Narrativa straniera Fantascienza 1984 di George Orwell
 

1984 di George Orwell 1984 di George Orwell

1984 di George Orwell

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Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo. L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva".

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1984 di George Orwell 2019-08-06 23:50:18 Martina248
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Martina248 Opinione inserita da Martina248    07 Agosto, 2019
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La libertà è schiavitù.

Dove può portare il progresso umano? In che misura siamo liberi? Cosa definisce la nostra essenza di uomo? Abbiamo veramente allontanato il rischio dell'insorgere di una nuova dittatura?
Tra queste domande, vi sono sicuramente alcuni degli interrogativi posti da questo libro.
Insieme critica alle grandi dittature del passato e sentinella dei timori del presente, 1984, romanzo distopico per eccellenza, presenta un mondo futuro ove non vi è spazio per intimità o sentimentalismi, dove il passato è assoggettato al presente, oppresso dallo sguardo intimidatorio e onnipresente di Big Brother.
Winston Smith però sa, o almeno percepisce, che questo mondo non può essere l'unica alternativa possibile, che forse, in qualche angolo della memoria, vi sia stato un passato libero dalla dittatura del Partito e cova la timida e vana speranza che possa esserci un futuro differente, dove lui e la sua amata Julia possano amarsi lontani da occhi indiscreti.
Ma Winston sa soprattutto che la libertà è solo una ed è quella di poter dire che “due più due fa quattro” ed è per questa libertà che lotterà, con la morte già negli occhi, contro il Partito.
Orwell con questo romanzo ha creato un vero e proprio mondo, con tanto di coordinate geografiche e lingua, descritto con una minuzia tale da far interrogare il lettore sull'eredità dell'uomo dopo un secolo di violente dittature e sugli effetti di una tirannica tecnologia, che ci ha inconsciamente mutati.
Significativo è il fatto che, da una riflessione tanto ampia, sia nato un format televisivo tanto nauseante quanto “Il grande fratello”, la cui unica cura è, forse, proprio quella di leggere questo libro mentre Orwell, probabilmente, si rivolta nella tomba.

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Altri romanzi distopici quali "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury o anche "Cecità" di José Saramago.
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1984 di George Orwell 2019-04-10 07:52:58 La Lettrice Raffinata
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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    10 Aprile, 2019
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La neolingua è il mio incubo

“1984” è il più celebre ed apprezzato tra i classici della distopia novecentesca, nonché l’ultima e più incisiva opera pubblicata da George Orwell, che ne iniziò la stesura nel 1948 e scelse il titolo invertendo i numeri della data, con l’intenzione di ambientare il suo romanzo in un futuro relativamente vicino proprio per ottenere un impatto efficace sugli animi del suo pubblico.
La storia ci presenta un pianeta dalla geografia politica ben diversa da quella che conosciamo: il mondo è stato spartito tra tre macro potenze, Oceania, Eurasia ed Estasia, controllate da altrettanti governi totalitari; questi Stati sono inoltre in perenne lotta tra loro per spartirsi le poche terre rimaste contese, anche se le alleanze in questa guerra cambiano di continuo.
Il romanzo segue quanto accade in questo mondo distorto attraverso l'esperienza di Winston Smith, membro del Partito che domina l'Oceania; dal suo misero appartamento londinese, l'uomo inizia una lotta silenziosa contro il Partito e il suo capo, il Grande Fratello, figura misteriosa che presta il volto alla propaganda del Socing, abbreviazione per Socialismo Inglese. Winston decide di opporsi a questa dittatura dopo aver preso coscienza che essa controlla ogni aspetto della vita dei cittadini dell'Oceania, annullando in loro la volontà, attraverso alcune pratiche sistematiche come la costante riscrittura della Storia (attività nella quale è impegnato lo stesso protagonista),

«E se tutti quanti accettavano la menzogna imposta dal Partito, se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera.»

