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Il pendolo di Foucault Il pendolo di Foucault

Il pendolo di Foucault

Letteratura italiana

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Anni '70. Casaubon, Diotallevi e Belbo lavorano in una piccola casa editrice milanese, che inizia a specializzarsi in pubblicazioni esoteriche. E così un po' per lavoro, un po' per scherzo, i tre iniziano un curioso gioco, che definiscono "il Piano": reinterpretare gli ultimi sei secoli di storia nell'ottica del misterioso complotto che avrebbe avuto origine con Cavalieri Templari, ai tempi delle Crociate. Ma, iniziato come scherzo goliardico, il Piano inizia gradualmente a diventare qualcosa di più; ogni nuovo pezzo del puzzle che trova un suo posto nel disegno globale della storia, non fa che aumentare l'irrequietezza dei tre amici, che cominciano a temere di essersi infilati in un affare più grande di loro...

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Il pendolo di Foucault 2019-05-15 22:15:23 ferrucciodemagistris
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ferrucciodemagistris Opinione inserita da ferrucciodemagistris    16 Mag, 2019
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Il complotto inesistente

Quando si parla e si discetta sui templari, il dialogo, o il discorso con contraddittorio, assume iperboli e deviazioni non facilmente controllabili; ciò è dovuto al fatto che sui templari e compagnia sono stati scritti fiumi di volumi, una miriade di articoli e parecchie ambientazioni in film e documentari.

Le congetture su tale ordine monastico/guerriero si perdono nei meandri della storia intrecciata alla leggenda e al sistema del complotto mondiale che si tramanda, ormai, da secoli. Il romanzo di Eco ha come base d’avvio, come granitiche fondamenta, una trama che scava in profondità nell’occulto elaborando imperscrutabili rompicapo, grovigli magistrali, magie semantiche, tutte mescolate con estrema abilità di linguaggio a un’erudizione fuori dal comune.

Un libro costituito da innumerevoli altri libri, che spazia in altrettante molteplici discipline variegate e intense. Le leggi della fisica, la cabala, la cosmologia, l’occultismo, la teologia, la storia, il simbolismo, sono alcune delle scienze, o pseudo scienze, che il Nostro narra, divulga, intreccia, cammina a ritroso e inventa qualsivoglia altro stratagemma indirizzato a un famigerato “complotto” ordito da chissà quali forze, società segrete, sette, poteri deviati ecc., per il dominio (sic) e controllo di tutti i fatti e le vicissitudini umane.

Non è stato facile, almeno per il sottoscritto, seguirne l’intricata e super complessa trama; i tre protagonisti principali, tra cui L”io narrante”, e gli altri personaggi secondari ma al tempo stesso necessari per lo sviluppo narrativo, sì dilettano e contemporaneamente si disperano nel cercare qualcosa...un qualcosa di misterioso i cui confini rasentano ciò che non è direttamente percepibile dalle nostre visioni terrestri; l’orizzonte della nostra immaginazione viene spesso messo a dura prova.

In estrema sintesi, un romanzo affascinante ma nel contempo prolisso, pesante, ampolloso, barocco, con necessità di ricorrere spesso al dizionario al fine di poterne carpire in maniera superficiale l’astratta e a volte inattingibile erudizione che la trama emana, paragonandosi a una fragranza sconosciuta, inebriante ma della quale non ci è dato sapere né la sostanza basica né da quale fonte proviene.

