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Preghiera del mare Preghiera del mare

Preghiera del mare

Letteratura straniera

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"Mio caro Marwan...". È l'inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano "lingue che non conosciamo". I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa dove "nessuno ci ha invitato", dove chi la abita "ci ha detto di portare altrove le nostre disgrazie". Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente. Questa lettera è un grande atto d'amore e nelle parole che la compongono c'è la vita. Speranze e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.

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Preghiera del mare 2019-04-14 16:44:16 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    14 Aprile, 2019
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La tragedia che ha il volto di tutti e di nessuno

È il 2 Settembre 2015, siamo sulla spiaggia turca di Bodrum: l’istantanea di Alan Kurdi, il piccolo profugo siriano di tre anni riverso senza vita sul bagnasciuga, sta facendo il giro del mondo.
Un’immagine fortissima, devastante, dalla quale Khaled Hosseini parte per vestire i panni di un padre senza nome, vedovo e protagonista di questa tragedia, che scrive un monologo dedicato al suo piccolo Marwan: un tributo accorato, tanto breve quanto intenso, privo di retorica e di espliciti riferimenti politici, che scava nella singolarità dell’Io, nell’esistenzialismo e che tocca persino la filologia, accompagnato dalle delicate e dolcissime illustrazioni dell’artista londinese Dan Williams e destinato a scuotere in modo vigoroso l’onestà intellettuale di ciascuno di noi.

Si parte dalla meravigliosa e toccante introduzione di Saviano, nella quale ci ricorda che '… la storia, oggi, ci chiede una prova di coraggio, ci chiede di mostrare che siamo in grado di meritare ciò che stiamo vivendo.’, per poi passare alle reminiscenze di Homs, città siriana in cui abitava la famiglia di Marwan e dalla quale il padre di quest'ultimo rievoca i belati delle capre, il profumo del kibbeh fritto, il rumore delle pentole in cucina sin dall'alba, i campi costellati di papaveri e il sibilo carezzevole del vento. Suoni sereni e ovattati, colori vivaci e allegri che, ben presto, vengono rimpiazzati dai crateri delle esplosioni, dalla fame, dal sangue rosso scarlatto e dai funerali.
Un brusco risveglio, che i raggi del sole tentano vanamente di addolcire baciando labilmente le poche macerie rimaste in piedi e che lascia ai sopravvissuti solo un senso di smarrimento e impotenza. L’ultima carta da giocare per vivere un futuro diverso da quello già scritto è il Viaggio della speranza alla ricerca di una nuova casa: e così, nella notte della partenza, il padre di Marwan guarda il figlio mentre dorme sulla spiaggia illuminato dal chiarore della luna e gli prende la mano, promettendogli che non gli accadrà nulla di male e pregando le onde del mare e il Fato affinchè non siano sordi di fronte al loro desiderio di normalità.

Un quadro pulito e pieno di sincero calore che raffigura volti affaticati sussurranti aneliti di pace a fior di labbra, mentre la Storia contemporanea, negazionista e ostile, sbarra strade, chiude porti, gira le spalle al prossimo in difficoltà e 'ci ha detto di portare altrove le nostre disgrazie'.

Un quadro da ammirare e basta, mentre il brano ‘Immi Ruah’ di Renato Zero in sottofondo riempie il silenzio.

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'E l'eco rispose', dello stesso autore;

'Non dirmi che hai paura' e 'Il grande futuro', entrambi di Giuseppe Catozzella.
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Preghiera del mare 2018-12-24 05:35:43 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    24 Dicembre, 2018
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La fiducia che riponi in me mi strazia

Nella prefazione Roberto Saviano pone l’accento sulla capacità di un padre di rassicurare il proprio figlioletto (“Dammi la mano. Non ti succederà niente di male”).

Nella preghiera di Hosseini – idealmente recitata dal padre per propiziare la speranza per se stesso e per il figlio (“La fiducia che riponi in me mi strazia”) - si accalcano i ricordi di un passato felice, interrotto da eventi nefasti, e l’angoscia per la partenza imminente (“Pensare a quanto è profondo il mare, a quanto è vasto e indifferente”).

Le illustrazioni di Dan Williams sono la vera sorpresa di un libro che si legge in cinque minuti, salvo appunto indugiare sulle immagini.

Giudizio finale: commovente, a tratti straziante, poetico.

Buon Natale q-amici!

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Preghiera del mare 2018-11-27 07:34:06 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    27 Novembre, 2018
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Pennellate di poesia

Piccolo libro che di fatto è una poesia, arricchita da illustrazioni in acquerello che, anche da sole, parlano, vibrano. E’ un inno all’amore verso un figlio che si cerca di proteggere ad ogni costo, anche se ci si sente incapaci di questo. E’ stato ispirato dal pericolo dei naufragi in mare a cui sono esposti i migranti. Ed in una manciata di pagine c’è tutto il loro mondo di sofferenza, di speranza, di vita e di morte. Questo mare, profondo, vasto, indifferente, che separa il loro ieri dal loro domani o dal loro mai più. Va letto, da tutti. Per capire, visto che non basta sentire queste storie tutti i giorni per capire. Va guardato, perché queste pagine sono pennellate di poesia.

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