Poesia Poesia straniera Venti poesie d'amore e una canzone disperata
 

Venti poesie d'amore e una canzone disperata Venti poesie d'amore e una canzone disperata

Venti poesie d'amore e una canzone disperata


Pubblicate nel 1924, le Venti poesie d'amore rappresentano uno dei libri di maggior rilievo di tutta la poesia di Neruda. Curatore dell'opera Giuseppe Bellini.

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Venti poesie d'amore e una canzone disperata 2015-02-19 21:09:11 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    19 Febbraio, 2015
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Profondamente colpita

Un Pablo Neruda ventenne ci dona nel 1924 una raccolta di poesie che parlano dell'amore.

Non un amore qualsiasi, un amore tormentato, malinconico e straziante.

Non sono una grande appassionata di poesia, ho iniziato a leggere questa piccola raccolta e ne sono stata subito travolta. Verso dopo verso Neruda ha toccato una parte di me che non mi aspettavo.

La raccolta oltre alle venti poesie d'amore, raccoglie anche una canzone disperata. Le poesia sono presenti anche nella versione originale.

Per apprezzarle fino in fondo, le ho lette ad alta voce ed è una cosa che consiglio a chiunque pensi di leggerle.

Vi lascio qualche verso preso qua e la:

"Perché tu mi oda
le mie parole
a volte si assottigliano
come le orme dei gabbiani sulle spiagge"

"Sono il disperato, la parola senza eco,
colui che tutto perse, e colui che tutto ebbe"

"Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi."

"Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini."

Lo consiglio a tutti, anche a chi non apprezza molto la poesia.

Buona lettura!!!

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Venti poesie d'amore e una canzone disperata 2012-09-25 10:29:47 pinco
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pinco Opinione inserita da pinco    25 Settembre, 2012
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Poesie salate

Prendo in mano il libro. Lo apro.
Che strano. Le pagine non frusciano.
Fanno un rumore di risacca...
L'odore non è quello dell'inchiostro.
E' salmastro...
E sulle dita, piccoli cristalli di sale...
No, non è un libro magico.
Sono le parole.
Sublimi

"...Perché tu possa ascoltarmi,
le mie parole si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia..."

Che ti sommergono in un mare sensuale

"...Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono..."

Per poi ributtarti a riva

"...Chino sulle sere, lancio le mie reti tristi
nei tuoi occhi oceanici..."

Sferzandoti come vento di tempesta

"...Sto segnando da tempo con croci di fuoco
l'atlante bianco del tuo corpo..."

E accarezzandoti come brezza lieve

"...Mi piaci quando taci perché sei come assente..."

Dolcemente

"...Voglio fare con te
quello che la primavera fa con i ciliegi..."

Sfociando alfine in una canzone disperata

"...E' ora di partire. Oh abbandonato!"

Scritto e pubblicato nel 1924 da un ventenne Neruda, "Venti poesie d'amore e una canzone disperata" spalanca al mondo la prorompente e sensuale poesia dell'autore cileno. Le sue dense metafore, l'intreccio di corpi e natura, la passionalità carnale e eccelsa contraddistinguono questo poeta, attivista politico e Premio Nobel.

Chiudo il libro e lo ripongo, mentre piccoli granelli di sabbia rimangono tra i capelli...

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