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Il pendolo di Foucault 2015-09-22 12:09:14 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    22 Settembre, 2015
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Quando il gioco sfugge di mano

Dai Templari alle logge massoniche, dai Rosa Croce ad Hiltler, passando per Gnostici, Cabalisti, Catari e Assassini di Alamut, Umberto Eco ci catapulta in un intricato viluppo di religione e cultura, di mistero ed esoterismo, di filosofia e superstizione, rivisitando con grande stile e con un’abbondante dose di sarcasmo le varie “teorie del complotto” e, in base ad esse, proponendo nuove chiavi di lettura per interi secoli di storia. La suspense da thriller e i tumulti da libro d’avventura si uniscono alla qualità della scrittura e al fascino degli argomenti trattati, nonché ad un aspetto prettamente umano non certo di secondo piano, sviluppato attraverso le esperienze presenti e passate dei tre protagonisti. Negli uffici della casa editrice milanese Garamond, Jacopo Belbo, Diotallevi e la voce narrante Casaubon sono alle prese con un singolare progetto editoriale volto a promuovere un nuovo filone letterario di carattere esoterico. L’obiettivo del trio è quello di creare curiosità in lettori, scrittori e appassionati di questo genere, reinterpretando a modo loro, nonché con una massiccia dose di fantasia, eventi storici, testi occulti, teorie e fantomatici complotti, riconducendo tutto ad un criptico “Piano” ordito da forze misteriose. Il gioco però finisce per sfuggire loro di mano e il limite tra realtà e finzione si rivelerà talmente sottile da diventare pericoloso. A queste macchinazioni e alle loro rocambolesche conseguenze si affiancano le vicende personali dei protagonisti: gli amori e gli studi di Casaubon, le manie e la malattia di Diotallevi, gli episodi d’infanzia ed i tormenti sentimentali di Belbo, avvicinano i tre personaggi al lettore, alleggerendo la lettura e rendendola più umana ed amena dopo pagine e pagine di misticismo, citazioni e rievocazioni sicuramente di grande spessore ma non sempre di piacevole lettura, spesso anzi ripetitive e poco interessanti. Alle vicissitudini dei nostri eroi fa poi da sfondo un’intrigante spaccato di storia italiana che va dalla Resistenza agli Anni di Piombo, passando per il Dopoguerra e il Sessantotto, volutamente non approfondito dall’autore ma usato come avvincente e ben accetta scenografia. Umberto Eco gioca con la cultura e con il misticismo, tenendosi in equilibrio sul labile confine che divide il razionale dall’illogico, lo scetticismo dalla cieca credulità, le radicate convinzioni dalla voglia di fare nuove scoperte, invitando il lettore a non fermarsi davanti a ciò che gli viene raccontato ma anche a non prendere troppo sul serio teorie seducenti e misteriose che troppo spesso non sono altro che squallidi ed interessati specchietti per le allodole.

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Il pendolo di Foucault 2012-08-06 19:36:48 Maurizio.costa
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Maurizio.costa Opinione inserita da Maurizio.costa    06 Agosto, 2012
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FINO A CHE PUNTO CREDERCI?

"C' era un tale che quando gli avevano chiesto se credeva in Dio aveva risposto: "Oh no, io credo in qualcosa di molto più grande...""
(Umberto Eco, ''Il pendolo di Foucault'')
Un manoscritto, una casa editrice milanese, la massoneria, i Rosa-Croce, i Templari, Newton, Shakespeare, Hitler...elementi discordanti che però insieme riescono a darci un quadro totale della storia mondiale, dalle origini ai tempi nostri: ''Il Piano''. E' possibile che tutti gli avvenimenti tangibili della storia dell' uomo siano stati causati da una casta, che li avrebbe messi a punto per un tornaconto personale?
L' Eco ci propone una storia che mette in risalto tutte le credenze misteriche ed esoteriche che offuscano la mente dell' uomo e lo portano all' omicidio, al cannibalismo infantile, al suicidio. Casaubon, il protagonista, alla fine arriva a crederci, l' autore no. Una denuncia verso la religione, anche quella cristiana, che non fa usare la Ragione, l' elemento caratterizzante dell' uomo. Un libro veloce e lento, dai capitoli corti e incorniciati da frasi calzanti. E' facile credere quando non si comprende, è difficile venirne fuori.

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Il pendolo di Foucault 2012-06-25 00:21:59 rakovic
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rakovic Opinione inserita da rakovic    25 Giugno, 2012
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Stupendolo !!!!

