Alex Alex

Alex

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Mentre cammina per le strade di Parigi, Alex, una giovane donna di trent'anni, viene seguita da uno sconosciuto che, dopo averla aggredita e picchiata selvaggiamente, la carica su un anonimo furgone bianco facendo perdere le sue tracce. Portata in un magazzino abbandonato, la ragazza viene rinchiusa in una gabbia di legno appesa a due metri da terra. Per lei non c'è via d'uscita: non sa dove si trova, né cosa voglia quell'uomo che non le rivolge mai la parola. I giorni passano tra mille sofferenze. Con Alex Pierre Lemaitre dà vita a un thriller dalla costruzione magistrale, con atmosfere agghiaccianti, una storia assolutamente imprevedibile e con una protagonista femminile che non si può dimenticare.

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Alex 2016-01-30 21:55:06 alessio
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alessio Opinione inserita da alessio    30 Gennaio, 2016
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Ma chi è Alex?

ALEX

Ma cosa ci fa Alex rinchiusa in una gabbia dalle proporzioni troppo piccole per il suo corpo appesa a circa due metri di altezza e circondata da topi? Sicuramente il suo rapitore sa benissimo il perché di tanta sofferenza, dopo averla rapita e picchiata l'ha rinchiusa li dentro per vederla finalmente morire.

Ma chi è Alex veramente?Chi sono tutte quelle persone uccise?Perchè tanto odio?

Per scoprirlo vi invito assolutamente a leggere questo libro pieno di colpi di scena fino all’ultima pagina.

Per il commissario Camille Verhoeven risolvere questo caso non è certo una passeggiata, per lui le questioni dei rapimenti sopratutto di donne lo portano emotivamente al ricordo di sua moglie Irène, che non è riuscito a salvare dopo che uno squilibrato l’ha rapita e poi uccisa.
Quando il suo capo Le Guen gli chiede di sostituire provvisoriamente il collega per indagare su questo caso Camille è obbligato ad accettare,ma non è molto contento di essere coinvolto in questa faccenda, e ben presto si ritrova molto motivato a risolverla per poter porre rimedio alla sua coscienza dove in passato ha fallito con sua moglie .
Il libro mi è piaciuto molto, un thriller pieno di suspense e azione, ben strutturati i dialoghi, ben descritti i personaggi, le scene di crudeltà, i luoghi e le atmosfere che si creano intorno a questa storia, regalando una lettura molto scorrevole senza mai perdere il filo del discorso.
Per gli amanti del genere sicuramente questo libro potrà piacere, essendoci delle scene un po’ violente per le persone un po’sensibili forse è meglio orientarsi su un altro genere

Buona lettura.

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Alex 2015-12-18 04:10:12 valentina811
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valentina811 Opinione inserita da valentina811    18 Dicembre, 2015
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Meriterebbe molto più di 5 stelle!!


Peccato non si possano dare più di 5 stelle perchè Alex le meriterebbe!
L'ho letto a distanza di 8 mesi ,resta sempre un libro eccezionale per ritmo, scrittura e suspance.
Non si riesce a staccarsi se non si arriva all'ultima pagina!
Senza fare spoiler posso dire solo che Alex ti tocca nel profondo perchè è una bambina che nasce vittima e tale resterà sino ai 15 anni quando ormai tutto le è stato fatto!
ma lei non dimenticherà e per 15 anni penserà a come vendicarsi di tutti compresa madre e fratellastro. La fredda indifferenza della madre mi ha davvero sconvolto ,come pure il crudo cinismo del fratellastro.
Ma il piccolo commissario e i suoi assistenti scaveranno a fondo e finalmente ci sarà giustizia per Alex e per tutte le donne maltrattate e offese.
Nessuno crede alla piccola Alex,ne l'insegnante con cui tenta di confidarsi e neppure l'amica che sa solo approfittare della sua solitudine e paura.
Consiglio questo libro anche se crudo in certe parti appunto per questo,per guardare in faccia la realtà e cosa accade a tante persone che nella realtà non conosciamo.
Con il tempo Alex troverà la forza di affrancarsi da questo giogo e da qui in poi inizia il bellissimo romanzo di Pierre Lemaitre.
Consigliatissimo anche a chi non ama i thriller ,dato che Alex non è un vero e proprio thriller!