e attraverso alcuni concetti da inculcare nelle menti come il bipensiero, che dovrebbe portare i cittadini ad associare inconsciamente due parole dal significato opposto. Questa nozione ben si esplica nei nomi dei ministeri che governano l'Oceania, in particolare nel Ministero della Pace che, in contrasto con il suo nome, si occupa di coordinare le forze militari nel conflitto in corso.
Per quanto interessante e tormentato risulti il protagonista, i personaggi secondari si conquistano altrettanta importanza nella storia, in particolare la giovane Julia, altro membro del Partito che condivide alcune delle idee di Winston e gli dimostra di non essere il solo a voler andare coscientemente contro le regole, e l'ambiguo O'Brien che è invece parte del Partito Interno e verso il quale Winston prova sin dall'inizio una fortissima connessione.
Mi sembra scontato che personaggi e trama passino in secondo piano rispetto ai messaggi che il libro veicola e, soprattutto, alle riflessioni che innesca nel lettore. È infatti inevitabile venire scossi dal mondo rappresentato nel romanzo, dove le persone vengono inglobate nella massa sia a livello fisico -con le tute identiche che indossano tutti- sia a livello emotivo; emblema di ciò sono le reazioni dei personaggi nei Due Minuti d'Odio

«La cosa orribile dei Due Minuti d'Odio era che nessuno veniva obbligato a recitare. Evitare di farsi coinvolgere era infatti impossibile. [...] la rabbia che ognuno provava costituiva un'emozione astratta, indiretta, che era possibile spostare da un oggetto all'altro come una fiamma ossidrica.»

durante i quali i membri del Partito vengono spogliati completamente della loro individualità per trasformarsi in un'unica massa di voci furibonde.
Per ogni lettore sarà poi impossibile non provare una sofferenza quasi fisica per il destino della lingua e della letteratura in questo mondo distopico. I libri sopravvissuti alla Rivoluzione sono pochi ed in ogni caso hanno perso qualunque valore agli occhi dei cittadini,

«Il prodotto finale [il libro], però, non le interessava. "Leggere non è il mio forte" diceva. I libri erano una merce qualsiasi, come la marmellata o i lacci per le scarpe.»

mentre la lingua tradizionale sta subendo una graduale sostituzione, con l'obbiettivo di rimpiazzarla totalmente entro il 2050 con la neolingua; quest'ultima è formata da un numero molto ridotto di vocaboli e, secondo il dogma del bipensiero, sinonimi e contrari sono stati del tutto vaporizzati.
Mi sembra ridicolo sottolineare il superbo stile della narrazione orwelliana, che già avevo apprezzato ne “La fattoria degli animali”, va però notato il particolare ruolo rivestito dal narratore nella storia. Per tutto il romanzo il lettore è convinto di essere parte del mondo raccontato, assieme al narratore, ma in un momento temporale successivo, solo nell'appendice finale, dove si spiegano i principi della neolingua, viene lasciato velatamente intendere che l'epoca in cui il Partito governava è ormai finita e le speranze di Winston si sono infine realizzate.

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1984 di George Orwell 2018-05-09 18:48:16 Clangi89
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Clangi89 Opinione inserita da Clangi89    09 Mag, 2018
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LA SOMMA DI 2+2..

Come rimanere in un certo senso destabilizzati, arricchiti di riflessioni e perplessità su molti temi attualissimi, ecco la prima impressione a conclusione di 1984. La trama di uno dei romanzi distopici per eccellenza è risaputa. il Grande Fratello incombe e sorveglia una società angosciante sotto tutti i punti di vista. L'assenza di libertà, unitamente ad una prospettiva orrenda che caratterizza cittadini, famiglie e valori spingono il protagonista (e trascinano il lettore) a pensare, sperare, sognare oltre alla realtà asettica...ma nulla è lasciato al caso. Orwell ci descrive infatti i dogmi ed i tre cardini del Partito, il susseguirsi degli eventi storici che hanno condotto a tutto ciò e motiva le ragioni per le quaili il Grande Fratello non cesserà.
I collegamenti con l'attualità sono innumerevoli, tra le righe sorgono dubbi, domande e pensieri. Quanto possiamo essere controllati, si pensi alla geolocalizzazione, alle innumerevoli telecamere di videosorveglianza, ai nostri pagamenti con carte e bancomat, alla pubblicità mirata grazie ai nostri dati in rete etc. Dove finiscono e dove iniziano le nostre libertà? Il passato e gli insegnamenti che se ne possono trarre sono una ricchezza preziosa e questo emerge costantemente dalla lettura.
Un altro tema riguarda il vocabolario della "neolingua" che viene costantemente ridotto per evitare di interpretare le parole, per escludere così "lo psicoreato", cittadini che eseguono e si esprimono senza dover pensare. Ciò non può non far riflettere sulla comunicazione massiccia mediante slogan e frasi fatte in cui conta di più la forma del contenuto.
La lungimiranza dell'autore spazia anche su concetti quali il consumismo, la produzione di beni e la relativa distruzione nonchè la guerrra costante e la manipolazione di dati e fatti da propinare ai cittadini. Il "bipensiero" diventa una regola pacifica e nessuno sembra porsi problemi..
Infiniti collegamenti da un romanzo che personalmente ho apprezzato moltissimo. A mio avviso la conclusione non poteva essere diversa, a chiusura del ragionamento che Orwell con lungimiranza e precisione intende esprimere.