Non ho veramente parole per descrivere questo libro, a mio parere la migliore creatura di un autore che quando non si compiace troppo di se stesso e scende sul pianeta di noi comuni mortali sa dare emozioni davvero uniche. Bellissimo nella sua originalità riuscendo a costruire e smontare una storia alternativa degli ultimi sei secoli con un ritmo incalzante ed avvincente. L'importante è soffermarsi, informarsi e non essere superficiali nel procedere della lettura per essere partecipi e non spettatori passivi del romanzo. Stupendolo!!!

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Il pendolo di Foucault 2011-11-11 09:49:36 Nothingman
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Nothingman Opinione inserita da Nothingman    11 Novembre, 2011
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Il pendolo di Foucault

Casaubon è l’Io narrante, mette per iscritto la sua occulta avventura che segna l’ultimo decennio della sua vita trovando apice e fine nei primi anni ’80. Possiamo definire il racconto ‘ciclico’, si apre quando già il protagonista è al culmine della sua rocambolesca storia, innanzi al pendolo di Foucault si prepara per l’ultimo atto. A questo punto siamo portati indietro nel tempo, quando Casaubon era studente universitario, nell’Italia del ’68, le cui famose vicende le vive più che altro da spettatore. Ma è in questo momento che si gettano le basi dell’intera vicenda, nel preparare una tesi sui templari il protagonista inizia a interessarsi di misteri, di incongruenze storiche, di società segrete; è in questi anni che conosce Jacopo Belbo e Diotallevi, questi lavorano presso la Garamond, una casa editrice, ed avranno un ruolo fondamentale nel romanzo. Difatti, durante alterne vicende che si dilatano negli anni, dopo strani incontri e sparizioni, i tre finiranno per cooperare nel dar vita a un opera vagamente mistica che parla di un grande complotto templare internazionale, del grande segreto, frutto di una grande miscellanea dei tanti testi dei ‘diabolici’ di cui vengono in possesso: quello che nasce come un gioco si trasforma presto in folle realtà conducendoci verso un folgorante finale.

Fino a che punto porta la stupidità delle persone? Fino ai limiti più estremi dell’agire umano. Nel romanzo non solo la storia narrataci, ma anche i più grandi eventi storici come lo sterminio degli ebrei nei lager nazisti, son presentati come l’esito di una folle ricerca, la ricerca dell’unico e grande segreto, ma in cosa consiste questo segreto e vale tanto da buttare al vento energie fisiche e mentali, anni di vita, esseri umani? La risposta la troviamo tra le pagine del libro che ci portano a leggerla dentro di noi.

Insomma, un libro da non leggere a letto prima di dormire, molto impegnativo, complesso ma tutto sommato piacevole. A tratti la prosa di Eco si può trovare pesante, tuttavia sia la divisione in piccoli capitoli sia l’avventura via via più intrigante, agevolano la lettura e proiettano il lettore nel mondo creato dall’autore. Un libro che merita le vostre attenzioni ma, per quando avrete il tempo da dedicargli.

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Il pendolo di Foucault 2011-07-17 10:06:29 R๏гy.o°
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R๏гy.o° Opinione inserita da R๏гy.o°    17 Luglio, 2011
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Meravigliosa creatura

Ci sono libri e libri. Ci sono i libri così, per passatempo. E poi ci sono i Libri, che il tempo lo fanno passare ma lo arricchiscono con ogni singola parola.
La maestria di Umberto Eco è indescrivibile: ho divorato questo librone in poco tempo, talmente tanta era la voglia di andare a vedere come finiva il Piano. E nel frattempo ho riso, riflettuto, rivisitato i vecchi libri di scuola. Nel frattempo, udite udite, mi sono acculturata. Davvero.
Grandissimo Eco, non lo batte nessuno. O forse quel tale che scrisse "Il nome della Rosa"...

