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Harry Potter e la maledizione dell'erede
 
Harry Potter e la maledizione dell'erede 2016-10-09 14:26:35 Hertzrozen
Voto medio 
 
1.3
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
1.0
Piacevolezza 
 
1.0
Hertzrozen Opinione inserita da Hertzrozen    09 Ottobre, 2016
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Una delusione firmata Rowling

*CONTIENE SPOILER*

E così dopo mesi e mesi di attesa, Harry Potter and the Cursed Child viene lanciato sul mercato inglese. E mesi dopo, su quello italiano. Mezzo mondo pronto a fare una fila di ore di fronte alle librerie a mezzanotte per tornare ad immergersi all’interno del mondo creato dalla penna di J.K.Rowling.
Peccato che “La Maledizione dell’Erede” non permetta di fare niente di quello che preannunciava di fare: non permette di tornare all’interno dello stesso mondo, non intrattiene e lascia una volta finito, l’amara sensazione di essere stati anche un po’ presi in giro.
Ma andando con ordine.
Harry Potter e la Maledizione dell’erede, tanto per cominciare, non è stato scritto come un romanzo, e lo stile di questo, se letto come un romanzo, risente tantissimo. Non se ne può fare una colpa a Tiffany e Thorne (in fondo è stato scritto per essere una rappresentazione teatrale che a livello visivo sono pronto a scommettere sia bellissima), ma è comunque qualcosa che vale la pena di essere tenuto in considerazione. Si fa fatica ad entrare tanto nella storia quanto nelle emozioni dei personaggi, che privi della caratterizzazione descrittiva, appaiono tutti relativamente piatti, la brutta copia dei personaggi della serie di film di Harry Potter. I personaggi, sviluppati in sette libri, spesso appaiono come OOC (out of character, fuori dal personaggio) Ron è relegato al ruolo di spalla comica, la sua relazione con Hermione a una mera coincidenza e all’invidia che provava nei confronti di Krum, Harry passa da essere il personaggio più “nobile” della serie a quello quasi più crudele (nei confronti di suo figlio) cosa che rende l’epilogo completamente inutile. Per chi lo ha letto, saprà che Harry conclude il discorso ad Albus dicendo che se fosse smistato in Serpeverde, sarebbe stato fiero del figlio. I problemi di Albus nella rappresentazione iniziano quando viene smistato (indovina un po’) in Serpeverde.
Hermione da brillante strega passa a ministeriale ingenua in un universo e a crudele professoressa solo perché non ha sposato Ron (lasciando sottintendere che l’unico modo con cui sarebbe potuta diventare una grande strega è tramite il matrimonio) in un altro.
I problemi purtroppo non si fermano qua, e continuano ad essere basati su errori di continuità (perdonate il gioco di parole). Come la giratempo, il plot device che manda avanti tutta la trama, che la Rowling ha più volte affermato aver distrutto apposta nel quinto libro perché di difficile gestione e virtualmente onnipotente. In La maledizione dell’erede, invece, tornano, non una, ma due (entrambe nel peggior Deus ex machina che si potrebbe pensare), stravolgendo le regole della magia.
Mi concentrerò su questo, dato che è l’errore alla base di tutto il libro: in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban viene detto come funzionano le giratempo; ruoti la clessidra, torni indietro nel tempo di tot ore rimanendo nella stessa linea temporale. Puoi infatti, ad esempio, incontrare il tuo “io” passato perché la linea del tempo viene solo “curvata” in un loop. In questo non puoi davvero cambiare il passato perché il tuo cambiamento è già avvenuto (vedi Harry che salva se stesso con l’incanto Patronus).
In La maledizione dell’erede, invece, i viaggi nel tempo seguono la teoria degli universi paralleli: mediante l’effetto farfalla cambiando qualcosa nel passato puoi stravolgere il presente e creare nuovi futuri.
Ma la continuità serve in una saga, e le leggi della magia dovrebbero rimanere costanti. Il mondo dovrebbe essere coerente con se stesso. E invece per mandare avanti la trama, vengono introdotte nuove cose, nuovi plot device per coprire i buchi di trama. E la cosa si vede ed è particolarmente brutto.

Caso eclatante è ovviamente la nascita della figlia di Voldemort, Delphina, nata da una persona che non potrebbe avere figli (Voldemort è sottinteso che non solo non vuole un erede -dato che ambisce all’immortalità- ma che non può averne) e da una che non potrebbe essere incinta in quel momento (Bellatrix dovrebbe aver partorito prima della battaglia di Hogwarts… quindi doveva essere incinta a villa Malfoy. E cosa accade a Villa Malfoy? Ah sì, tortura Hermione).
E si potrebbe andare avanti ad elencare tutto ciò che non va, dalla strega del carrello ai diversi universi (il Ballo del Sangue è agghiacciante e sembra il malsano e sadico sogno di un serpeverde cattivo), al fatto che Cedric diventa un mangiamorte perché viene umiliato in pubblico, al fatto che Harry a quanto pare ha una coperta speciale (mai citata nella serie), ma staremo qua tutto il giorno probabilmente.
In generale la storia sembra una fanfiction, che scritta da una scrittrice di fama letteralmente mondiale, appare più come una trovata commerciale per spremere fino all’ultima goccia una storia che ha già visto la sua fine anni e anni fa.

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