibattito enorme sul fine che giustifica i mezzi, sull'eticamente corretto.
Su come l'intelligenza senza affetto, senza amore, sia destinata a sfociare nella solitudine e nella sofferenza.
Passare da un q.i di 68 a un q.i. superiore a 100 è solo la prima pietra da posare. Peccato che il tempo la pensi diversamente e giochi in ritirata.
"Ma io so adesso che voi tutti avete trascurato una cosa: l'intelligenza e l'educazione che non siano temperate dall'affetto umano non valgono nulla."
I pensieri di Charlie, i suoi "rapporti sui progressi" che con cura annota, ne fanno anche un romanzo psicologico.
Desidera più di tutto diventare intelligente e aiutare quante più persone ad uscire dal buio della mente.
Romanzo etico-sociale, pone in luce cosa è giusto e cosa sbagliato, come la scienza e la medicina possano avere fini elogiabili ma anche in contrasto con la dignità umana. Fa riflettere sulla condizione del paziente non capace di autodeterminazione, le cui le scelte sono rimesse ad un'altra persona.
"Che progetti sono stati fatti per me?"
Il racconto è strepitoso, non c'è un momento per riprendere fiato. È un continuo rincorrere Charlie e voler vedere cosa farà, cosa gli accadrà.
È un continuo uscire e rientrare dalle e nelle tenebre e sentire che ti osservano, come un monito.
Per Charlie l'oscurità e la luce sono sé stesso, come se dietro un vetro, attraverso uno specchio, nascosto al buio o dietro un albero il "Charlie precedente" incombesse sempre, pronto a riguadagnare terreno. È una visione che toglie il fiato a chi legge.
Sento l'ansia per ciò che mi viene sussurrato all'orecchio.
Charlie, benché i dottori profilino che l'esperimento ha ancora tanti punti oscuri: "vollio di ventare inteligiente se me lo con sentiranno."
Conosciamo Algernon, il topo sottoposto allo stesso intervento chirurgico, allo stesso esperimento ma prima di Charlie, capace ora di percorrere senza indugi il labirinto, lo stesso labirinto che invece Charlie non riesce a superare.
Giriamo pagina ed è un attimo. Sono folgorata dalla capacità di Daniel Keyes, dal suo genio che in quanto tale non necessita di tante parole. Charlie scrive bene, non più sgrammaticato come poche righe fa. Raccontarlo è inutile, la potenza di questo attimo è chiara solo dopo aver scorso le precedenti pagine. Ed è straordinario. Le parole sono superflue, sono con Charlie e vivo ciò che accade. Sento tutta la potenza del passaggio.
Charlie passa da un q.i. di 68 a 185.
Il racconto è un espediente per parlare dei progressi scientifici e di come questi possano influire sulle nostre vite in modo definitivo o temporaneo, sollevandoci dal disagio o spingendoci ancora più giù.
Di come in determinate situazioni ci siano persone che si arrogano il diritto di decidere per noi non assumendosene però poi i rispettivi doveri.
Di come la disabilità possa generare ilarità, biasimo, compassione, indifferenza, gesti violenti.
E di come ci siano disabilità e disabilità.
"Come è strano che persone sensibili e di animo buono, persone che non si approfitterebbero di un cieco o di un uomo nato senza braccia o gambe, non esitino a maltrattare un uomo privo di intelligenza!"
E poi accade.
"O batuto Algernon."
E poi accade ancora che le lingue, la matematica, la storia, le geografia, l'ingegneria e tanto altro non abbiano più segreti per Charlie.
Ma quanto è bravo Daniel Keyes a condurmi per questa via? Ogni pagina è una scoperta, una nuova emozione e speranza. Una nuova riflessione.
Di come il progresso possa generare ostilità in chi ci conosceva prima di.
Delle prospettive e dei limiti.
Di come rispondiamo di fronte ai cambiamenti di chi pensavamo conoscere bene e di come ci rapportiamo in questa nuova forma.
"Vi sono molte persone disposte a dare denaro o materiale, ma pochissimi disposti dare tempo e affetto."
Cavia, esperimento, regressione, deficiente, genio, falla, amnesia, intelligente, deterioramento.
"L'altro Charlie."
" Per quanto tempo ancora potrò resistere?'
"Il piccolo Charlie Gordon mi sta fissando attraverso la finestra, in attesa."
"Ho dimenticato tutto."
"A rivederla sinniorina Kinnian e dottor Strauss e tuti..."
"È faccile avere ammici se si lassia che la giente ride di noi."
Se potessi esprimere un giudizio valuterei questo viaggio 10 con lode.
Potrei parlarne ancora e ancora.
Il finale chiude perfettamente il cerchio lasciandomi per qualche istante a fissare quell'ultimo pensiero da cui non vorrei staccarmi
"PS per piaccere se posono metano cualke fiore su la tomba di Algernon nel kortile."
Ciao Charlie grazie per questo insegnamento, non ti dimenticherò.
Buone prossime letture.
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La fantascienza non fa per me
Questo romanzo è altro te lo assicuro
Ciao Buone prossime letture
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La fantascienza non fa per me, però dici che questo libro va oltre; potrebbe quindi incuriosirmi.