Saggistica Storia e biografie L'avamposto di Mussolini nel Reich di Hitler
 

L'avamposto di Mussolini nel Reich di Hitler L'avamposto di Mussolini nel Reich di Hitler

L'avamposto di Mussolini nel Reich di Hitler

Saggistica

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L'elemento di novità di questo saggio: l'autore sceglie come punto di vista privilegiato quello dei quattro ambasciatori che rappresentarono in successione, dalla fine del 1932 alla metà del 1945, il nostro paese a Berlino. I primi due, Vittorio Cerrutti e Bernardo Attolico, diplomatici di formazione prefascista, pur nella fedeltà alle direttive del governo di Mussolini, non nascosero mai le loro perplessità sull'abbraccio sempre più stretto tra l'Italia, debole e impreparata militarmente, e la potenza militare e industriale della Germania nazista, pagando la loro tiepidezza con l'esautorazione per esplicita volontà del Führer. A succedergli sono due fascisti ferventi, Dino Alfieri e Filippo Anfuso: il primo, travolto dalla caduta di Mussolini e da quello che Hitler considererà il tradimento della "non belligeranza" e poi "cobelligeranza" di Badoglio a fianco degli Alleati anglo-americani; il secondo, fedele alla causa nazifascista tanto da essere tra gli ultimi ad abbandonare una Berlino che di lì a poche ore sarebbe stata liberata dall'Armata rossa e dalle truppe americane. Attraverso le comunicazioni che correvano a ritmo quotidiano tra i quattro diplomatici italiani, Hitler e i suoi fedelissimi (Goebbels, Goring, Himmler, Ribbentrop) da una parte, Mussolini e gli alti gerarchi fascisti (a partire dal genero Ciano) dall'altra, emerge un quadro estremamente sfaccettato che contrasta con l'immagine del "patto d'acciaio" tra Italia e Germania, e che contribuisce ad arricchire ulteriormente la conoscenza di una delle pagine più oscure e discusse della storia del Novecento.



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L'avamposto di Mussolini nel Reich di Hitler 2012-02-27 17:37:04 misu
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misu Opinione inserita da misu    27 Febbraio, 2012
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La diplomazia : Roma chiama Berlino, Berlino chia

Questo libro affronta un discorso storico molto particolare: i rapporti diplomatici tra l’Italia fascista e la Germania nazista.
Attraverso la diplomzia l’autore ci presenta i rapporti di forza tra le due potenze dell’Asse in Europa. Quattro ambascatori rappresentarono lo stato italiano fascista a Berlino tra il 1932 e il 1945:Vittorio Cerruti, Bernardo Attilico,Dino Alfieri,Filippo Anfuso. Questi uomini rappersentrono l’evoluzione del regime fascista attraverso gli anni; dai diplomatici di vecchio stampo e di carriera con una formazione prefascista si passò nell’ultima fase a uomini rimasti fedeli all’ideologia fascista e all’alleanza con il Trezo Reich fino alla fine.
L’autore accompagna il lettore attraverso dei periodi ben distinti dei rapporti tra Roma e Berlino: 1933-1935 - l’infatuazione,1935-1940 - la delusione, 1940-1943 -l’annientamento, 1943-1945 - la vendetta.
La questione di fondo affrontata dall’autore nel suo interssante libro può essere sintetizzata in questi termini: quale tipo di rapporto si era in definitiva instaurato tra i due regimi? Un fatto emerge chiaro e inconfutabile: l’azione diplomatica attuata da Roma può essere suddivisa in queste fasi: superamento dei pregiudizi storici nei confronti del ex-nemico, ricerca di un azione autonoma nell’ingombrante alleanza con Berlino, ricerca di una via d’uscita dalla morsa, un destino comune fino alla catastrofe finale ovvero la perdita dell’autonomia d’azione.
Nel suo libro l’autore si concentra sulle personalità diplomatiche presenti nell’ambascita italiana a Berlino, vi è però un argomento lasciato in secondo piano che diventa molto importante per potere capire tutte le sfacettature dei rapporiti tra i due alleati e cioè : il rapporto personale di Hitler e di Mussolini, un rapporoto che influì e incise sui rapporti diplomatici tra i due paesi prima, durante e nelle battute finali del conflitto. Questo rapporto rimane nel testo intuibile ma non chiaramente palpabile da qualsiasi lettore. È chiaro che l’autore ha dato un impronta ben precisa al suo testo indubbiamente ben riuscito nel suo proposito di fornirci il punto divista di chi operava all’epoca nell’ambascata italiana a Berlino.
Un testo indubbiamente innovativo nella sua presentazione di un argomento particolare di un periodo strorico per così dire di nicchia. L’autore ha saputo trovare la giusta dose di nozioni e infromazioni storiche arricchite nei punti giusti da particolari che rendono la lettura scorrevole e interssante per un curioso lettore sempre alla ricerca di particolari da scoprire.
In sostanza non si tratta di un tipico manuale storico ma di un libro di saggistica di divulgazione scientifica pensato per i lettori esigenti sempre alla ricerca di particolari e di retorscena specifici.
In conclusione un libro sicuramente da leggere con attenzione per capire la natura dei rapporti tra i due regimi totaliatri e dittatoriali instauratisi a Roma e a Berlino.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Si consiglia di leggere testi storici che trattano la storia del fascismo e del nazismo nonché la storia dell’Italia e della Germania
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