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Il pendolo di Foucault 2011-04-16 11:10:49 barch76
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barch76 Opinione inserita da barch76    16 Aprile, 2011
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L'enciclopedia dell'Occultismo

Un’impresa titanica,finire questo romanzo,resistere,persistere,non demordere,riuscire ad intravedere la luce in fondo al tunnel,non è facile,ma estremamente gratificante. Questo non è un’opera convenzionale,la vicenda non si sviluppa in maniera lineare in termini di tempo,spazio,azione,ricerca introspettiva. Il Pendolo è una viaggio difficoltoso,Eco ci mette una montagna di nozioni,documenti,una conoscenza che abbraccia complessivamente tutta la storia conosciuta e occulta dei cavalieri Templari e di tutto ciò che ne deriverà,l’ermetismo,le logge massoniche,il misticismo,i culti pagani,il simbolismo,la ricerca del Graal ,i riti iniziatici,ecc. ecc. tutto a dimostrare :”Qual è l’influenza nascosta che agisce attraverso la stampa,dietro a tutti i movimenti sovversivi che ci circondano?Ci sono poteri diversi all’opera?O c’è un solo potere,un gruppo che dirige tutti gli altri,la cerchia dei veri iniziati?”.Casaubon,l’io narrante,alter ego dell’autore,è un giovane studioso di storia templare che casualmente ,coadiuvato da Bembo e Diotallevi,si ritrova e viene coinvolto in una ricerca serrata e convulsiva che arriverà a permeare gran parte della sua vita alla ricerca del “Piano”,questa diventerà il sua scopo, il suo oblio, la sua droga e, attraverso di lui il buon Eco, ci propone un’ipotesi verosimile,ampiamente documentata,che i templari non siano scomparsi in quella celebre notte del 1314,con il rogo di De Molay,tutt’altro,ma che in qualche modo abbiano in seguito manovrato i fili della storia occidentale,dal rinascimento all’olocausto,fino ad oggi alla ricerca della “rivelazione finale”,la civiltà marionetta di un’oscura cerchia di folli dissennati che manovrano i fili del destino dei popoli.Casaubon scoprirà lui solo,alla fine la vera "rivelazione finale". Il ritmo è a tratti incalzante,talvolta stagna,a volte si ha la sensazione di essere dentro un film di Kubrik ,a volte si perde il confine tra la realtà e il sogno(o incubo),a tratti si è presi dalla voglia di mollare tutto sommersi da una grandinata di informazioni,ma si continua avendo la sensazione che ci aspetta un finale che tutto giustifica,e abbiate fede esso arriverà. Per apprezzare Eco bisogna saper soffrire,non bisogna mai distrarsi,mantenere salda la concentrazione, la scrittura e i contenuti delle sue opere,e in particolare questa,sono una sana ,coinvolgente,proteica e spossante droga celebrale.

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Eco
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Il pendolo di Foucault 2011-03-19 17:38:43 Morena V
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Morena V Opinione inserita da Morena V    19 Marzo, 2011
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La magia del pendolo

