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The Master
 
The Master 2018-12-06 08:27:51 Mario Inisi
Voto medio 
 
4.2
Stile 
 
4.0
Contenuti 
 
4.0
Approfondimento 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    06 Dicembre, 2018
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Ritratto iperrealista

Toibin si cimenta nell'impresa non facile di ricostruire la biografia di Henry James, scrittore molto geloso della sua intimità, tanto da non lasciare trapelare molto di sè nemmeno nelle sue opere, per non parlare di documenti più personali quali lettere ad amici che ha sistematicamente distrutto. La biografia offre un lavoro certosino di ricostruzione di fatti e relazioni e anche di luoghi e dà una spiegazione sui personaggi dei romanzi di James a chi siano ispirati e anche una ricostruzione delle ambientazioni molto interessante. Tuttavia, il mistero James resta tale e con mistero mi riferisco non tanto alle sue tendenze sessuali per le quali Toibin fa capire come la pensa, ma soprattutto alla sua psicologia e alle sue relazioni con gli altri. Da una parte Toibin riesce a far muovere e parlare James come James, ma dall'altra manca una chiave al personaggio, una spiegazione magari faziosa e soggettiva del tutto inventata di cosa rende James tale e di cosa ha nel cuore. Io capisco perfettamente che Toibin anche per il dovuto rispetto all'autore non abbia voluto osare, ma per me ha fatto male. James resta troppo morto al lettore in varie circostanze dove sarebbe stato necessario guardargli attraverso. In primo luogo nel rapporto con l'amica scrittrice Constance, soprattutto nel momento della sua morte. Alcuni passaggi me lo hanno reso sgradevole. Il fermarsi al dato reale lo fa apparire in alcune circostanze gelido, egoista, egocentrico in modo assoluto, del tutto anaffettivo.
Ha una schiera di "amici" a cui è soprattutto richiesto di sapersi comportare, tacere quando bisogna tacere, evitare certi argomenti a lui sgradevoli, sapere mantenere le distanze quando lui lavora e/o desidera starsene in solitudine, non toccare mai argomenti più intimi. Soprattutto le pagine relative al rapporto con Constance hanno qualcosa che disturba per la mancanza di spessore umano di James, dato che Toibin non ha osato darglielo. D'altra parte anche i suoi rapporti con la società e con gli altri amici hanno qualcosa di poco chiaro. Invece è interessante come viene reso il suo modo di dosare silenzi e algide gentilezze per frenare l'interlocutore intelligente e farlo stare al suo posto cioè entro i confini che James ha stabilito per lui. Pure nel rapporto con i fratelli, avrei preferito guardare più a fondo. L'alcolismo del padre che viene citato ma non approfondito avrebbe potuto dare una chiave di lettura del personaggio.

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Commenti

5 risultati - visualizzati 1 - 5
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Ciao Mario. Questa volta concordo solo in parte con te. A me questo libro è piaciuto moltissimo. Per chi ama la scrittura di James, penso sia imperdibile.
A mio avviso, è proprio la discrezione con cui Toibin tratta il grande scrittore a dare credibilità all'opera. Mi pare faccia parlare i documenti, e tanto basta. Anche sul lato sentimentale- sessuale non si sbilancia : l'unica scena erotica presenta James come 'insidiato' ; e con Constance non tende ad alzare il velo delle indiscrezioni.
Il fatto, poi, che non emerga come 'eroe' sempre positivo non mi sorprende. Perché dovrebbe risultare tale?
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Mario Inisi
07 Dicembre, 2018
Ultimo aggiornamento:
07 Dicembre, 2018
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A me ha dato fastidio il punto in cui James ha esitato ad andare al funerale dell'amica per poi precipitarsi a bruciare le sue carte in modo anche meschino, cioè facendo credere alle parenti che lo faceva per scegliere inediti di valore che poi ha bruciato senza nemmeno leggerli. Questa parte senza una giustificazione psicologica, una manifesta debolezza di lui è per me inaccettabile anche dal punto di vista letterario. Un personaggio come una persona deve avere delle ragioni che lo muovono consce o inconsce. Avrei voluto trovare nel libro qualcosa che avvicinasse l'immagine che ho io di James e che mi è nata dalla lettura di alcuni testi (es. la bestia nella giungla) con la sua vita reale, dato che non dubito della ricostruzione dei fatti di Toibin, che ha fatto un bellissimo lavoro.
Anche nella bestia nella giungla c'è il protagonista che ha a che fare con una cara amica morta che potrebbe essere Constance o Minnie. Per le tendenze sessuali, Toibin fa capire bene anche se non in base a fatti ma a rimpianti che James preferiva gli uomini anche se si trovava molto a suo agio con le donne. Forse per Toibin l'omosessualità latente giustifica il comportamento con le donne, in effetti sono stati due i casi in cui si è tirato indietro da un bel rapporto quando rischiava di diventare ingombrante. Ma è il comportamento dopo la morte di Constance che non capisco. Passino le lettere eliminate, capisco che non volesse passare il suo tempo con una donna che in qualche modo lo pretendeva, ma che abbia bruciato tutto così non lo posso digerire.
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Emilio Berra  TO
09 Dicembre, 2018
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Gli enigmi, in una persona e in un personaggio, sono tanti.
siti
09 Dicembre, 2018
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Il mistero James, che c'è di più affascinate. Mario, arrenditi: è insondabile!
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Mario Inisi
10 Dicembre, 2018
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Sul mistero della persona mi arrendo e faccio un passo indietro, ma il personaggio no. Così è disumano e gli manca il tocco di vita. Perchè non inventarselo?
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