Narrativa straniera Romanzi storici Quando cadono gli angeli
 

Quando cadono gli angeli Quando cadono gli angeli

Quando cadono gli angeli

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Straordinario ritratto di un’epoca in cui le prime automobili sostituiscono i cavalli e l’elettricità soppianta l’illuminazione a gas, Quando cadono gli angeli ci riporta ai sogni e alle disillusioni della breve e dorata stagione edoardiana attraverso le accorate vicende di due famiglie che, contro la stessa volontà dei protagonisti, sono ineluttabilmente destinate a incrociarsi.



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Quando cadono gli angeli 2015-05-22 19:26:02 BeaBonheur
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BeaBonheur Opinione inserita da BeaBonheur    22 Mag, 2015
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angeli come stelle cadenti

Quando cadono gli angeli è un curato affresco della società edoardiana, ma in particolare del retaggio che l'era vittoriana, data la sua forza, ha lasciato nella società inglese di inizi '900.
La storia attraversa il cammino di due famiglie, i Coleman e i Waterhouse, tramite un'intervallare dei racconti dei suoi appartenenti. Ne esce fuori il racconto di una morale estremamente indottrinata, talvolta assurda, essenzialmente superficiale nell'ossessiva cura della forma e dell'apparenza, del dettaglio effimero, e come ogni facciata che si rispetti, nasconde dietro talvolta un grande vuoto di sostanza. Spesso causa di gesti crudeli dettati dal retta osservanza di un dovere "giusto" perchè imposto, dettato dall'ignoranza del "dover essere".
Le due famiglie sono specchio di questi due spaccati, ognuno portato all'estremo nel limite delle conseguenze. Il racconto ci vuole mostrare quanto ognuno di questi opposti possa creare irrazionalità e drammi, perchè ogni cambiamento che si rispetti deve essere in grado di integrarsi con il rispetto dell'attuale. Una forte voglia di evasione incontrollata per quanto nuova e improvvisa, e quindi ingestibile, capace di generare risvolti inattesi...come quando si da una pistola carica in mano ad un bambino.
In particolare troviamo due principali esistenze che danno vita ad ognuno dei fatti della storia: quella di Maude Coleman, brillante e pacata bambina simbolo della ragionevolezza e della bontà d'animo, e la sua amica del cuore Lavinia Waterhouse, essere particolare, astuto, incarnazione dell'assurdità delle formalità in particolare perchè nutrite da una bambina.
Senza quest'incontro nulla di ciò che accade sarebbe mai potuto essere.

Credo che l'intento dell'autrice sia stato quello di portar alla luce un'epoca così importante per l'Inghilterra e così piena di contraddizioni: la società vede e risente di un'enorme frattura. Circola quel parallelismo tra l'eredità di una coscienza radicalmente rigorosa e rigida, in tutte le sue assurdità, e al suo opposto, l'influenza del mondo che cambia, la quale sembra ineluttabilmente colpire quelle coscienze più aperte che si adeguano allo scorrere dei tempi.
Grandi contrasti e grandi contraddizioni. Grandi tradizioni e grandi cambiamenti. Un'epoca in cui CADONO GLI ANGELI, in cui, come segni premonitori e segnali, le certezza del passato cedessero e cadessero come angeli o come stelle.
Ritroviamo una Chevalier fedele a sé stessa, in una scrittura lenta, che non è tediosità ma voluta cura del dettaglio, e la solita delicatezza che sembra distinguere la sua poetica. L'attenzione alle sfaccettature del particolare e alla descrittività minuziosa emerge anche da una scelta stilistica: il romanzo è suddiviso in brevi capitoli, ognuno incentrato su un singolo avvenimento, più o meno importante ma che come un tassello assume grande significatività di dettaglio che costruisce la storia; ognuno di tali eventi viene vagliato tramite i punti di vista dei diversi personaggi che l'hanno vissuto, creando un ventaglio di prospettive curioso ed interessante. Questo dato consente di dar voce alle morali e di dedicare la meritata importanza che ogni evento possiede in sé, il quale è descritto da un io narrante con il suo linguaggio, i suoi pensieri, i suoi valori, e, di nuovo, la sua morale.
Ed è questa morale che ritorna sempre, secondo me il fulcro dell'intera narrazione ed elemento che da senso a tutta la storia.

Come negli altri romanzi, Tracy Chevalier dipinge un mondo dalle mille sfaccettature e ne porta a galla luci e ombre con quella delicatezza e cura unici nel suo genere.
Adoro l'attenta descrizione, la lentezza voluta in quanto senso di giustizia alla storia. Ognuna di esse merita di essere approfondita e nulla dovrebbe esser lasciato al caso, ma curato nella sua significatività e valore intrinseco. Questa è la lezione che l'autrice di dona.