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Alex 2014-09-14 18:58:34 Vincenzo1972
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Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    14 Settembre, 2014
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Mai fidarsi delle apparenze...

Ottimo.. quando l'autore di un thriller riesce a spiazzare in questo modo il lettore, a mio parere, merita senza dubbio un giudizio a pieni voti.
Tanto più se la trama per nulla banale e scontata viene esposta con uno stile molto efficace nel mantenere sempre alta la tensione e soprattutto adeguato nella presentazione dei diversi personaggi del romanzo, la cui personalità è tratteggiata in modo essenziale, senza inutili divagazioni, ma completo e tale da renderli 'vivi' (o forse sarebbe meglio dire 'in carne ed ossa', perché non molti rimangono vivi a lungo...)
Ogni dettaglio ha la sua importanza e nessun particolare nel racconto è lasciato al caso.
Alex, la protagonista, ha diverse 'sfaccettature' (consentitemi il termine ma non è facile esprimere un giudizio su questo libro evitando di svelare aspetti importanti della storia), mille volti, mille nomi e tanto dolore alle spalle.
E' impressionante come il sentimento di chi legge verso Alex possa mutare progressivamente man mano che si procede verso il finale.
Parallelamente cambia anche la percezione del lettore verso la violenza e la brutalità delle 'torture' descritte: prima si prova ribrezzo per la crudeltà con cui Alex viene picchiata e rapita, quei calci e pugni nello stomaco si sentono e fanno male sulla propria pelle, poi tale violenza diventa quasi legittima, una giusta punizione si potrebbe pensare; segue un altro colpo di scena e la violenza diventa ancora una volta spregevole quando perpetrata senza alcun apparente motivo ed in modo 'seriale', per poi essere nuovamente giustificata se non addirittura condivisa: la violenza come unico mezzo per ottenere una giustizia insperata, per arrivare là dove la legge non potrebbe spingersi e per infliggere quella punizione che nessun tribunale potrebbe mai garantire.
Insomma, una violenza eccessiva ma non gratuita, non fine a se stessa... rientra nell'inganno costruito dall'autore.. mai fidarsi delle apparenze, mai giudicare a freddo, perché il ruolo di 'vittima e carnefice' si confondono e si intrecciano in una spirale di atrocità, tanto da non poter più distinguere l'uno dall'altro.
Almeno sino al finale, davvero magistrale.

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Uomini che odiano le donne
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Alex 2013-07-13 13:26:09 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    13 Luglio, 2013
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Beng : CREPA.

Sono nata bambina. Una bambina bruttina in realta’, viso insignificante, gambe storte, una magrezza ai limiti della denutrizione, balbettavo anche.
Poi sono cresciuta, tardi, piu’ tardi rispetto alle mie coetanee.
Una trasformazione incredibile, ora sono bella, molto bella.
Ho grandi occhi invitanti e uno sguardo sensuale, un viso conturbante.
Vogliamo parlare del mio corpo ? Non c’e’ bisogno di parlarne. Osservatemi.
Vedete, ho trent’anni e se un uomo mi guarda probabilmente non sara’ in grado di descrivermi dopo qualche ora, perchè il mio fascino e’ cosi’ spregiudicato e voluttuoso da creare confusione, smarrimento. Lui vuole disperatamente possedermi e la mia immagine svanisce.
Amo le parrucche : oggi bionda , domani rossa, dopodomani castana.
Vivo a Parigi, stasera e’ tardi ma preferisco camminare per rientrare a casa.
Un furgone bianco, un pugno potente tra le scapole, manca l’aria si puo’ morire per un pugno cosi’ ? Un colpo in pancia, vomito dal dolore, lui mi solleva per i capelli e sento il cuoio capelluto cedere, un calcio alle reni, mi chiude nel furgone.
Freddo, un magazzino buio, odore di fogna. Mi picchia ancora selvaggiamente, mi ordina di spogliarmi. Ho la vista appannata, il dolore e’ incontrollabile.
Una gabbia di legno grezzo che lacera la pelle, non ci si puo’ allungare, nemmeno stare seduti.
Un giorno per la paura. Due giorni per impazzire. Tre giorni per morire vivi.
Appesa a due metri da terra, mangime per cani. Ratti.
Qualcuno diceva : quando vedi un ratto, stai certo che intorno ce ne saranno almeno dieci.
Alex. Mi chiamo Alex.