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1984 di George Orwell 2017-08-01 05:38:09 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    01 Agosto, 2017
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Orwell è vivo e ci sta guardando

Se mi dicessero che Orwell è la reincarnazione di Nostradamus, non stenterei a crederci.

Un romanzo di fantapolitica che sfiora solo da lontano la fantasia. Una chiave di lettura critica, il leggere tra le righe, danno una visione spaventosamente attuale per essere un romanzo scritto quasi 70 anni fa.

Orwell immagina uno scenario futuristico, per l'epoca, in cui esistono tre grandi potenze Eurasia, Estasia ed Oceania in perenne guerra tra loro. Winston appartiene proprio a quest'ultima potenza e lavora per il ministero. Il suo ruolo è "semplicemente" quello di rettificare le notizie delle testate giornalistiche in base alla volontà del Partito, un atto di per se pernicioso. Tutto è sotto l'occhio del Grande Fratello che controlla tutti e punisce chiunque osi il libero pensiero.

Lo scopo sta proprio nell'annichilire il pensiero della gente comune, omologandolo e livellandolo. Tutti devono dire, pensare e soprattutto crederci davvero a tutto ciò che dice il Grande Fratello.

I mezzi sono quelli a noi - ahimè - più noti.

Non è vero che le varie fazioni politiche dichiarano che non si alleeranno mai e poi accade il contrario?

Vi è mai capitato di intuire che politica manipola l'informazione? Politica a parte, quante notizie false (bufale) circolano in rete e quanti di noi ci credono solo perché l'abbiamo letto su internet. Se c'è su internet è vero, se lo dice il Grande Fratello è vero. Noto una forte ed inquietante analogia.

Preferiamo parlare, invece, delle varie riforme scolastiche che da quando ho memoria stanno abbassando il livello culturale degli studenti? Un popolo ignorante fa comodo al governo.



L'aberrazione più grossa del Grande Fratello sta nell'abolire la lingua. Questo passaggio è quello che più mi ha scosso e sul quale vorrei soffermarmi.

La neolingua adotta solo parole molto semplici e con le quali non è possibile formulare un pensiero complesso, perché dai pensieri complessi potrebbe nascere un sentimento di rivolta. Ma se la parola "prigionia" non esiste, e se il concetto si perde generazione dopo generazione, allora la prigionia stessa non esiste.

Mi è tornata alla memoria una vecchia lezione di storia dove studiai che le prime incursioni romano cristiane in Egitto, distrussero letteralmente tutte le pergamene con i geroglifici, ed imposero il divieto di utilizzo di quella scrittura a favore del latino; distruggendo di fatto la cultura egiziana. E' facile capire che dopo appena due generazioni, i nuovi nati, anche di fronte ad un ritrovato antico avrebbero, visto solo dei bei disegni senza capirli. Per fortuna grazie alla Stele di Rosetta sono riusciti a recuperare il significato alcune parole, perse per 1500 anni.

Quello della lingua tra l'altro è un problema piuttosto attuale. Andrea Camilleri, nella sua ultima pubblicazione "La rete di protezione" ci mostra Montalbano in un bar, raduno di ragazzini di 13 anni. Egli, nonostante il suo intento fosse quello di ascoltare una conversazione, non riesce a coglierne il significato perché le nuove generazioni hanno sviluppato un linguaggio sempre più semplice (Accademia della Crusca docet) e spesso mirato alla tecnologia – tanto da spingere il giornalista Davide Guadagni a scrivere un vero e proprio dizionario dell'antilingua.

