Oceano mare Oceano mare

Oceano mare

Letteratura italiana

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Oceano mare racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare. E sul mare si affaccia anche la locanda Almayer, dove le tante storie confluiscono. Usando il mare come metafora esistenziale, Baricco narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in vari registri stilistici.



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Oceano mare 2017-01-23 10:59:53 Il Nido Del Gufo
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Il Nido Del Gufo Opinione inserita da Il Nido Del Gufo    23 Gennaio, 2017
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Ruffiano, Artificioso e Sconclusionato

Forse non si dovrebbe scrivere recensioni negative su questo sito, dopotutto chi vien qui a leggere vorrebbe sempre sentirsi consigliare bei libri.
Ad ogni modo, mi sono sforzato di approcciare la lettura di questo romanzo senza preconcetti (non amo molto il personaggio Baricco, per motivi lunghi da spiegare) e le mie conclusioni sono le seguenti.

Partendo dallo stile, trovo che Baricco si sia scientificamente applicato per portare al massimo livello una prosa evocativa e sospirante. L'effetto, tuttavia, risulta molto artificioso (si percepisce, che lo fa apposta) e banalmente retorico. Sembra un romanzo costruito per sentirsi dire "Wow, che sensibilità, che grande scrittore, che sogno", ma il risultato non è nient'affatto naturale, semmai fastidioso.

Per quanto riguarda i personaggi, si tratta di caratteri stilizzati e anche piuttosto prevedibili (il Professore romantico e ingenuo, il marinaio dal passato oscuro, la femme fatale); ad ogni modo ci può stare, se davvero il protagonista è l'oceano (o il mare? Sono la stessa cosa? Boh).

L'unica cosa passabile (ma sì dai, bella) del romanzo è la seconda parte, la storia del naufragio, cruda, ben narrata e senza megalomanie egocentriche o pseudo-artistiche. Anche lo stile ne guadagna, divenendo più diretto e naturale.

Credo che questo sia un libro sbagliato, nato con degli obbiettivi molto diversi dal voler raccontare una storia o esprimere un pensiero. Baricco vuol farci sospirare, e basta. Di trama, stile, profondità e strutture narrative non gliene importa nulla, e infatti le sbaglia tutte. Per carità, rispettabile, ma chi in un libro cerca qualcosa di più profondo, guardi altrove.

Ho dato 4 alla piacevolezza perché, prevedibilmente, il romanzo è carino da leggere. Ma non si fa letteratura solo con i sospiri.

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Gli harmony, e vuole provare a darsi un tono da sognatore/sognatrice.
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Oceano mare 2015-05-31 14:15:11 MAZZARELLA
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MAZZARELLA Opinione inserita da MAZZARELLA    31 Mag, 2015
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OCEANO MARE