Stile non all’altezza del libro, la coniugazione dei verbi all’inizio e’ veramente disarmante. Non scorretta, bruttina. Poi procedendo Lemaitre migliora ed anche la penna e’ piu’ godibile.
Ma questo thriller e’ talmente bello che non si puo’ che essere clementi sulla forma e benche’ di solito io ci stia attenta, qui cammin facendo si tende a dimenticarsene, tanto si e’ catalizzati dalla trama. Il ritmo incuriosisce ed incalza pagina dopo pagina, in un’escalation di colpi di scena che incollano al testo senza tregua. Era dai tempi in cui frequentavo Lisbeth Salander che non mi sentivo ribollire il sangue durante la lettura di un thriller. E poi alzarmi, inveire contro questo o quello abbandonandomi in benvenuti improperi, per inorridire senza silenzio.

“..per noi l’essenziale non e’ la verita’ , ma la giustizia, no ? “

Grazie a coloro che lo hanno recensito su questo sito, bellissimo romanzo, buona lettura.

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Alex 2013-03-21 16:26:00 Marta*
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Marta* Opinione inserita da Marta*    21 Marzo, 2013
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Il filo conduttore del libro è l'imprevedibilità

Questo è un thriller caratterizzato da un'atmosfera agghiacciante, con una storia imprevedibile ma anche commovente e una protagonista femminile che non si può dimenticare. Tiene incollati fino all'ultima pagina ed è ricco di colpi di scena!!
Il libro sembra diviso in tre parti ma nient'altro non sono che le fasi della vita di Alex: la prigionia, la fuga, il passato.
Alex, vittima e colpevole. Non si può comunque non simpatizzare per questa donna (soprattutto nella prima parte del libro) nonostante il suo lato oscuro ed instabile. Donna molto bella e molto oscura...
Alex inizialmente ci appare come la classica vittima di uno dei tanti "uomini che odiano le donne", ma mano a mano che l'indagine procede, emergono particolari sempre più inquietanti.
La verità alla quale pensiamo di essere pronti non è proprio dietro l'angolo. Tutto il racconto diventa una sorta di labirinto dal quale risulta difficile districarsi fino all'ultima pagina.

Oltre ad Alex l'altro personaggio principale, il comandante Camille Verhoeven, è fantastico. Suscita simpatia perchè sembra che dal basso del suo metro e quarantacinque "non essere all'altezza del caso", quando invece, nonostante il suo passato lo perseguiti, porta avanti questo caso con cocciutaggine fino a quando non è soddisfatto del risultato.
E' un thriller che ci aiuta a ripensare al sottile confine che esiste tra la vittima ed il suo carnefice. La fa da padrona l'imprevedibilità!!
Consigliatissimo!

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Alex 2013-01-19 19:36:16 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    19 Gennaio, 2013
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ALEX: VITTIMA E CARNEFICE

