Saggistica Storia e biografie Dammi mille baci
 

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Dopo la ricognizione sull’eros greco, Eva Cantarella, con ironia e leggerezza, e con la consueta competenza, ci parla dell’amore al tempo dei romani, un tempo ormai più secolare, più lontano dal divino, ma non per questo meno affascinante, specie se illustrato nei suoi aspetti meno noti e meno vulgati, tutto quello che avremmo voluto sapere sul sesso ma non abbiamo mai osato chiedere. Per un romano la virilità era la massima virtù; e i romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell’amore e nel sesso. E infatti da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo, il fondatore della città. L’altra faccia della sessualità romana è etica del vanto, il gloriarsi della propria virilità anche negli aspetti più concreti e materiali. Ecco allora i Carmina Priapea, gioiosa celebrazione di Priapo, il dio del fallo, coi suoi spropositati attributi; ecco graffiti e iscrizioni di palestre, taverne, muri la cui gioiosa crudezza sconfina spesso nell’oscenità (“Piangete, ragazze, il mio cazzo vi ha lasciate. Ora incula culi. Fica superba, addio”), ecco leggende popolate da membri maschili che spuntano dal focolare per fecondare innocenti fanciulle. Ed ecco dotti ma spassosi intermezzi, dove la Cantarella ci guida attraverso le pratiche osculatorie (i tre modi di nominare il bacio, osculum, savium e basium), le tariffe, le specializzazioni e l’abbigliamento delle prostitute, i riti matrimoniali e di fecondità. E le donne? Ci sono quelle che si adeguano (Porzia, che si suicida inghiottendo carboni ardenti), le donne modello di virtù (Lucrezia) e le ribelli (Sulpicia), contro cui si accaniscono le leggi moralizzatrici. E poi i “veri” uomini, Augusto e Cesare, i poeti Orazio e Marziale, e ovviamente, Catullo, che chiede con pari trasporto i baci della bella Lesbia e del tenero Giuvenzio.

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Dammi mille baci 2014-04-28 19:27:40 Lea
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Lea Opinione inserita da Lea    28 Aprile, 2014
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Una realtà sorprendente

Forse, la frase "Gli uomini sono dei maiali!" non è poi tanto un cliché.
O, per lo meno, si arriva a crederlo facendosi condurre da Eva Cantarella per le vie della Roma antica, maestosa e magnificente nella facciata, ma ben più comune e vicina a noi se si va oltre: la virilità maschile romana era imprescindibile e particolarmente pronunciata, determinava il successo dell'individuo in campo sia privato sia pubblico ed era una vera e propria urgenza vantarsi dei propri successi sessuali tramite carmina, satire, ma anche spassosissime iscrizioni nei luoghi della vita pubblica, alcune delle quali riproposte dalla Cantarella.
Attorno a questi superuomini tutti d'un pezzo ci sono altre figure, come giovanetti bellissimi rigorosamente da sottomettere (a patto che non siano romani, obbligati ad essere dominatori) e ovviamente donne, virginali esempi di virtù come la celebre matrona Lucrezia o sfacciate, emancipate, lascive campionesse di vizi come Giulia, figlia di Augusto: dividendo gli amori romani in dovuti, possibili e proibiti l'autrice riporta in vita situazioni e figure ormai dimenticate, cercando di gettare luce sul difficile rapporto tra i sessi, sulle avventure maschili e il loro segreto terrore per le femmine "moderne", e queste donne, non sempre contente di essere subalterne e sballottate dove vogliono gli uomini.
E' un libro estremamente piacevole, utile per apprendere aspetti della cultura romana che non emergono dalle fonti comuni, ricco di intermezzi istruttivi, ma in linea con lo stile del libro, fresco e divertente nonostante le informazioni e i dettagli precisi.
Se le donne oggi si seccano nel ricevere audaci fischi di apprezzamento per la strada, c'è da chiedersi come avrebbero fatto, nell'antichità, a fuggire dai tentativi (riusciti) di fecondazione da parte di divinità particolarmente focose o, chissà, si sarebbero mostrate degne delle spietate satire del poeta Giovenale, che scriveva, da vero portavoce della misoginia romana, "le donne, tutte, senza scampo, sono dissolute".

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Dammi mille baci 2013-01-28 20:56:13 antares8710
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antares8710 Opinione inserita da antares8710    28 Gennaio, 2013
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L'Eros dei Romani

In questo piccolo e gustoso saggio, la professoressa Eva Cantarella ripercorre l'amore e il sesso al tempo dell'antica Roma. Gli antichi Romani tenevano molto alla loro virilità; questo perchè la virilità e la potenza sessuale avevano una valenza politica: ai giovani dell'epoca, infatti, veniva insegnato di dominare e assoggettare sia in amore che in guerra. Tant'è vero che nella Roma arcaica c'era l'usanza di sodomizzare i nemici sconfitti in battaglia. Ed è proprio da una violenza sessuale che nasce la leggenda di Roma: Marte, il dio della guerra, attratto irresistibilmente dalla ninfa Rea Silvia la possiede, e da quella unione violenta nascerà Romolo, fondatore dell'Urbe.
Questa esuberanza sessuale degli uomini romani, veniva sempre esaltata: graffiti, scritte (come si può vedere nei muri delle case pompeiane) e carmina licenziosi dedicati a Priapo, dio della sessualità, che spesso veniva raffigurato in statuette votive e affreschi.
E le donne? Che ruolo avevano le donne in questo contesto? Potevano vivere la loro sessualità?
La Cantarella cerca di dare una risposta a queste domande, mettendo in risalto una delle grandi contraddizioni della società romana. Da una parte c'era la continua esaltazione della virilità e dall'altra donne di grande moralità (come Lucrezia, moglie di Collatino) venivano glorificate come esempio di virtù. Ma non tutte le donne erano come Lucrezia: basti pensare a Giulia, la figlia dell'imperatore Augusto, condannata dal padre in esilio per la sua condotta sessuale allegra.
Il libro è molto piacevole, e l'autrice è molto abile ad alternare la trattazione della materia con la narrazione di alcuni aneddoti davvero divertenti ed interessanti. L'aspetto più importante di questo libro sta nel fatto che ci fa conoscere personaggi della storia romana che, magari, con il tempo abbiamo dimenticato o forse non abbiamo mai conosciuto. Essendo un libro divulgativo, non mi sento di consigliarlo a chi si occupa direttamente, per motivi di studio o di lavoro, di storia romana o letteratura latina. Mi sento di consigliarlo, però, a tutti coloro che amano la storia in generale e vogliono approfondire alcuni aspetti della vita quotidiana della Roma antica. Leggetelo e scoprirete che molte cose che sapete, o che pensate di sapere, della storia di Roma antica, sono soltanto dei luoghi comuni. E questo libro vi darà l'opportunità di sfatarli...

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