Somiglianze sconcertanti tra 1984 (romanzo) e 2017 (oggi) che non è facile riassume per me in modo adeguato, ma sicuramente sufficienti a spingermi nel fare considerazioni a caldo. Per questi motivi, rispetto, ma non concordo con chi pensa che lo scenario proposto da Orwell non sia plausibile, perché ritengo che lo stiamo, un poco per volta, vivendo.

La parte centrale del romanzo, dove il personaggio principale comincia a leggere il libro della fratellanza, è un vero e proprio manuale di socio politica.



Di seguito uno stralcio del filosofo americano Noam Chomsky deliberatamente tratto da http://www.tecnicadellascuola.it/item/13705-chomsky-il-principio-della-rana-bollita-e-il-popolo-senza-nessuna-opposizione.html

Il principio della rana bollita: Immaginate in un pentolone pieno d'acqua fredda, nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l'acqua si riscalda pian piano.
Presto l'acqua diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole. La temperatura sale. Adesso l'acqua è calda, un pò più di quanto la rana non apprezzi. La rana si scalda un pò tuttavia non si spaventa. Adesso l'acqua è davvero troppo calda, e la rana la trova molto sgradevole. Ma si è indebolita, e non ha la forza di reagire. La rana non ha la forza di reagire, dunque sopporta. Sopporta e non fa nulla per salvarsi. La temperatura sale ancora, e la rana, semplicemente, finisce morta bollita. Ma se l'acqua fosse stata già bollente, la rana non ci si sarebbe mai immersa, avrebbe dato un forte colpo di zampa per salvarsi.

Società, ai Popoli che accettando passivamente, il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori, dell'etica, ne accettano di fatto la deriva.
Questo principio può essere usato anche per il comportamento delle Persone inerti, immobili, remissive, rinunciatarie, noncuranti, che si deresponsabilizzano di fronte alle scelte.

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1984 di George Orwell 2017-01-24 19:27:54 Ainulindale
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Ainulindale Opinione inserita da Ainulindale    24 Gennaio, 2017
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Un libro terrificante

SPOILER

Un libro terrificante, nel senso buono e cattivo del termine (se è possibile), probabilmente non lo riaprirò mai più di mia spontanea volontà.
Di fama questo libro lo conoscono un pò tutti, è una profezia e via dicendo.
Penso sia impossibile che succeda una cosa del genere nel nostro mondo, -anche se Orwell la descrive in modo così perfetto e spietato- questo forse perchè cerco in tutti i modi di respingere questo libro, cerco di criticarlo di smontarlo (badate che ho usato il verbo cerco).
Si, perchè ho cercato di giustificare le azioni di Smith Winston, quel suo 'Fatelo a Julia' o il suo rimpianto finale, però il Partito ha smantellato tutto.
Penso che tutto quello scritto da Orwell non si realizzerà mai, non mi credete, perchè mi ha sconvolto così tanto che lo voglio criticare anche senza cognizione di causa.

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1984 di George Orwell 2016-11-13 12:54:46 Nuni83
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Nuni83 Opinione inserita da Nuni83    13 Novembre, 2016
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Le profezie di Orwell

Capolavoro assoluto della narrativa mondiale. Orwell pubblicò nel 1949 questo libro descrivendo il mondo così come immaginava potesse essere nel futuro. Nel 1984.

E' un romanzo visionario, avveniristico, spietato, inquietante e soprattutto reale.

Il mondo è diviso in 3 immensi Stati costantemente in guerra tra loro.

La società in uno di questi Stati è governata dal Grande Fratello che vede tutto e tutti attraverso l'occhio vigile delle telecamere e ovunque interviene attraverso la psicopolizia.

Il mondo descritto è cupo, desolato, gli uomini vivono in solitudine. E' uno scenario fatto di malinconia e sospetto quello in cui si muovono le tristi figure di questa storia.

Non si può più pensare, amare e vivere a proprio modo. E' il governo a dirti cosa pensare, cosa credere, come essere. E' il mondo dell'omologazione di vita e di pensiero dove chi vuole mantenere la propria umanità differenziandosi diventa un sovversivo.

La storia è intrigante e coinvolgente ma ciò che più mi ha appassionata in questo testo è l'aderenza con la nostra realtà. La scrittura appare cinica e in qualche modo distaccata, spesso cruda e crudele.