"…
Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c'è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio.
Ce la farò, vero?
…"
E’ il desiderio di vivere, in tutte le sue forme, colori, profumi e sensazioni che porta tutti i nostri protagonisti alla locanda Almayer, ed esattamente in questo luogo che viene delineata sia la storia del libro che quella dei suoi personaggi.
Il libro è diviso in tre capitoli, “La locanda Almayer”, “Il ventre del mare”, “I canti del ritorno”: nel primo Baricco ci fornisce una presentazione dei nostri protagonisti e del motivo che li ha condotti alla locanda. Il professor Bartleboom che analizza il mondo con occhi da scienziato, il pittore Plasson che cerca di dipingere l’infinità del mare, Madame Deverià, donna bellissima, relegata dal marito nella locanda, perché fortemente incline all’adulterio; Elisewin, troppo malata di ipersensibilità, soggiogata dalla paura, cerca, attraverso un viaggio, di ritrovare la forza di vivere (dovesse anche farle male da morire); Padre Pluche, un sacerdote che accompagna Elisewin nel suo viaggio. Ultimi ma non meno importanti, il dottor Savigny, amante di Madame Deverià e responsabile della morte di Theresa, una ragazza amata da Thomas, che arrivato alla locanda sotto il nome di Adams, cercherà vendetta.
Il secondo libro racconta del naufragio della fregata della marina francese, e dei suoi naufraghi che, in preda alla lotta per la sopravvivenza, avranno le reazioni più terribili, come il cannibalismo.
Infine, nel terzo ed ultimo libro, “I canti del ritorno”, Baricco mostra il destino di ognuno dei personaggi della locanda.
Un libro surreale e affascinante che trasporta e culla il lettore in un’altra dimensione: leggendo si ha la sensazione che si prova a stare sulla riva del mare a piedi nudi, soli, totalmente immersi nel silenzio. E’ il mare, il vero protagonista del libro e il suo significato, che cambia a seconda di chi lo accoglie nella sua esistenza. Il mare rappresenta la vita, l’amore, l’eterno, il coraggio, la volontà di cambiare. Il mare non perdona, solo chi è capace di lottare può immergersi nelle onde e dominarlo: lottare per cambiare, con la sola forza di volontà, il proprio destino.
Non saprei dire se fosse questo il messaggio dell’autore, ne se ci fosse un messaggio, so solo che come per Elisewin, il mare, può essere la cura alla malattia della paura di lasciarsi andare alla vita, di credere ai propri sogni. Non trovare un inizio, una fine, un limite, una dimensione nelle cose mette paura, ma dobbiamo sempre ricordarci che il coraggio non è l’assenza di paura ma semplicemente la consapevolezza che c’è qualcosa di più importante. L’uomo a volte non accetta parole come “l’eterno” e “l’infinito” perché non li riesce a quantificare; tuttavia se si abbracciano questi concetti si può arrivare molto, molto lontano e, riuscire a navigare nell’oceano…nell’oceano mare della vita.


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Oceano mare 2015-01-10 16:28:48 Riccardo76
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Riccardo76 Opinione inserita da Riccardo76    10 Gennaio, 2015
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I surreali limiti dell'indefinito

Surreale, a tratti delirante, scritto da infiniti scatti fotografici, atipico e inusuale, una serie di non storie che compongono la storia fatta di luoghi che non sono luoghi, fatti di mare, oceano mare.
Il mare immenso che purifica, perdona, pulisce, cancella, rimuove, compone, dipinge, il mare che è infinito proprio nella sua finitezza, quando si pensa di aver individuato il limite del mare si percepisce la sua illimitata e incontenibile essenza.
I dialoghi surreali, come surreali sono i personaggi, e surreali sono i luoghi rendono il romanzo un collage di sensazioni, di pensieri, di emozioni. Il bianco della schiuma del mare quando al suo limite finisce, pur non finendo mai, è una moltitudine di bolle d’aria, l’aria talmente importante per la nostra esistenza, da essere fonte di salvezza e fonte di morte. Un tempo indefinito o non indicato, sembra di essere in una perenne sospensione spaziotemporale.
Mi è risultato difficoltoso entrare nell'essenza del libro fin da subito, ma una volta addentratomi ho vissuto in esso come in perenne stato confusionale. La locanda, insieme al mare credo siano i veri protagonisti del racconto, la locanda in particolare ha una presenza forte e, seppur appena accennata, è rimasta ben salda nella mia mente, per paradosso la locanda è proprio il non luogo per eccellenza, a rappresentare un insieme di scomparti della memoria, una raccoglitore di emozioni della nostra anima, il libro stesso che contiene la storia.
Un universo di contrasti, tra realmente concreto e assolutamente astratto ed evanescente, proprio questi forti contrasti che ho personalmente percepito, mi hanno fatto apprezzare questo libro che va letto assolutamente fino alla fine.
Lo stile di Baricco in questa storia è molto poetico, metaforico, onirico e intimo, non è forse tra i miei preferiti dell’autore fino ad ora, ma credo sia uno di quei libri che vengono apprezzati meglio dopo una certa riflessione. Non ho mai riletto un libro una seconda volta, perché ritengo che ci sia talmente tanto da leggere e talmente poco tempo per farlo che mi sento in difetto nei confronti dei libri che non potrò leggere. Nulla è definitivo nella vita, magari un giorno la penserò diversamente.

