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I fiumi della guerra. Le cronache del ghiaccio e del fuoco 2013-10-22 11:44:55 andrea70
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
andrea70 Opinione inserita da andrea70    22 Ottobre, 2013
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Arrivederci o addio ?

Sesto capitolo decisamente più movimentato del precedente. I personaggi si sviluppano ulteriormente, devo ancora decidere se Martin è solo bravissimo a rivelarci un po' alla volta risvolti diversi del carattere di un personaggio, rispecchiando in fondo una realtà in cui non puoi mai dire di conoscere veramente a fondo qualcuno; oppure se esagera e qualche cambio di rotta è davvero troppo ostentato vedi uno a caso : Jamie Lannister. Certamente sa creare ambientazioni suggestive , sa muovere le pedine , sa far vivere i personaggi a tre dimensioni , per esempio Brienne pare un fiore di rara bruttezza ma emana un affascinante bagliore fatto di coraggio e lealtà.
Tyrion cerca di riprendere le redini degli intrighi ma intanto deve acconsentire ad un matrimonio sorprendente, durante il quale il piccolo nano sfodera una grinta da applausi dimostrando di essere un uomo di valore ben più grande della sua statura.
Ayria sembra non trovare pace nel suo tentativo di ricongiungersi alla famiglia mentre Robb è invitato dai Frey al matrimonio dello zio Edmure perché possa fare ammenda dello sgarbo inflitto agli stessi quando ha sposato una fanciulla diversa da quella che era la sua promessa sposa.
Aumentano considerevolmente i personaggi che mi risultano antipatici, in un mondo pieno di sangue, violenza, tradimenti, sesso, poi ancora sesso e se c'è tempo un po' ancora di sesso e una sciabolata per concludere in bellezza...bene non deve essere difficile , poi magari si va a tradire qualcuno per sfogare la tensione...
La trama ha dei sussulti improvvisi e un finale devastante che non rivelo ma che mi ha lasciato talmente l'amaro in bocca da farmi meditare seriamente l'addio.
Questo perché ho una sensazione brutta : Martin non ama i suoi personaggi, solo un sadico può infierire così e quando in una saga di queste dimensioni , a nemmeno metà dell'opera, così tanti personaggi importanti si sono posizionati a "guardare le margherite dalla parte delle radici" senza alcuna passione per il giardinaggio...beh viene il dubbio che il buon Martin sia un furbetto non da poco.
Lui si trova alla grande nel suo immenso mondo e ci campa cent'anni , in tutti i sensi, tirandola per le lunghe.
D'altra parte se uno si è "affezionato" ai personaggi il merito è dell'autore.
Il finale de I fiumi della guerra ci lascia ad un punto di svolta importante con tante matasse ancora lontane dall'essere dipanate, gli eventi dovranno necessariamente alla fine convergere , ma sembrano ancora tante linee parallele dove Martin all'improvviso con un colpo da maestro (o da furbastro) , sposta la direzione di alcuni eventi e li fa precipitare.
Difficile giudicare questo romanzo, è al tempo stesso il migliore dei sei e quello più deludente .
Mi lascia davanti ad un baratro, salto e proseguo o ringrazio e faccio fagotto tornando ad altre letture ?

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