Affrontare questo tomo di Eco non è proprio una passeggiata.Il lettore viene catapultato in un mondo erudito in cui deve destreggiarsi tra leggi della fisica, fatti storici, digressioni filosofiche,semiologia, esoterismo (tanto), cabala e molto altro ancora. Tutto parte da una tesi sui Templari, ma la trama assume pagina dopo pagina un respiro sempre più ampio fino a formulare un quesito inquietante: esiste un segreto tanto potente da permettere a chi ne venisse a conoscenza di dominare il mondo? E in che cosa consiste tale mistero che ha portato alla prolificazione, durante i secoli fino ai giorni nostri, di ordini, sette, logge e società segrete? Ma è più imporante il constenuto del segreto o l'esistenza del segreto stesso (reale o fittizio che sia), senza il quale parecchi fanatici non avrebbero più uno scopo nella vita?
Una delle morali della storia potrebbe essere che spesso l'uomo si accorge della Verità, quindi è saggio, una volta sola nella vita, di solito prima della fine: "Si capisce tutto quando non c'è più niente da capire".E la Verità è sempre più semplice ed evidente di quanto si creda.
Avevo già letto questo libro dieci anni fa, l'averlo riletto mi ha permesso di cogliere alcuni nessi che prima mi erano sfuggiti, ma devo dire che ha perso un po' di fascino. Vedremo fra altri dieci anni...
Tra le parti che mi hanno colpito di più c'è l'analisi dell'ordine dei Templari. Nessuna incoerenza nel fatto che fossero allo stesso tempo monaci e guerrieri, difensori della cristianità e ammiratori dell'Islam, votati alla povertà e ricchi da fare invidia ad un re:è nella natura stessa dell'uomo coniugare gli opposti.
Superlativa la descrizione di Salvador da Bahia de Todos os Santos, delle chiese grondanti di ex voto, delle sagrestie "malate di peltro e oro", delle variegata mescolanza di etnie e simboli.

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Il pendolo di Foucault 2010-08-18 07:45:15 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    18 Agosto, 2010
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Verità fittizie...

Una storia di tre amici alla ricerca di misteri sepolti nella polvere del tempo...
I tre protagonisti, affascinati dal pendolo di Focault, custodito in un museo e che li attira come una luminosa stella in un viaggio fantasioso ed esoterico, escogitano un piano...tentando di impadronirsi di segreti arcani...
Tra intrighi, storie del passato, cavalieri templari, numeri cabalistici, la storia si snoda in queste ricerche che porteranno
poi i protagonisti ad appropriarsi di verità fittizie...
I segreti e il loro fascino...ma i tre amici...si sono introdotti in un pericoloso ginepraio, in una storia più grande di loro...e quando se ne accorgono...oramai...è tardi per tornare indietro..
Qualcuno, nell'ombra, cerca di carpirne...i presunti segreti...
Nello stilare il libro, che poi è un discreto malloppo, l'autore si sofferma in nutrite descrizioni, che a qualcuno possono piacere, ma che altri troveranno tuttavia...un po' troppo particolareggiate e di difficile comprensione...
A parte questo dettaglio, trovo che si tratti di un libro interessante e di notevole pregio...
Lo consiglio vivamente a coloro che amano le letture "impegnate" e dotati di molta pazienza, ma anche agli altri se vogliono cimentarsi in un'opera veramente insolita...
Saluti.
Ginseng666

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Il pendolo di Foucault 2010-08-17 07:13:00 piero70
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piero70 Opinione inserita da piero70    17 Agosto, 2010
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Un bel viaggio

Come ogni romanzo di Eco anche questo contiene diversi piani di lettura.
C'è la trama, quel fil rouge che si dipana per tutto il libro e poi ci sono i "camei", quei piccoli "libri nel libro", a cui Eco ci ha abituato sin da Il nome della Rosa, in cui si perde in descrizioni, magari anche fine a sè stesse, ma comunque notevoli, che ti fanno compiere lunghi viaggi che in qualche caso ti portano anche lontano dal contesto del libro, ma sempre piacevoli.
Qui potrai viaggiare attraverso storia, filosofia, cabbala ebraica, Rosacroce e Templari.
Chiarito questo (è bene esserne consapevoli prima di affrontarlo), c'è da dire che Il pendolo di Foucault è un libro davvero magico.
Sette segrete che si contendono il potere, antichi documenti e complotti innominabili che durano da centinaia di anni.
Punto eponimo del romanzo è Parigi, centro di tutta la storia, che peraltro ci porta anche a Milano e nella campagna alessandrina.
Insomma, non fatevi spaventare dalla fama di "mattone" di questo romanzo, e affrontate la lettura senza farvi troppi problemi se non capite qualcosa alla prima. E' un'esperienza che va fatta. E se necessario rileggetelo, come ha fatto il sottoscritto, con notevole godimento.

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