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Oceano mare 2014-11-21 11:12:33 MrsRiso13
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MrsRiso13 Opinione inserita da MrsRiso13    21 Novembre, 2014
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Ondeggiando

Seduti in riva al mare con il vento che sferza tra i capelli e trafigge con i granelli di sabbia sollevati tutto ciò che incontra nel suo cammino, con gli occhi puntanti all'infinito, si diventa un pittore di quadri con acqua di mare, una giovane piena di paure, una signora dall'appetito sessuale inesauribile, un padre confessore povero di rivelazioni, un professore alla ricerca della perfezione là dove non è. Il lento dondolio delle onde ci accompagna nei nostri ragionamenti, nelle nostre ricerche, nei nostri movimenti interiori assistendo silenzioso ogni passaggio, ogni movimento, ogni miglioramento. Parola dopo parola le paure dei nostri alter ego sono le nostre paure, le loro gioie sono le nostre gioie e lui è sempre li, il mare, calmo e silenzioso, agitato e furente, testimone inconsapevole delle dichiarazioni più intime, risposta ai dubbi dell'animo, nemico da affrontare nella sua immensità insuperabile, in breve metafora del desiderio e del timore di cambiamento, di rinnovamento e di rinascita.
“Oceano mare” con uno stile ricco, astratto a tratti pomposo è una storia complessa di uomini e di donne persi lungo il cammino della vita e in cerca di una strada nuova. Ognuno affronta il viaggio secondo la coscienza e la moralità sviluppate durante il tragitto già affrontato e trasmette a chi incontra verità e emozioni, giuste o meno, spesso non siamo in grado di dirlo, ma, cosa più importante, sempre frutto del proprio pensiero e del personale modo di affrontare l'esistenza. Una guerra contro e per se stessi in modo da prendere coscienza di sè, per accettare ciò che ci rende diversi, per accoglierci senza snaturarsi, per amarci e farci amare senza stravolgere completamente il proprio io.
Una fabula strana, surreale e magica che facendo della bizzarria e della stravaganza il suo punto di forza, analizza la debole, ma sfaccettata, natura umana.
Da leggere il giorno giusto!

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qualsiasi cosa e si senta predisposto alle lettura di un libro strano colmo di poesia, poco concreto e molto surreale.
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Oceano mare 2014-09-10 11:16:13 irenecarmina
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irenecarmina Opinione inserita da irenecarmina    10 Settembre, 2014
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La mia lunga storia d'amore

Un dono prezioso di tanti anni fa. Un libro che ti culla con leggerezza nelle vite dei protagonisti che si intrecciano in una locanda ai confini del mondo in un puzzle esistenziale dai tasselli malinconici. Baricco o lo ami o lo odi, col suo stile inconfondibile. Io lo amo e in Oceano mare più che mai. è la vita che danza nei dipinti di Plasson, nello slancio vitale ingenuo e sofferto di Elisewin, nella delicatezza d'animo di Bartleboom, nella vena nostalgica di Madame Deveria. è vita che scorre, Oceano mare. è vita che danza. Grazie per avermelo regalato..

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Oceano mare 2014-04-20 12:25:24 Pia Sgarbossa
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    20 Aprile, 2014
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E SE DEL BENE-DIRE ...RESTASSE SOLO IL DIRE ?

