Livelli di vita Livelli di vita

Livelli di vita

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice

Nell'ultima parte di questo memoir, Julian Barnes racconta i cinque anni successivi alla morte della moglie, l'agente letteraria Pat Kavanagh, scomparsa improvvisamente nel 2008. Barnes s'immerge negli abissi del lutto e del ricordo per riprendersi ciò che è suo. E il libro nel suo complesso è soprattutto e continuativamente questo: un baluardo, coinvolgente ed emozionante, ma mai retorico, di memoria, intesa come la sola vita degna di essere vissuta dopo la rottura del legame più importante. Perché è solo nel ricordo che la dissoluzione risulta impossibile a dispetto del tempo, dei livelli e della fine.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0  (1)
Contenuto 
 
5.0  (1)
Piacevolezza 
 
4.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Livelli di vita 2014-10-03 20:13:22 mia77
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
mia77 Opinione inserita da mia77    03 Ottobre, 2014
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Livelli di vita di Julian Barnes

Finalmente un libro adatto anche ai palati più raffinati, che potranno cimentarsi con qualcosa di particolare e sopraffino, per poter riflettere e interpretare la realtà in un modo nuovo.
È un romanzo suddiviso in tre parti, tutte con titoli molto evocativi:
"Il peccato dell'altezza: è la parte che mi è piaciuta meno, perché è una sorta di resoconto storico su dei "nuovi Argonauti", che volando sulla mongolfiera cedono al peccato dell'altezza sfidando gli dei, finché sono costretti a tornare sulla terra e a fare i conti con il "piano orizzontale" al quale tutti noi siamo destinati. Questa parte è una metafora del nostro desiderio di staccarci dalla terra per esplorare orizzonti diversi, più alti, pur essendo destinati a farvi ritorno. La copertina del romanzo vede raffigurata questa mongolfiera con il suo movimento ascensionale che tende verso l'alto, che vuole rappresentare anche l’idillio tra un uomo e una donna. Perché l'amore, come il volo, ci innalza dalla nostra natura terragna, permettendoci di raggiungere vette altissime, anche se c'è sempre una zavorra che tende a riportarci a terra.
La seconda parte si intitola "Con i piedi per terra" e vorrei parlarne semplicemente citandone uno stralcio emblematico: "Siamo creature destinate al piano orizzontale, a vivere con i pedi per terra, eppure - e perciò - aspiriamo a elevarci. Da spettatori terragni quali siamo, qualche volta ci è dato di raggiungere gli dèi. Alcuni di noi lo fanno attraverso l'arte, altri con la religione; nove su dieci con l'amore. Ma se è vero che possiamo elevarci, allo stesso modo rischiamo di precipitare. Non sono molti gli atterraggi morbidi... Ogni storia d'amore è potenzialmente anche storia di sofferenza";
La terza, parte, intitolata "Perdita di profondità" è la più piena di tutto: del grande amore dell'autore per la moglie scomparsa improvvisamente per un cancro fulminante, del grande dolore per la sua perdita, della Sehnsucht (nessuna lingua è piena e completa come il tedesco), cioè lo struggimento, il desiderio inconsolabile per qualcuno che non abbiamo più, la nostalgia profonda per la mancanza della persona più importante della nostra vita. Inizialmente l'autore, subito dopo il lutto, fissa il suo sguardo sul dolore, sulla mancanza, sulla morte, nominandoli in modo da non perdere il ricordo della moglie (che diverrebbe una seconda perdita, dopo quella della moglie stessa). Il suo tentativo di tenerla ancora un po' in vita, continuando a parlarle, a credere nella sua presenza anche nella sua assenza, nella speranza che la verticalità del suo dolore, un giorno, divenga un dolore più orizzontale e smorzato (anche se consapevole che la propria vita non potrà più essere la stessa), fino al momento in cui, avendola interiorizzata, non ha più un bisogno continuo di nominarla.
Questo romanzo è un'analisi del dolore, ma credo sia anche un tributo alla moglie scomparsa; infatti l'autore dice di aver rinunciato al suicidio, perché in questo modo lei sarebbe morta per la seconda volta.
Il percorso dell'autore può ricalcare le orme di Orfeo, che scende negli Inferi, nei sotterranei della memoria e del sogno, per riportare in vita la sua Euridice; ma senza le illusioni che il mito concede, perché Barnes è completamente agnostico (per lui la morte "è solo l'universo che fa il suo mestiere"). E, come Orfeo, anche lui sceglierebbe di “perdere un mondo per uno sguardo”, girarsi è inevitabile.
Quella del volo, quindi, è anche una stupenda metafora dell'amore: prendere il volo in due, finché un giorno, si precipita, perché uno dei due muore e l'altro resta solo.
"Metti insieme due cose che insieme non sono mai state. E il mondo cambia".
L’incipit è a dir poco meraviglioso e ci apre a una dimensione fantastica, che può coincidere con il livello più alto della vita.
Bello, lo consiglio!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

In tua assenza
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La banda dei colpevoli
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La mappa nera
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La quarta profezia
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vita paga il sabato
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (2)
Obscuritas
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli avversari
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Le sorelle Lacroix
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultimo figlio
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Questo post è stato rimosso
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
I killeri non vanno in pensione
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Voci in fuga
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri

Chiamate la levatrice
Un pollastro a Hollywood
Fuga da Bisanzio
Operatori e cose
Voglio sappiate che ci siamo ancora
Niente paura
Greenlights
Ad occhi aperti
Un'autobiografia involontaria
La mia vita con i gatti
Sotto la falce
L'isola in via degli uccelli
La famiglia grande
Il nipote di Wittgenstein
Dove le ragioni finiscono
Yoga