Consiglierei la lettura a coloro che amano le storie introspettive e raffinate, curate nella loro storicità come affreschi di epoche che solo così possiamo conoscere.

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A chi trova affascinanti i cambiamenti del tempo, a tutti coloro che ama gli affreschi storici e la descrizione che ha un che di ottocentesco.
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Quando cadono gli angeli 2014-08-29 10:26:13 LittleDorrit
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LittleDorrit Opinione inserita da LittleDorrit    29 Agosto, 2014
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Una Chevalier atipica e decisamente suffragetta

Subito dopo la morte della regina Vittoria, avvenuta il 22 gennaio del 1901, la società inglese si apriva al rinnovamento con l'ascesa al trono di Edoardo VII e si dava l'avvio a quello che tutti inquadrano come "periodo edoardiano".
È un lasso di tempo relativamente breve, che va dal 1901 al 1910 (il tempo stesso del romanzo) ma ricco di stimoli e accadimenti.
Il movimento per il suffragio femminile, con alla testa Emmeline Pankhurst, iniziava ad imporsi pur scandalizzando l'opinione pubblica, e il piedistallo su cui era collocata la boriosa aristocrazia dai mille privilegi iniziava a traballare seriamente.
A Londra, un solo posto manteneva intatto decoro, equilibrio e un forte legame col passato: il cimitero di Highgate.
In questo luogo ovattato, umido, sacro e profano insieme, due bambine, Maude e Lavinia appartenenti a famiglie molto diverse tra loro, si incontrano e stringono un legame d'amicizia che le accompagnerà negli anni del passaggio dall'infanzia alla giovinezza.
Maude, è l'unica figlia di Kitty e Richard Coleman.
I Coleman, famiglia facoltosa, incarnano bene, col loro stile di vita alternativo e un'apertura mentale da fare invidia al nostro secolo, la modernità, l'ala progressista della società inglese.
Kitty è il perno del romanzo, è una moglie insoddisfatta, una madre distratta, una donna irrequieta in perenne ricerca di un'identità che trova solo abbracciando la causa delle suffragette, alla quale si abbandona totalmente trascurando tutto il resto.
Richard, invece, è un uomo moderato, un marito prevedibile, che si fa scudo della sua falsa integrità morale ma vuole solo compiacere e farsi apprezzare dalla moglie indifferente.
Una sfida, questa, che non vincerà mai.
Lavinia, è bella ed è figlia di Gertrude e Albert Waterhouse nonché sorella della piccola Ivy May.
I Waterhouse, occupano un gradino al di sotto dei Coleman nella scala sociale; parenti del famoso pittore preraffaellita, in essi l'ala conservatrice, la tradizione, il moralismo vittoriano, vengono ben rappresentati.
Gertrude è rigida, scruta il mondo con occhi severi, elargisce consigli ed emette giudizi.
È molto lontana da Kitty.
Anni luce.
L'amicizia delle due bambine metterà in risalto vari contrasti tra personaggi e situazioni e porterà al lettore una visione chiara e dettagliata di quella che era la vita nei diversi strati sociali.
A sorvegliare e accompagnare le bambine fin dal loro primo incontro, sarà la presenza intervallata di Simon, voce fuori dal coro, un piccolo, impertinente becchino che, insieme al padre, scava fosse ad Highgate.
Nella storia, insieme alla cameriera Jenny e alla cuoca Mrs Baker, il ragazzino ci lascia osservare la vita dello strato sociale più basso.
Questo è un romanzo storico a tutto tondo ma anche un romanzo fortemente introspettivo, che non si avvale di una vera e propria trama o di un percorso ben elaborato dallo scopo premeditato.
Attraverso i brevi punti di vista di ogni personaggio che fungono anche da capitoli, si ripercorre un pezzo di storia del paese sbirciando nel quotidiano e nell'intimità di donne, uomini e bambini che nascondono i propri segreti, i tradimenti, le angosce, le paranoie e i colpi di testa ma che restano pur sempre impegnati a tenersi a galla nel mare nero del proprio inesorabile destino.
Tracy Chevalier è abile; non tralascia nulla; si documenta e si cala nella parte e poi, con quell'eleganza che da sempre la contraddistingue, scrive pagine fluide mettendo in risalto dettagli preziosi.
Questo è un romanzo che potrebbe non piacere, che potrebbe sviare dall'idea stessa di romanzo.
È la voce di una scrittrice totalmente diversa da come siamo abituate a conoscerla ma che si fa leggere con avidità e con bruciante aspettativa.
Bisogna vivere questo romanzo al fianco di Kitty. Sarà un viaggio a tratti incompleto, velatamente passionale, fortemente drammatico e pesantemente apatico ma sicuramente intenso, singolare, inquieto. Come Kitty.
Come quelle che guardano oltre.
Buona lettura.