Un libro che non avevo chiesto e perciò che non intendevo prendere...ma che per un errore, ho ricevuto.
Ebbene io che non sapevo assolutamente nulla di Baricco ho deciso lo stesso di leggerlo.
AMORE...A PRIMA LETTURA...
Un libro che non mi ha emozionato... no! Un libro che invece mi è entrato dentro , nelle viscere...fino alle ossa.
Se Baricco è dentro il suo libro...allora ora mi pare persino di conoscerlo...Mi prende tantissimo, perchè in lui mi ritrovo...l'uomo e i suoi dubbi...l'uomo e le sue angosciose e importanti domande...l'uomo che è alla ricerca della verità silenziosa ma che fatica a trovarla per il suo bisogno di musicalità.
Baricco ama IL MARE; lo ama a tal punto da considerarlo LA VITA stessa.
Nel racconto si incontrano varie tipologie di persone, che sono categorie di umanità che appartengono al mio mondo interiore..
Chi vive LONTANO DAL MARE ma si nutre di esso sia pur di riflesso ( ammiraglio) e con la sua metodicità ed esattezza ,ne cerca di trovare la sua "plausibile assurdità, la sua inverosimile verità e lo fa su tutti i mari del mondo".
Chi vive ACCANTO AL MARE per cercare di porre pace ad una sensibilità d'animo incontrollabile ( la ragazza), o per espiare una colpa ( la donna adultera) o per realizzare un sogno inseguendo le proprie illusioni...vane illusioni... ( il professore) o ancora chi , stanco della vacuità e delle apparenze "pornografiche"è alla ricerca del volto della verità ( il pittore), o chi vive la propria vita con totale disorientamento ( Padre Pluche).
Infine c'è chi NEL MARE E' ENTRATO e ci è rimasto inesorabilmente e chi invece è RIUSCITO A TORNARE, ma definitivamente cambiato, segnato e per sempre "inconsolabile", dopo aver toccato e vissuto in prima persona dove può arrivare l'orrenda genialità umana...
Tutti aspetti dell'umanità che sento dentro me...che fanno parte di me, del mio essere persona e donna.
Ecco che tutti questi personaggi hanno una location particolare in cui potersi incontrare. Si tratta di una locanda per alcuni aspetti surreale, a partire dai piccoli bimbi che la gestiscono; una locanda che si trova in prossimità dell'immenso mare e che diventa luogo d'incontro di questa umanità rappresentata.
E dalla relazione dei protagonisti, fuoriescono varie reazioni: chi diventa sostegno per l'altro o nasce un'intima comprensione, chi arriva a nutrirsi addirittura dell'altro...nel significato più profondo che esiste...E si assiste al compimento di sani o orrendi atti...
La lettura del libro si conclude con la figura dell'ospite più misterioso e strano della locanda...che ci lascia con una riflessione in cui puoi leggere una triste rassegnazione, ma anche una vaga speranza, quella speranza che io cerco di inseguire nella mia vita, da sempre.
Questo è il libro dell'uomo, che da sempre attende, si pone e pone agli altri domande... e che si immerge nella "danza liquida" della vita.
I protagonisti sono certamente diversi e ho provato nei loro confronti svariati sentimenti: vicinanza, grande tenerezza, profonda stima, commiserazione e tanti altri...perchè in loro c'è l'uomo...c'è molto di tutti noi.
Un libro che mi lascia con una domanda: chi voglio essere io di fronte a questo mare che ci chiama e ci chiamerà sempre? Una persona che vive accanto...o che vuole entrare...o ancora una persona che vuole entarare e vivere fino in fondo, correndo il rischio di rimanere...per sempre "inconsolabile ?"... E chi sarà tra loro il più felice?
...Ma questo è quello che Baricco ha lasciato a me...che mi resterà impresso nella mente anche per delle frasi di una profondità davvero rara e unica per me .
Una per tutte :" ...E NEMMENO SI ERANO DOVUTI CERCARE.QUESTO E' INCREDIBILE, E TUTTO IL DIFFICILE ERA STATO SOLO IL RICONOSCERSI".
Grazie Baricco per questo bellissimo regalo , fatto di verità e non verità...di silenzi...di risa ...di aasurdità...di dialoghi a volte strani...ma di una profondità incredibile...grazie davvero!
Pia

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A chi è portato a riflessioni filosofiche sulla vita...sul modo di vivere.
A chi si fa domande e ... attende un qualcosa...
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Oceano mare 2014-01-22 18:26:16 Anais
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Opinione inserita da Anais    22 Gennaio, 2014

Tutt'altro che surreale

Non mi sono mai permessa di fare una recensione su un libro, perché per quanto sia una grande lettrice, non mi considero affatto una grande intenditrice.

Leggere oceano mare è un vero piacere, ogni volta! Stamane l ho finito per l'ottava volta.
È sicuramente un libro davvero emozionante, non smette mai di stupire e di lasciare senza fiato per la semplicità di Baricco di lasciar intendere i fatti più tristi di ogni personaggio. Oltre che alla semplicità di scrittura, un buon lettore non ci mette più di un paio d'ore a finirlo. Per capirlo davvero però servono un paio di letture, perché nessuno è più bravo di Baricco a nascondere la vera identità di una trama o di un personaggio.
Lo trovo un libro molto malinconico, ma ricco di filosofia e di verità.
Il luogo ideale dove leggerlo sarebbe proprio in riva al mare, forse proprio alla Locanda Almayer, dove il tempo non esiste. Infatti questo è un libro senza tempo! Ho solo 20 anni e sono sicura che tra altri 20 lo starò ancora leggendo come fosse la prima volta.

