Solaris Solaris

Solaris

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"Solaris" è il capolavoro della fantascienza filosofica. Siamo nel lembo più estremo dell'universo esplorato dal genere umano. Un astronauta, dalla Terra, approda nella stazione spaziale che gira intorno al pianeta Solaris. Qui trova un'atmosfera di mistero e sospetto: nessuno lo accoglie, i pochi ospiti della astronave sembrano angosciati e sopraffatti, c'è un morto recente a cui si allude con circospezione ma senza sorpresa, gli oggetti subiscono strane deformazioni, si avvertono presenze. Solaris è noto agli umani come il grande pianeta "vivente". Appare in forma di vasto oceano e avrebbe dovuto conflagrare se la sua orbita avesse seguito le leggi della fisica. Ma è come dotato di capacità cosciente di reazione e questa capacità sembra legata alle apparizioni di fantasmi, proiezioni viventi di incubi, sogni e fantasie. L'astronauta è costretto a interrogarsi, mentre lo contagia la stessa angoscia che domina in tutto l'ambiente. Un'avventura avvincente e carica di attesa e mistero. Ma si potrebbe dire anche un'avventura epistemologica, nel senso che presenta alla lente della riflessione un numero enorme di quesiti che abitano i rami della filosofia. Fra essi, il più suggestivo sembra essere il tema dell'Identità, del Soggetto, dell'Io. Non esiste l'Io unico e identico a se stesso.

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Solaris 2019-03-01 10:06:54 ferrucciodemagistris
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ferrucciodemagistris Opinione inserita da ferrucciodemagistris    01 Marzo, 2019
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Astrofisica e filosofia

Ci sono dei romanzi che in seconda lettura acquisiscono, in maniera esponenziale, maggior piacevolezza e profonda riflessione oltre a una visione da altro punto di vista della narrazione intrinseca. E’ il caso, relativamente al sottoscritto, dei romanzi russi dell’ottocento e per l’appunto della presente opera.
Stanisllaw Lem ci conduce in situazioni e circostanze che definirei come una magica miscela di scienza, filosofia e romanzo drammatico. Il protagonista, Chris Kelvin, psicoanalista , viene inviato su Solaris al fine di cercare di scoprire cosa sia successo all’equipaggio della stazione spaziale orbitante sul pianeta.; un enigma, infatti, avvolge i comportamenti dei tre scienziati componenti l’intera struttura che studiano il comportamento dell’oceano gelatinoso e sconfinato ricoprente l’intero corpo celeste. Le vicissitudini che si susseguono nel corso dell’ispezione da parte di Kelvin hanno dell’inverosimile e non sono percepibili dall’essere umano in relazione alle leggi della fisica conosciuta. Sembra che il pianeta, orbitante in un sistema stellare binario con due soli rosso e azzurro, si comporti come un individuo senziente capace di modificare gli stati d’animo degli scienziati portandoli a una sorta di continue e inspiegabili allucinazioni inducenti alla follia identificata quale unica via di uscita per ciò che si rileva estremamente alieno. Il viaggio interstellare e l’impossibilità di capire una logica nel comportamento del pianeta, si paragona all’imperscrutabilità dell’animo umano, ai suoi meandri oscuri e, infine, all’eterno affannoso, e forse inutile, percorso nel dare un certo senso alla vita…come noi la intendiamo.
Un libro non proprio di facile lettura ma che apre la possibilità di altri modi di pensare all’universo, al tempo, all’esistenza.

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Solaris 2019-01-27 08:28:51 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    27 Gennaio, 2019
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Fantascienza filosofica

Dalla mia ancora breve carriera di lettore ho ricavato una certezza: i romanzi (ma sarebbe meglio dire le storie in generale) che sviscerano e trattano efficacemente temi filosofici sono quelli che apprezzo più di tutti. Le storie che ti portano a riflettere sul destino e sulla situazione degli esseri umani, anche nei suoi lati più oscuri, sono quelli che più mi avvincono e mi restano impressi. Non c’è da stupirsi dunque se leggendo la trama di “Solaris” ne sia rimasto quanto mai impressionato, aggiungendo alla curiosità che questa suscita anche il genere che gli viene attribuito, ovvero la “fantascienza filosofica”. Mi è venuto in mente “Cronache marziane”, ed ero quanto mai euforico.
Ho quindi acquistato questo libro carico di aspettative e non ho potuto attendere troppo prima di cominciare la lettura. C’è da dire che Stanislaw Lem è una penna davvero eccelsa e la storia che ha messo in piedi è davvero originalissima; tuttavia non è un’opera esente da difetti. Ci sono alcuni capitoli in cui ci si perde in lunghi dettagli sulla storia del pianeta Solaris, sulla storia degli studi che vi sono stati condotti e sulla sua morfologia; capitoli che da quanto ho capito erano stati per l’appunto tagliati nella prima traduzione inglese perché rallentavano la lettura. Non posso dar torto agli editori, in questo caso.
Oltretutto, credo che fosse una storia con potenzialità ancora maggiori e che i temi trattati non siano stati sviscerati al massimo, né con la migliore efficacia. Un libro dunque che promette più di quanto riesce a mantenere, pur mantenendo buoni meriti.
Fin dall’inizio della lettura ho avuto l’impressione che questo libro fosse perfetto per farne una trasposizione cinematografica e, difatti, ho scoperto che ne sono state fatte ben due, di cui la più recente ha come protagonista George Clooney. L’ho vista e, a parte i cambiamenti sostanziali alla trama e soprattutto al finale, credo non faccia particolare giustizia alla storia partorita da Lem. Magari il film girato negli anni ’70 sarà meglio, vedrò di recuperarlo.

La storia comincia con lo psicologo Chris Kelvin che approda sulla stazione che fluttua sulla superficie del pianeta Solaris: un pianeta che ruota intorno a due soli e si presenta sottoforma di uno sconfinato oceano plasmatico, che si modella autonomamente come se fosse dotato di una coscienza.
Si comprende fin dall’inizio che qualcosa nella Stazione non va: lo scienziato (Gibarian) che avrebbe dovuto accogliere Kelvin al suo arrivo viene trovato morto, e gli altri due sopravvissuti (Snaut e Sartorius) sembrano sulla soglia della pazzia. Nessuno vuole parlare o mettere Kelvin al corrente di quello che è successo, come se temessero qualcosa; come se temessero qualcuno.
Ben presto Kelvin si renderà conto che non sono soli, in quella Stazione.
Ben presto dei visitatori si paleseranno, sotto forma di persone a loro care ormai scomparse.
Cos’è Solaris, e cosa sta accadendo in quella stazione?

"[...] Ma rassegnarsi a essere un orologio misurante lo scorrere del tempo, alternativamente rotto e riparato e nel cui meccanismo, appena messo in moto dal costruttore, cominciavano a scorrere disperazione e amore? Accettare di essere una sorta di carillon meccanico che, a regolari intervalli, scandiva un tormento reso sempre più irrisorio dal suo continuo ripetersi? Un conto era ripercorrere l'esistenza umana, cosa in fondo accettabile, e un conto ripeterla come una tiritera suonata fino alla nausea da un ubriaco che infila sempre nuove monetine nella pianola meccanica."

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