L’autore pone in essere un thriller veramente originale. I cambi repentini di prospettiva e scenario sono diversi ed eclatanti. Il lettore ne viene stupito.
Come dice il titolo stesso, ALEX è il nome della protagonista, giovane trentenne, carina sexy, single, indipendente. Un giorno come un altro la donna, viene rapita in strada, a poche decine di metri dalla sua abitazione. Un uomo corpulento la picchia e la trascina selvaggiamente a bordo di un furgone.
Alex viene imprigionata all’interno di una cassa con delle caratteristiche molto particolari. La struttura è composta da assi di legno assemblate in modo che vi sia una minima distanza tra le stesse. La ragazza non può stare in posizione eretta né seduta, né sdraiata. L’unica posizione che può assumere è quella rannicchiata. Alex passa le sue giornate raggomitolata, nuda, in questo “strumento di tortura” sollevato da terra, con a disposizione solo crocchette per animali e poca acqua, attorniata dai topi.
Piange, soffre,grida in preda al terrore e non smette di chiedere al proprio aguzzino perché l’abbia rapita.
L’unica frase che viene ripetuta dall’uomo è: “ Voglio vederti morire!”
A questo punto mi sono ritrovata totalmente soggiogata, dalla figura di questa donna sofferente che attende una morte orribile.
E INVECE NO!!
Non intendo svelare troppo sulla trama, ma la vittima, arriva a diventare ella stessa carnefice, prima di rientrare nel ruolo di vittima.
Mi è molto piaciuto anche tutto il gruppo investigativo che inizia le indagini, spicca la figura del comandante della Polizia Camille Verhoeven, uomo arguto, iroso, insofferente nei confronti di chi non prende seriamente in considerazione le sue opinioni, questo caratteraccio è sicuramente aiutato dall’avere un’altezza ben al di sotto della media ed un passato tragico.
La scrittura è scorrevole ed avvincente,libro che non annoia, che non dà indicazioni al lettore di intuire l’evolversi della vicenda, l’unico neo che sottolineo è che a quanto pare questo libro è il secondo di una trilogia, ma mi sembra di aver capito che per l’Italia è la prima uscita.

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Alex 2012-06-07 10:34:28 Viola03
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Viola03 Opinione inserita da Viola03    07 Giugno, 2012
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"ALEX"

Chiudo il libro, soddisfatta.
Ah, i francesi … Chissà perché riescono sempre a convincermi.
Poi “Alex” mi ha fatto tornare in mente la stupenda Jeanne Moreau nei panni di Julie Kohler ne “La sposa in nero” di Truffaut. Un altro francese, un’altra storia.

Questa, di storia, inizia con delle parrucche, quelle che Alex si sta provando poco prima di essere rapita, poi brutalmente picchiata e infine rinchiusa in una gabbia dove non riesce neanche a stare seduta.
Dove ogni movimento, ogni posizione causa dolore. Agonia.
Il cibo è pochissimo, l’acqua razionata. I muscoli gridano e la paura le offusca gli occhi e la mente.
Alex dapprima oscilla nel buio, poi capisce. Ogni cosa. Chi sia quell’uomo, perché l’ha rapita. Sa anche che la vuole morta. Ma niente serve, perché poi arrivano i topi. Ratti enormi che aspettano solo di gettarsi su di lei.

Nel frattempo, la fortuita testimonianza di un passante ha messo la polizia sulle tracce di questa donna che nessuno sembra conoscere né tantomeno reclamare.
Le indagini su questa sparizione senza capo né coda sono affidate al piccolo comandante Camille Verhoeven, un metro e quarantacinque di caratteraccio. Questo caso per lui è una vera tortura, sia perché non sa come muoversi, sia perché gli ricorda dolorosamente un altro rapimento, quello della moglie, che non ha più visto viva.
Verhoeven, nonostante il rifiuto iniziale, lotta per trovare la ragazza sconosciuta, perché salvando lei potrebbe forse perdonarsi di aver fallito con sua moglie.
E la pista, quella giusta, velocemente si delinea.
Cosa fare però, una volta che, trovato il rapitore e il luogo della prigionia, la vittima è misteriosamente scomparsa?

Il tarlo del sospetto scava nella testa di Verhoeven. La sconosciuta rapita sembra non esistere su nessun registro, per nessun familiare. Non esiste se non su delle foto scattate dal rapitore e in nomi falsi che ha lasciato dietro di sé. Uno scenario imprevedibile si profila davanti ai suoi occhi. E se fosse tutt’altro che la vittima che loro credono sia?

Un thriller particolare, insolito, con una trama dove i ruoli sono continuamente invertiti, lo stato d’animo muta continuamente, come cambiano le parrucche di Alex.
Leggiamo di lei e del piccolo Verhoeven, in questa storia che è in realtà un cammino verso la giustizia.
Una giustizia tutta umana che può trasformare le vittime in carnefici, e viceversa, all’infinito.
E lei, Alex, che crediamo di conoscere, perché la vediamo nuda ed imprigionata, perché sentiamo i suoi pensieri, i suoi dolori, perché ne scorgiamo le colpe, all’ultima pagina sa ancora stupire. Soprattutto restando impressa a lungo nei pensieri, anche una volta che si è chiuso il libro e lei è rimasta intrappolata tra le pagine.