Sicuramente una tra le opere migliori dello scrittore e una tra le più elaborate. Personalmente lo colloco nella mia top 5, a volte penso addirittura sia il mio preferito.
Lo consiglio a tutti, non solo letteralmente. Quando raramente, per mia sfortuna, mi capita di parlare di libri, è il primo a venirmi in mente.

Un capolavoro!

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Consigliato a chi ha letto...
Tre volte all'alba - A.Baricco
Questa storia - A.Baricco
Senza sangue - A.Baricco
Castelli di Rabbia - A.Baricco

... Insomma, tutti i suoi capolavori!
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Oceano mare 2013-05-27 12:31:06 Biagini
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Biagini Opinione inserita da Biagini    27 Mag, 2013
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LA LOCANDA PRIMA DEL MARE

Io che sono un amante della prosia (non è un errore, c'è troppa poesia in Baricco per definirlo scrittore di prosa) baricchiana metto Oceano Mare fra i suoi libri migliori. C'è una locanda evanescente, un non-luogo posto sul confine fra la realtà della terra e l'immensità del mare, all'interno di essa si incontrano personaggi dai destini surreali, nel più classico stile dell'autore.
Ogni personaggio di Baricco si lascia ricordare per una sua caratteristica, qui ci sono alcuni fra i migliori che abbia mai creato. Il mio preferito è il pittore Plasson, che vuole dipingere il mare e Baricco nella terza parte del libro ci delizia con l'elenco delle sue opere, uno dei momenti più divertenti del libro, che non svelo per il piacere di chi dovesse ancora leggerlo.
Tutto il libro è scritto con il consueto (se tale si può definire) stile dell'autore, che danza sempre fra il sorriso accennato e il momento malinconico, ma mai strappalacrime. La prima parte è la più classica, forse la migliore, nella seconda Baricco adotta una narrazione in flusso splendida in cui si ripercorre un drammatico naufragio, infine nella terza parte i destini dei personaggi trovano un loro compimento allacciando mirabilmente fili lasciati a svolazzare nelle prime parti.
Se dovessi dire di cosa parla precisamente il libro non saprei che rispondere, di solito se qualcuno me lo chiede gli rispondo "Te leggi, poi mi ringrazi", ogni tanto qualcuno non ha ringraziato, ma uno stile particolare come quello di Baricco non può incontrare i gusti di tutti, sarebbe assurdo pretenderlo. Parlare dei libri di Baricco è un compito arduo, facile è entrarci e lasciarsi portare per mano nella magia.

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Castelli di rabbia, Questa storia, City
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Oceano mare 2013-03-21 20:27:02 ramona balan
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ramona balan Opinione inserita da ramona balan    21 Marzo, 2013
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Oceano mare

Oceano mare. Il mare, come protagonista, nella sua immensità, forza e bellezza. Il mare che distrugge e che accompagna i nostri personaggi come Ann Deverià che vuole guarire dalla malattia dell' adulterio.

L'amante di Ann Deverià ha finalmente scoperto dove il marito l' ha confinata. Le ha scritto. In questo momento forse è già in viaggio verso quel mare e quella spiaggia
-Io verrei qui e vi porterei via, per sempre.
Sorride, Ann Deverià.
-Riditemelo Bartleboom. Proprio con quel tono lì, vi prego. Riditemelo.

Troviamo personaggi particolari, ognuno con una propria caratteristica che li distingue da tutto ciò che avete letto fino a questo momento. Come il professor Bartleboom che sta ancora aspettando la donna della sua vita, e intanto ogni sera le scrive una lettera. E si aggira intorno alla riva del mare, con i suoi quaderni e i suoi strumenti, alla ricerca di dove inizia l' oceano.
E poi c'è Plasson, il pittore. Lo ritrovi lì, sulla spiaggia, immerso nell' acqua gelata fino alle caviglie, intento a dipingere il mare.
La giovane Elisewin, invece, si reca al mare perchè vuole ricominciare a vivere. E' una ragazzina "troppo fragile per vivere e troppo viva per morire che aveva quella bellezza di cui solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli."

Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c'è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non volgio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire, è vivere che voglio.

E Padre Pluche, anche lui alle prese con se stesso e le scelte che la vita che deve compiere. Padre Pluche, che sembra quasi un secondo genitore per la piccola Elisewin e che ogni sera scrive una preghiera:
"Non è chiedervi tanto
chiedervi se.
Non è offesa
sperare che voi.
Non è sciocco
illudersi di.
E poi è solo una preghiera,
che è un modo di scrivere
il profumo dell' attesa."

Non ci sono parole per poter descrivere l' opera di Baricco. Per me questo libro ha significato una ventata d' aria fresca, leggendolo mi sono sentita come dopo aver respirato dopo esser stata a lungo in apnea. Non voglio dilungarmi sull' analisi di quest' opera perchè semplicemente non trovo le parole per descrivere il meraviglioso. I personaggi sono unici, indimenticabili, sublimi; lo stile è così particolare che dev' essere letto con calma e tranquillità per poter essere capito. E' pura poesia, che va assaporata.

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Oceano mare 2013-02-23 17:38:41 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    23 Febbraio, 2013
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E’ possibile 'dire' il mare, l’oceano mare?

Stavolta Baricco fa sul serio. Ma proprio sul serio. Davvero. Perchè ci regala un romanzo elaborato, complesso, costruito su non-luoghi ed ambientato in non-tempi.

Ma procediamo con ordine;
Sette personaggi. Tutti protagonisti, a modo loro. Tutti che alloggiano presso la locanda Almayer, circondata dal mare. Anzi, dall'oceano mare. Un oceano mare che si rivelerà consigliere e carnefice al tempo stesso.
La trama lungo cui si snodano le vicende del romanzo è ampiamente caratterizzata dall'intreccio dei destini dei vari avventori della locanda.
Il professor Bartleboom, figura irrimediabilmente 'piatta' e metafora dell'inettitudine umana; il pittore Plasson, metafora dell'incomunicabilità e di una condizione esistenziale disagiata e semi-apatica; la bambina malata Elisewin, spigliata e piena di vita, accompagnata dal timoroso e strambo Padre Pluche; Madame Ann Deverìa, la quale spera che il mare possa aiutarla a guarire dal peccato morale di cui si è macchiata; il lugubre Thomas (alias Adams), metafora dell'inesorabile attesa che anticipa l'ineluttabile compimento del Destino; e, infine, un uomo avvolto nel mistero, rinchiuso dentro la settima stanza e che, addirittura diverrà protagonista nelle ultimissime pagine del romanzo.
Tuttavia, non c'è da dimenticarsi di Dira, Doom, Ditz e Dol, i 'bambini-spiriti' che guideranno ed accompagneranno le sorti dei vari personaggi.

Il romanzo è composto da tre capitoli, intrecciati fra loro in maniera amabile, deliziosa e svolazzante, con un registro verbale che esorta una totale e completa comunicabilità.
Non esiste aggettivo all'altezza per definire la tavolozza adottata da Baricco: perchè è ricca di discorsi diretti fulminei, di pause ragionate, dello 'stream of consciousness', di illusioni che scadono in disillusioni, di flashback narrativi e di continui cambi di ritmo, di cadenza, di toni, di colori, di sfumature e di stile. Il risultato finale? Sì, questo forse riusciamo a definirlo. Diciamo... Incommensurabile.

Una menzione a parte la meritano senza dubbio i simboli e la sublimazioni di appartenenza avanguardista, nelle quali rimane immerso, neanche troppo a fondo, una serie di dubbi che i vari protagonisti dovranno cercare di fugare e di risolvere:

Dov'è l'occhio del mare? Dove finisce il mare? Come si guarisce nel mare? Cosa attendersi dal mare?

E tutte possono riassumersi semplicemente in: Come 'dire' il mare?


Baricco. Illuminali tu. Illuminaci tu.

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Riccardino
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La linea del sangue
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