Poesia Poesia straniera La verità, vi prego, sull'amore
 

La verità, vi prego, sull'amore La verità, vi prego, sull'amore

La verità, vi prego, sull'amore

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"I temi di queste poesie sono l'amore e la disonestà, i due poli tra i quali ci siamo trovati a soggiornare nel nostro secolo, pronti a gloriarci della loro occasionale divergenza ma bravissimi, anche quando siamo sfortunati, a conciliarli fra loro, a fonderli insieme. Ci sono buone ragioni se i versi del poeta oscillano tra la più intensa tenerezza e parossismi di indifferenza, e se da queste oscillazioni nasce uno stridente lirismo che non ha precedenti". Così scrive Iosif Brodskij presentando queste dieci poesie di W. H. Auden, composte negli anni Trenta.

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La verità, vi prego, sull'amore 2016-05-09 07:27:01 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    09 Mag, 2016
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Poesia e Disincanto

Nato a York, in Inghilterra, il 21 febbraio 1907 da padre medico e insegnante e madre infermiera, Wystan Hugh Auden, poeta conosciuto principalmente per la raccolta intitolata “Collected Poems”, dopo gli studi ad Oxford visse per un anno a Berlino e al suo ritorno in Inghilterra fu assunto come maestro elementare, professione che portò avanti per 5 anni ovvero tra i 1930 e il 1935. A partire da tale data si guadagnò da vivere come letterato, inizialmente preparando commenti per film documentari e successivamente raccogliendo in volume le esperienze dei suoi viaggi in Islanda e Cina. Alla fine degli anni ’30 si trasferì a New York, dove dal 1941 al 1945 si dedicò all’insegnamento nelle università per tornare all’attività di libero scrittore soltanto al termine di questo periodo; e nel 1946 divenne cittadino americano. Gli anni che seguirono lo videro soggiornare in Europa, prima ad Ischia e ancora in Austria. Solanto nel 1972 lasciò definitivamente New York per rientrare a Oxford. Morì a Vienna il 29 settembre 1973.
Le poesie presenti in questa raccolta furono composte tra il 1932 e il 1939 e molte furono scritte per la musica di Benjamin Britten e per l’interpretazione del soprano Hedli Aderson. Nonostante siano state redatte a cavallo tra le guerre la sensazione imminente nella lettura è quella della premonizione, è infatti chiaro dalle parole di disillusione del poeta che già nell’aria erano presenti le basi per il nuovo conflitto che si sarebbe intavolato da lì a pochi anni. I temi trattati sono molteplici e vanno dall’amore alla disonestà mediante un linguaggio che rasenta intensa tenerezza a parossismi di indifferenza. Sono versi che non lasciano illusioni né a chi ama, né a chi è amato. Sono tragiche ma anche ironiche, seducono e temprano al tempo stesso. Entrano dentro e scuotono l’anima.
Stilisticamente mantengono una forma tradizionale ovvero sono versioni moderne della folk ballad (ballata popolare) e si avvalgono di un timbro tagliente e da asciutta precisione nelle loro immagini e nella semplicità di dizione. L’opera è munita di testo a fronte, potete dunque leggere le parole di Auden anche in lingua originale; e francamente, ve lo consiglio.

”Sospiri per follie compiute e dette
attorcono i nostri angusti giorni,
ma devo benedire e celebrare
che tu, mio cigno, avendo
tutti i doni che Natura
impulsiva ha dato al cigno,
la maestà e l’orgoglio,
vi aggiungessi ieri notte
il tuo amore volontario”
da “Canzone”, pag. 25

“Anima e corpo non hanno confini:
agli amanti che giacciono sul suo
tollerante declivio incantato
in preda al deliquio ricorrente,
solenne la visione manda Venere
di soprannaturale armonia
di universale amore e speranza;
mentre un’astratta intuizione acccende,
in mezzo ai ghiacciai e tra le rupi,
dell’eremita l’estasi carnale”.
Da “Ninnananna” pag. 45

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