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La rivoluzione globale La rivoluzione globale

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La presentazione e le recensioni di "La rivoluzione globale. Storia del comunismo internazionale 1917 - 1991", opera di Silvio Pons edita da Einaudi. L'ascesa e la caduta del comunismo internazionale da Lenin a Gorbacëv. Trascorso un ragionevole lasso di tempo dal suo crollo in Europa e in Unione Sovietica, è possibile oggi narrare la storia del comunismo non soltanto con il distacco necessario e con l'impiego delle conoscenze archivistiche accumulate, ma con l'intento di collocarla nella storia internazionale del secolo scorso. Il comunismo fu parte essenziale della formazione del mondo globale in cui viviamo. A lungo si identificò con la prospettiva di una rivoluzione mondiale, nel solco di Lenin e dell'Ottobre 1917. Suscitò un'attrazione o una repulsione che contribuirono dappertutto a definire ideologie e identità, a mobilitare risorse e coscienze, a influenzare psicologie e intelletti. Rappresentò il fenomeno transnazionale per eccellenza. La nozione di comunismo internazionale assunse una molteplicità di significati, che rimandavano al rapporto tra lo Stato sovietico e un movimento di partiti dispiegato su scala planetaria, ai miti rivoluzionari e alla «modernità alternativa» anticapitalistica, al terrore e al progresso. Questo volume racconta il dipanarsi della storia del comunismo internazionale dalla rivoluzione alla disgregazione dell'Urss, passando attraverso le vicende della guerra fredda e illuminando i motivi del declino, emersi dopo la morte di Stalin.

Silvio Pons è nato a Firenze nel 1955. È docente di Storia dell'Europa Orientale all'Università di Roma «Tor Vergata» e direttore della Fondazione Istituto Gramsci. Autore o curatore di numerosi volumi dedicati alla storia della Russia sovietica e del comunismo italiano e internazionale, per Einaudi ha scritto Stalin e la guerra inevitabile 1936-1941 (1995), Berlinguer e la fine del comunismo (2006) e La rivoluzione globale. Storia del comunismo internazionale 1917 - 1991 (2012); sempre per Einaudi ha curato Georgi Dimitrov, Diario. Gli anni di Mosca 1934-1945 (2002) e il Dizionario del comunismo nel XX secolo (con R. Service, 2006-2007).



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La rivoluzione globale 2012-03-26 16:42:26 misu
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misu Opinione inserita da misu    26 Marzo, 2012
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Nascita, espanisione e declino di un’ ideologia

Il XX° secolo fu segnato da due ideologie: il nazifascismo e il comunismo. L’ideologia comunista conobbe una formidabile espansione. Il suo rafforzamento come visione politica, economica e sociale del mondo fu decretato dalla nascita del primo stato socialista, l’URSS. La vittoria ottenuta dall’Unione Sovietica , alleata delle democrazie parlamentari anglosassoni contro il nazifascismo europeo, nella seconda guerra mondiale rafforzò non solo la posizione internazionale sovietica che ottenne il controllo ell’Europa orientale imponendo il suo modello di sviluppo politico, sociale ed economico nell’area, ma anche aprì la strada ai movimenti rivoluzionari sparsi per il mondo che portarono alla nascita di nuovi stati retti dall’ideologia comunista come la Cina popolare, il Vietnam e la Corea del nord oppure Cuba.
Il libro che abbiamo di fronte esamina l’evoluzione di questa ideologia che da dottrina politica ed economica si trasformò in un modello di potere politico, statale ed economico.
Il nostro viaggio parte dal periodo rivoluzionario ovvero dalla rivoluzione scoppiata nella Russia degli zar nel 1917, per poi passare alla formazione dello stato sovietico e alla l’organizzazione dei rapporti internzionali tra i vari partiti comunisti dei vari paesi con Mosca. La seconda tappa del nostro viaggio si sofferma sul ruolo avuto dell’URSS nel periodo delle due guerre mondiali. Il punto chiave del discorso è focalizzato sulla figura di Stalin che aveva monopolizzato il periodo storico sotto esame instaurando una dittatura e un regime di terrore nel paese. La tappa successiva è la seconda guerra mondiale che portò, dopo la fine del conflitto, alla nascita del blocco orientale.
Giunto a questo punto del suo viaggio il lettore prende coscenza che la visione staliniana oppure sovietica del comunismo non fu l’unica strada percorribile per il movimento comunista. Infatti nel movimento si verificò una spaccatura tra il modello jugoslavo e quello sovietico prima e poi tra quello cinese e sovietico dopo. In questo contesto ideologico vengono inseriti dall’ autore i vari tentativi di riforma tentanti nei paesi dell’est Europeo ( Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968 , Polonia 1980-1981)
Nell’ ambito dei rapporti tra i partiti comunisti nazionali e quello sovietico nel libro viene anche affrontato l’ eurcomunismo che segnò la storia del partito comunista italiano.
La tappa conclusiva del viaggio intrapreso dal lettore coincide con il tentativo di riformare il modello sovietico che però non andò a buon fine e provocò il collasso non solo dell’URSS ma anche la crisi defintiva del modello comunista attuato in Europa orientale e nei Balcani. Solo il modello cinese che si aprì al libero mercato sopravvisse al cataclisma del movimento comunista internzionale.
L’argometo trattato dall’autore è per sua natura complesso, ma nonostante ciò il libro si presta ad una lettura piacevole e scorrevole arricchito com’è con spunti e citazioni nonché approfondimenti appropriati che ci aiutano a comprendere il discorso portato avanti con maestria e semplicità dall’autore .
Di fronte abbiamo un testo chiaramente di spessore scientifico che ci da una visione completa e esaustiva del movimento comunista internazionale sorto nel XX° scolo.
In sotanza un testo adatto a chi sia interessato ad affrontare una lettura di nicchia non solo storiografica ma anche politologica.
In conclusione un libro da leggere con la dovuta attenzione per poter riflettere su un’ideologia del XX° secolo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...

Si consiglia di leggere testi storiografici che trattano : l’URSS, l’Europa orientale, la Cina e in generale i movimenti rivoluzionari. È utile leggere un manuale di storia contemporanea prima di affrontare la lettura di questo libro.
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