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Alex 2012-01-30 13:42:51 rivendell
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rivendell Opinione inserita da rivendell    30 Gennaio, 2012
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Un thriller al vetriolo!

Periferia Parigina, una bella ragazza, nuda, in una cassa dalle dimensioni ridottissime che ricorda molto una "fillette" dell'epoca di Luigi XI (sul web trovate informazioni a riguardo di questa cassa)...il tutto appeso a due metri d'altezza con delle pantegane affamate che nulla hanno da spartire con il più famoso ratto Parigino di colore blu.
Dimenticavo che, prima di essere infilata nella cassa, la ragazza si è beccata una sonora dose di percosse!
Questo è l'inizio del libro, un bel thriller francese di uno scrittore che non conoscevo al suo esordio in Italia.
Posso anticiparvi solamente che la tanto decantata "fillette" ve la dimenticherete presto, pagina dopo pagina, per il susseguirsi degli eventi...eventi che rovesciano la storia più volte!
Qualunque anticipazione della storia dopo la "fillette" non ve la posso dare, sarebbe un delitto (restando in tema!) posso dire che alla base di questa c'è la "morale".
Quando un comportamento è "moralmente" giusto? Fare giustizia usando sistemi poco leciti è "moralmente" giusto?...Mah!?!
La domanda finale che si pongono il comandante Camille e il giudice è: "La giustizia è più importante della verità?"
La loro risposta non ve la dico, ma potete immaginarvela.
La domanda pone molti interrogativi dal punto di vista etico e morale, mi verrebbe voglia di dire: "Sì, è più importante la giustizia della verità"...ma la nostra coscienza come reagirà?

P.S. il cenno al vetriolo nel titolo non è puramente casuale...

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Thriller
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Alex 2011-12-18 11:07:21 LuigiDeRosa
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    18 Dicembre, 2011
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Che cos'è una fillette?

(...)di colpo Alex capisce.Non sono più solo i croccantini.Lo capisce quando vede la testa di un enorme ratto emergere dal bordo del cestino.Nel suo campo visivo,sul coperchio della gabbia,altre due sagome scure sfilano velocemente,accompagnate da quei fruscii che ha già sentito.Le sagome si fermano e infilano la testa fra le assi,proprio sopra di lei.Due ratti, ancora più grossi del primo,con occhietti neri e brillanti.Alex non riesce a trattenersi, urla da farsi scoppiare i polmoni.E' questo il motivo per cui l'uomo lascia i croccantini.
Non per nutrirla. Per attiraarli. Non sarà lui ad ucciderla...

Alex, la protagonista di questo thriller sconvolgente, è in una fillette (vergine) così Luigi XI chiamava questo terribile strumento di tortura formato da una gabbia che costringeva il condannato a rimanere accovacciato in un piccolo spazio fino a quando le giunture non collassavano saldandosi,i muscoli si atrofizzavano,si finiva per morire schiacciati dal proprio peso in mezzo alle proprie deiezioni,pazzi per il dolore. Chi ha imprigionato questa bella ragazza dalla vita apparentemente normale, ma soprattutto: finirà divorata dai topi?
A questa fine orribile la potrà sottrarre solo il commissario Camille Verhoeven ,un poliziotto fuori dal comune, per intelligenza e altezza,infatti capacità e intuito lo pongono al di sopra di tutti i suoi colleghi del commissariato parigino dove lavora, ma quanto ad altezza, non arriva al metro e quaranta.Comunque sia, si sà, anche a Parigi il vino buono stà nelle botti piccole.Il problema è che Camille dopo la terribile morte di Irène,sua moglie, rapita e uccisa da un pazzo, di indagini non vuol più sentir parlare.
Quando Le Guen , il suo capo, lo "costringe" a seguire questa intricatissima vicenda è per Irène che decide di accettare,ma bisogna fare presto, gli indizi per capire chi ha rapito e dove tiene la ragazza sono veramente pochi e i ratti hanno cominciato ad annusare il sangue che li accita maledettamente:fai presto Camille!

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