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Quando cadono gli angeli 2013-11-16 14:51:03 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    16 Novembre, 2013
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Quando cadono gli angeli

"E' molto strano che una figlia con una madre che non la degna di uno sguardo venga su così bene, mentre mia figlia, che riceve tutte le attenzioni di questo mondo, è sempre scostante e presuntuosa."
Questo libro racconta la storia d'amicizia di due ragazzine, Maude e Lavinia, che si sono conosciute al cimitero perchè hanno le loro tombe di famiglia vicine. Una appartiene ad una famiglia abbiente, ha una madre frivola e poco presente, non ha né fratelli né sorelle, una nonna insopportabile ed un padre con il quale condivide l'amore per le costellazioni e i pianeti (Maude). L'altra appartiene ad una famiglia borghese, ha una madre apprensiva e ansiosa, ha una sorellina Ivy May ed un padre molto molto accondiscendente, che conta poco o nulla nelle decisioni che contano (Lavinia). Simon diventerà a sua volta l'amico comune di entrambe le ragazzine con le quali nel corso della storia condividerà complicità e segreti.
Il racconto si svolge a Londra nell'età edoardiana, l'autrice del libro come sappiamo è bravissima nel ricreare atmosfere e ambienti storici, tocca molti argomenti: il movimento delle suffragette, il primo tentativo da parte della donna di affermarsi all'interno di una società chiusa e ottusa, il problema della cremazione considerato un atto grave da accettare in quanto peccato a fini religiosi, l'aborto, la scelta di liberarsi di bambini indesiderati perché compromettenti all'interno della famiglia o perché non si è in grado di sfamarli e di molto altro ancora.
Un libro con una storia complessa, scritto in maniera ottima da una delle mie autrici preferite che non mi delude mai.

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Quando cadono gli angeli 2011-10-11 11:14:04 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    11 Ottobre, 2011
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Storie di due famiglie

Non è un capolavoro come "La ragazza con l'orecchino di perla" nè deludente come "La vergine azzurra", però questo libro mi è veramente piaciuto e ha contribuito a far entrare definitivamente la bravissima Tracy Chevalier nella lista delle mie scrittrici preferite. Perchè la capacità di questa donna di descrivere le epoche passate e i personaggi (ben caratterizzati) che vivono in esse è a dir poco splendida.
Assistiamo alla storia di due famiglie nell'Inghilerra agli inizi del Novecento, subito dopo la morte della regina Vittoria: i Coleman e i Waterhouse. Ed è in un cimitero (vero e proprio co-protagonista della storia) che s'incontrano Maude Coleman e Lavinia Waterhouse, due bambine molto diverse tra loro, ma che stringono immediatamente amicizia diventando inseparabili amiche del cuore.
Nonostante il forte legame tra le due bimbe, le loro rispettive famiglie non provano la medesima simpatia tra essi: troppo diversi tra loro. Per cui si limitano a qualche parola o gesto di circostanza, ma non ostacolano affatto il rapporto tra Maude e Lavinia.
La trama non è complessa, ma è assai articolata e narrata dal punto di vista di ogni membro dei Coleman, dei Waterhouse e dei loro rispettivi conoscenti, amici e domestici. Uno stile di narrazione sicuramente complicato, ma perfettamente riuscito, tanto che i vari punti di vista di ognuno di essi rendono la storia ancora più piacevole. Si snodano così tanti ed interessanti eventi: sofferenze, tradimenti, infelicità, scandali, segreti incofessabili con l'aggiunta della lotta delle suffragette inglesi guidate da Emmeline Pankhurst.
Il personaggio che ho trovato più enigmatico e interessante del romanzo è senza dubbio Kitty Coleman: una donna infelice della propria condizione sociale e familiare, diversa e anticonformista rispetto alle donne del suo tempo, tanto che, pur di ottenere quella felicità che desidera tanto, non esita a deteriorare i rapporti tra sua figlia e il resto di quello che prima era la sua vita (ed è proprio quest'aspetto del suo carattere che me l'ha resa odiosa)...
Consigliato agli appassionati di romanzi storici, in particolare a quelli di questa fantastica autrice.

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