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1984 di George Orwell
 
1984 di George Orwell 2014-07-18 00:05:31 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    18 Luglio, 2014
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Annientamento dell’individuo e della sua umanità

Cosa ci rende umani? Il libero arbitrio? La libertà di pensiero e di vivere una vita privata? L’amore?
Tutto questo nell'anno 1984 di Orwell non esiste. Non vi è libero arbitrio all’interno del Partito. Appartieni ad esso e ai suoi statuti, ai quali non puoi che assoggettarti, non v’è altra scelta. Non sei libero di pensare ad altro fuorché ciò che il Partito vuole che tu pensi. Tradirsi con una parola, con una lettera scritta, con un'espressione del viso, significa annientamento. La vita privata non esiste, il Grande Fratello vi guarda, sempre, ovunque. Non potete amare nessuno. Amore significa entusiasmo, amore significa donarsi anima e corpo ad un altra persona, alla famiglia. Ma l’uomo non ha altro da amare e a cui donarsi se non il Partito. Il Partito è monarca del presente, del futuro, grazie al completo controllo del passato, scritto e riscritto migliaia di volte a proprio piacimento e vantaggio. Ciò che hai visto, vissuto, potrebbe non essere mai accaduto, se il Partito afferma il contrario. Una persona a te cara, potrebbe non aver mai vissuto. Cancellata dalla faccia della Terra come con un colpo di spugna. I tuoi ricordi ti appartengono, ma potrebbero non essere riconosciuti come realtà da nessuno, ed è meglio che tu li tenga per te. Il presente è ciò che c’è sempre stato, ciò che è sempre stato meglio per l’umanità e sempre lo sarà. Ricordi per caso tempi migliori? Non esistono, sono solo frutto della tua mente.
E’ questa la realtà in cui il protagonista Winston Smith vive. Ma il suo essere si ribella a questa condizione, dall’interno del Partito, dall’interno del Ministero della Verità generatore di menzogne, lui si rende conto che l’umanità, la vita, è qualcosa di diverso. Lui non è lobotomizzato come gli altri, ciechi sostenitori di quella società folle. Tutto questo non è stato sempre così. Lo riscopre nel profondo dell’anima grazie all’odore del caffè vero, al sapore del vero cioccolato, così diversi da quei surrogati insapore e inodore forniti da quella società assetata di potere. Lo riscopre grazie all’amore per Julia. Lui sa che l’umanità non è fatta per vivere in tal modo. Ma la fame di potere è un qualcosa che può corrompere l’uomo fino al profondo dell’anima, e nella società descritta da Orwell è ormai fin troppo radicata per poter conoscere cura. La fame di potere non ha alcun fine benevolo, non è per un bene superiore che i totalitari ricercano il potere, ma solo per il potere in quanto tale, solo per avere la consapevolezza di essere superiori e poter governare gli uomini, le loro menti, il loro passato, accecati da un egoismo forsennato. La speranza di rovesciare una società basata su tale odio è vana, non puoi che assoggettarti. E’ come se la Terra non fosse più popolata da esseri umani, ma da una diversa specie che con l'essere umano non ha niente in comune, avendo perso tutte quelle qualità peculiari che lo caratterizzano. Il protagonista affronta lo stesso itinerario di tanti verso la distruzione del proprio io abbattendo a poco a poco le barriere che ci permettono di preservare la natura stessa dell’essere umano. Barriere abbattute dalla sofferenza, dalla paura. Vengono abbattute le nostre convinzioni ideologiche, i nostri desideri di vita e, come ultima barriera viene abbattuto l’amore. Il tradire questo sentimento ci porta alla perdita totale della nostra umanità. Quindi, ora, sappiamo rispondere alla domanda, “Cosa ci rende umani?”, o meglio, “Fin quando possiamo ancora considerarci degli esseri umani?”.
Un capolavoro.

“Non potevano cambiare i sentimenti. Anzi, neppure voi potevate cambiarli, neanche volendo. Potevano portare allo scoperto, fino all’ultimo dettaglio, tutto ciò che avevate detto, fatto o pensato, ma ciò che giaceva in fondo al cuore e che seguiva percorsi sconosciuti anche a voi stessi, restava inespugnabile.”

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Romanzi distopici.
Fahrenheit 451.
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Commenti

4 risultati - visualizzati 1 - 4
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Ti sto applaudendo....stupenda recensione. Non ho mai voluto leggere questo libro ma dovrò farlo....assolutamente. Grazie Valerio.
In risposta ad un precedente commento
Valerio91
18 Luglio, 2014
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@LittleDorrit: Marcella mi fai arrossire! :) Guarda sono contentissimo di essere riuscito a spingerti a leggerlo. E' un capolavoro da leggere almeno una volta nella vita. Io credo che ci siano determinati tipi di persone a cui può non piacere, ma personalmente, mi ha conquistato. Spero ti piaccia. ;)
Bellissima analisi, per un libro che val la pena di leggere:-)
In risposta ad un precedente commento
Valerio91
19 Luglio, 2014
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@cub: grazieee :D da leggere assolutamente si
4 risultati - visualizzati 1 - 4

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