Dettagli Recensione
Top 50 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Dentro l’anima di un abisso
Con il suo Leopardi, Pietro Citati non scrive una semplice biografia intellettuale, né si limita a una critica letteraria accademica. Mi ha offerto, piuttosto, una vera e propria immersione nell’universo spirituale ed esistenziale del poeta di Recanati. Fin dalle prime pagine, l’autore mi ha preso per mano, conducendomi oltre la superficie dei singoli testi per svelarmi il dramma profondo di un uomo che ha trasformato la propria sofferenza fisica ed emotiva in una forma Suprema di conoscenza e visione.
Ciò che mi ha colpito maggiormente nel lavoro di Citati è la sua straordinaria capacità di penetrare nei recessi della psiche leopardiana con una prosa elegante, ricca di sfumature, che appare essa stessa quasi poetica. Il Leopardi che emerge da questa lettura non è il filosofo del mero «pessimismo cosmico» che spesso viene insegnato frettolosamente nelle scuole, ma una figura complessa, titanica e fragile al tempo stesso, infinitamente aperta all’assoluto. Citati analizza con cura la transizione dai primi studi matti e disperatissimi, coltivati nella biblioteca paterna, fino alle vette liriche dei Canti e all'abisso concettuale dello Zibaldone.
Ho trovato particolarmente illuminante il modo in cui l'autore traccia la continua tensione leopardiana tra l'illusione — intesa come forza vitale e poetica indispensabile — e la fredda, inesorabile verità della natura. Attraverso il filtro della narrazione di Citati, ho riscoperto la modernità vertiginosa di Leopardi, la sua capacita di anticipare i vuoti ed i dilemmi del Novecento, mantenendo al contempo un legame viscerale con il mito classico e la bellezza antica. È un’opera rigorosa e al tempo stesso profonda, che mi ha spinto a riaprire direttamente i testi di Giacomo con occhi del tutto nuovi e con una consapevolezza decisamente più matura.





























