Saggistica Storia e biografie XX secolo, l'età della violenza
 

XX secolo, l'età della violenza XX secolo, l'età della violenza

XX secolo, l'età della violenza

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Dai foschi presagi del primo conflitto mondiale alle turbolente scosse di assestamento della guerra fredda, il Novecento - e in particolare i suoi primi cinquant'anni - è stato di gran lunga il secolo più sanguinoso della storia. Eppure, grazie alle molteplici innovazioni tecnologiche e agli straordinari progressi scientifici il tenore di vita di buona parte dell'umanità era notevolmente migliorato e l'economia sembrava aver imboccato la via della crescita costante e inarrestabile. Insomma, c'erano tutte le premesse perché si potesse auspicare una progressiva diffusione della pace e della democrazia in un mondo ormai 'globalizzato'. Come spiegare, allora, l'incredibile portata e intensità delle ondate di violenza che hanno messo a ferro e fuoco i cinque continenti, trasformando gli ultimi cento anni in una tragica stagione di massacri, genocidi e innumerevoli conflitti etnici e religiosi che si protraggono, con immutata ferocia, anche nel Terzo millennio? In uno studio magistrale che è una rivoluzionaria riscrittura dell'età moderna, NiaII Ferguson ricerca le radici dei conflitti e delle esplosioni d'odio che hanno sconvolto il ventesimo secolo (dai milioni di morti nelle trincee della Grande Guerra alle bombe di Hiroshima e Nagasaki, dal ghetto di Varsavia ai lager nazisti e al Gulag sovietico, dai campi della morte in Cambogia alla 'pulizia etnica' nei territori dell'ex Iugoslavia) servendosi di ogni possibile strumento d'indagine (antropologico, storiografico, sociologico, filosofico) ed esplorando ogni settore della convivenza umana, fino a individuare alcuni tratti comuni a tutte le guerre del Novecento. L'affermarsi dell'idea di una presunta inconciliabilità fra le diverse 'razze', l'aleatorietà e imprevedibilità della vita economica - contrassegnata dal brusco alternarsi di espansione e recessione -, la lotta fra i grandi imperi, ormai in declino, e i nascenti 'Stati-impero', intenzionati a sovvertire l'assetto di potere esistente, sono i fattori che hanno portato, secondo l'autore, a una 'guerra del mondo', a un''età dell'odio' nella quale l'istinto omicida di alcuni leader si è coniugato con l'inaudita potenza distruttiva della tecnologia bellica e il cui esito non ha sancito il successo dell'Occidente quanto piuttosto la definitiva decadenza del suo dominio in Asia. "La 'guerra del mondo' narrata in queste pagine" conclude Ferguson "si ostina a non finire: finché gli esseri umani si prefiggeranno la distruzione dei propri simili, finché temeremo - e nel contempo desidereremo - di vedere devastate le nostre metropoli, questa guerra è destinata a continuare, abbattendo le frontiere della cronologia."



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XX secolo, l'età della violenza 2012-01-10 18:24:38 misu
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misu Opinione inserita da misu    10 Gennaio, 2012
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Capire il Novecento

Scrivere un resoconto storico su un secolo non è cosa da poco. Si tratta di una vera impresa per ogni storico che intende adentrarsi negli eventi storici che segnarono un’ epoca. Affrontando un lavoro del genere si rischia non solo di sprofondare nella mole di informazioni da veicolare al lettore ma anche di sorvolare su dei particolari giudicati non essenziali per la sintesi storica di un secolo.
Nel affrontare questo arduo compito l’autore ha dimostrato tutte le sue capacità di sintesi e di selezione scegliendo con cura le informazioni da includere nel testo e quelle da scartare. L’autore ci da uno sguardo completo su un secolo, nel quale abbiamo avuto tra l’altro una serie di regimi dittatoriali e totalitari, nonché due guerre mondiali.
Il viaggio che intraprende il lettore inizia agli albori del secolo breve e continua fino alla sua fine. Nella prima parte si affrontano argomenti ben precisi: imperi e razze, Orient Express, linee di frontiera, il contagio della guerra, la tomba delle nazioni. Dai titoli dei capitoli di questa parte del testo emerge un indirizzo storico impostato dall’autore che può essere sintetizzato in questi termini: colonialismo, nazionalismo, imperialismo, protagonismo europeo.
Il lettore continua il suo vaggio attraverso il secolo anche nella seconda parte del testo a tappe scadenzate : il piano, popoli estranei, un impero di incidenti, difendere l’indifendibile, una pace mancata. Dando un' occhiata a queste tappe immaginate dall’autore possiamo avere un’ idea precisa della questione di fondo dibattuta dall’autore, cioè : il completo fallimento del sistema di scurezza di Versailles.
Nella terza parte l’autore si concentra sulla seconda guerra mondiale. Anche qui si viaggia a tappe: Biltzkrieg, attraveso lo specchio, assassini e collaborazionisti, le porte dell’inferno; Il punto di forza della narrazione dell’autore e la sua capacità di dare una visione non solo bellica ma anche politica ed ideologica del conflitto descritto con minuziosità.
Nella tappa successiva del viaggio attraverso il secolo breve il lettore si sofferma ad un punto ben preciso del percorso storico: la fine della seconda guerra mondiale ma non solo. Infatti l’autore pone l’accento sull’ osmosi dellea guerra, la disfatta militare del nazifascismo e del militarismo giapponese ( Kaputt) per poi dibattere sulla portata storica di questo conflittò di chiara matrice razzista e ideologica.
La parte conclusiva del libro è invece dedicata al declino dell’occidente e cioè: le guerre del terzo mondo e i rapporti est - ovest. Viene posta anche l’attenzione sul ruolo dei conflitti nel mondo, un mondo in evoluzione e trasformazione, come lo abbiamo vissuto negli ultimi anni del secolo scorso.
Gli argomenti trattati e le tesi esposte dall’autore sono sempre ampiamente documentate con resoconti di archivi storici e documenti.
Pur dovendo giostrasi attraverso innumerevoli eventi storici concatenati tra loro l’autore è riuscito a mantenere un discorso lineare e chiaro sopportato, dove si era reso neccessario, con particolari e approfondimenti che rendono la lettura più interessante e piacevole, in breve scorrevole per ogni lettore. È chiaro che si tratta non solo di un testo di divulgazione storica di alta levatura scientifica, ma allo stesso tempo il libro è accessibile a chiunque sia interessato di storia. Si tratta di una lettura che può essere giudicata da un lettore non esperto dell’argomento trattato piuttosto impegnativa, ma essendo un testo di divulgazione storica necessita di una dose di riflessione ed attenzione da ogni lettore anche da quello più esperto. Di conseguenza, il testo spinge ogni tipo di lettore a riflettere ed a trarre le proprie conclusioni.
In conclusione un libro sicuramente da leggere con attenzione e rifelessione per capire il Novecento.

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Consigliato a chi ha letto...
Si consiglia la lettura di un manuale : storia contemporanea.
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