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Canto d'amore a mia madre Canto d'amore a mia madre

Canto d'amore a mia madre

Letteratura straniera

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«Vi chiederete senza dubbio cosa stia facendo nella camera di mia madre. Io, professore di Letteratura all’Università di Lovanio. Che non mi sono mai sposato. In attesa, con un libro in mano, che mia madre si ridesti. Una madre affaticata, sfinita, provata dalla vita e dai suoi imprevisti. La pelle di zigrino di Balzac è il titolo del libro. Una vecchia edizione, così consumata che l’inchiostro dei caratteri si è sbiadito. Mia madre non sa leggere. Avrebbe potuto scegliere qualsiasi altra opera. Chissà perché questa? Non lo so. Non l’ho mai saputo. Del resto, non lo sa nemmeno lei. Ma è questo il libro che mi chiede di leggerle quando si sente disposta ad ascoltare, quando ha bisogno di essere tranquillizzata, quando ha semplicemente voglia di godersi un po’ la vita. E la compagnia di suo figlio.» Di solito sono le madri che leggono ad alta voce ai propri figli piccoli. Qui è un figlio, adulto, che legge alla madre anziana. Che non sa leggere, ma che ha fatto di tutto perché lui potesse andare a scuola. Attraverso la lettura il figlio esprime l’amore, l’accudimento, la gratitudine per la propria madre. E al tempo stesso l’amore per la letteratura che è sempre, in qualunque circostanza, un ponte che collega mondi e persone. Un legame prezioso, consolatorio e salvifico.



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Canto d'amore a mia madre 2022-08-01 17:55:11 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    01 Agosto, 2022
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La madre

Rachid Benzine è uno scrittore marocchino cresciuto in Francia, oggi cinquantenne, docente, islamologo e rappresentante di spicco dell'Islam francofono.
Anche il protagonista di questa sua prima opera di narrativa, pubblicata in Italia dalla casa editrice milanese Corbaccio nella primavera del 2021, è di origini marocchine e il tema dell'immigrazione tra queste pagine, non a caso, ha il suo imprescindibile peso; i genitori, diversi decenni addietro, hanno lasciato Zagora, nel centro-sud del Paese maghrebino, a ridosso del deserto (l'autore, invece è nativo di Kenitra, lungo la costa atlantica settentrionale). Al pari di Benzine, inoltre, fa il professore; con i libri ha iniziato ad avere a che fare sin dalla più tenera età, quando il padre rincasava con massicce quantità di carta sotto forma di pubblicazioni varie, forse destinate al macero, che raccoglieva al lavoro. D’improvviso, la madre si ritrova vedova e deve così lavorare il doppio, a casa e fuori, per sbarcare il lunario, mandare a scuola i numerosi figli e offrire loro un’esistenza dignitosa.
E proprio tale figura materna, l’altra indiscutibile protagonista, viene posta al centro di questa bella e coinvolgente narrazione: una povera donna araba, purtroppo analfabeta, spesso in difficoltà a capire e a esprimersi in lingua francese (lo scenario di ambientazione non è la Francia, ma il Belgio), profondamente umile e di nessuna pretesa, generosa e altruista nonostante la vita con lei sia stata durissima. Malgrado le difficoltà di tipo linguistico incontrate nel Paese d’accoglienza, ama la musica e impara le canzoni interpretate da artisti dell’epoca; con l’avanzare dell’età si appassiona, sorprendentemente, anche alla letteratura, in particolare a un romanzo ottocentesco che il professore, il solo a occuparsi di lei in quanto l’unico a non aver creato una propria famiglia mentre gli altri fratelli hanno tutti abbandonato il nido già in passato, inizia a un certo punto a leggerle regolarmente. Un appuntamento fisso, questo con la lettura ad alta voce, al quale l’anziana donna non sa rinunciare e che il figlio non se la sente di negarle.

«La pelle di zigrino di Balzac è il titolo del libro. Una vecchia edizione, così consumata che l’inchiostro dei caratteri si è sbiadito. Mia madre non sa leggere. Avrebbe potuto scegliere qualsiasi altra opera. Chissà perché questa? Non lo so. Non l’ho mai saputo. Del resto, non lo sa nemmeno lei.»

Più che un romanzo, un lungo racconto “toccante – secondo il giudizio di Le Monde – e pieno di dolcezza”. Un vero e proprio canto d’amore, da parte di un figlio ormai adulto, nei confronti di una madre che, seppur analfabeta, si è rimboccata le maniche per dare a lui l’opportunità di studiare e vivere di letteratura. Un libro che regala un’ottima lettura, decisamente scorrevole grazie a una prosa molto bella, in cui l’io narrante cattura fin dalla prima pagina, e carica di riflessioni che alla fin fine, al di là della vicenda narrata, riguardano un po’ tutti; inaspettato, poi, e degno di nota il piccolo “scherzo” giocato in conclusione al lettore che sembra essere un invito a non sprecare e ad assaporare ogni singolo istante del tempo – non infinito, ahinoi! - a nostra disposizione
Una piacevole scoperta, per me, questa di Benzine, autore interessante la cui conoscenza è senza dubbio da approfondire!

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Canto d'amore a mia madre 2021-06-04 12:53:25 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    04 Giugno, 2021
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Implosione totale

Piccolo libro di una delicatezza straordinaria, che smuove dentro e commuove fuori. Un giovane uomo, figlio, si prende cura della propria madre per anni. La accudisce e le legge il suo libro preferito, “La pelle di zigrino” di Balzac. Da ogni attimo scandito emerge l’importanza di ogni attimo, che noi, abituati ad averle vicino, a sentirle borbottare, sottovalutiamo, per poi scoprire che la mancanza di questi attimi, quando loro non ci sono più lasciando solo silenzio, genera uragani interiori. Quando succederà a me, per lei e per lui, so che sarà un’implosione totale. Ci penso e piango. Per questo quando ho letto, in un soffio, queste pagine, ho capito. Sto metabolizzando l’importanza di fare di ogni momento un’eternità, perché la mia più grande ricchezza in questa vita e forse la mia unica e sola missione, è essere stata figlia ed averli potuti amare. Anche se non glielo dico mai come vorrei.

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