Orwell è riuscito ad immaginare tratti distintivi della società degli anni 2000 ben 60 anni prima. Ha profetizzato l'omologazione di massa, i poteri sovranazionali, il Grande Fratello, la rinuncia alla privacy in nome della sicurezza.

E' un libro che profetizza e allo stesso tempo ammonisce e mette in guardia.

Ho riflettuto molto sul concetto di bipensiero: credere in qualcosa e nel suo opposto, che rende la società succube della manipolazione.

Libro da leggere e forse anche da rileggere più volte durante la vita.



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1984 di George Orwell 2016-09-22 13:30:36 IlGiganteSegreto
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IlGiganteSegreto Opinione inserita da IlGiganteSegreto    22 Settembre, 2016
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Un ultimo "Dove sei?"

Partiamo analizzando lo stile. Questo risulta crudele, tagliente, senza pietà dal punto di vista lessicale: Orwell non teme infatti di utilizzare termini espliciti, se ciò gli consente di essere più crudo e preciso nei confronti del lettore. Così dicendo non mi riferisco soltanto all'uso di parolacce (comunque neanche tanto presenti nell'intero romanzo), ma anche di termini appartenenti alla sfera semantica della "Violenza". Il romanzo vuole infatti essere, sotto tutti i punti di vista e A SCOPO DI DENUNCIA, il manuale della perfetta sottomissione, e in questo senso gioca un ruolo chiave anche lo stile.

Proprio al discorso stilistico mi ricollego per analizzare il contenuto: l'autore vuole generare in noi una nauseante repulsione e un odio incondizionato nei confronti dei regimi totalitari. L'ambientazione del romanzo è passata alla storia come una pietra miliare del concetto di "Distopia" e quest'ultima infatti altro non sarebbe che il punto di arrivo di tutti i governi basati sul culto della persona. Questa fantomatica persona nel libro è "incarnata" dalla figura del Grande Fratello, e gli uomini in suo nome sono privati di ogni libertà, a partire da quelle elementari (privacy presso le proprie case), passando per quelle affettive (divieto di amare liberamente altre persone, siano esse i propri fidanzati o i propri parenti) per arrivare, infine, alla privazione della libertà di pensiero (intesa proprio in senso stretto).
La libertà di pensiero, e tutti i ragionamenti intorno ad essa, rappresentano la colonna portante della denuncia orwelliana, la cui mole è letteralmente enorme. Scoprirete, forse a vostre spese, quanto sia spiegato magistralmente nel libro il concetto di "bipensiero", e quanto orrore è insito in lui.

Il massimo dei voti merita questo libro in termini di contenuto e di stile, perché dal connubio tra i due nasce un analisi sociologica abominevole, ma al tempo stesso affascinante e, letterariamente parlando, elevatissima.

Un po' meno merita, per forza di cose, la piacevolezza del libro: per circa 300 pagine, il lettore si trova catapultato in un mondo dove l'Odio detta legge. La felicità non esiste, se non accompagnata perennemente da un senso incombente di sofferenza. Per leggere un libro così, bisogna avere coraggio. In più, nello spiegare i meccanismi dello Stato, Orwell ricorre a pagine meramente tecniche, scritte in caratteri più piccoli rispetto a quelli usati per narrare l'intera vicenda, e quindi più difficoltose.

Possiamo concludere definendo "1984" il baluardo per eccellenza contro le dittature. È un libro devastante, un calcio in faccia alla Speranza (termine volutamente maiuscolo), ma che DEVE essere letto da ognuno di noi, perché quando dovessimo rischiare di cadere in mano all'Hitler di turno, sapremo come combatterlo.
Ironia della sorte, il libro che per eccellenza narra lo stupro della libertà, potrebbe rivelarsi, in un futuro, il migliore per (ri)ottenerla.

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"La Fattoria degli Animali", dello stesso autore
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1984 di George Orwell 2016-04-26 10:32:14 Giovannino
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Giovannino Opinione inserita da Giovannino    26 Aprile, 2016
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La lungimiranza di un visionario.

Devo ammetterlo, anche io ero uno di quelli che conosceva bene la storia e i vari parallelismi di questo romanzo, ma non lo avevo mai letto. Dico questo perché proprio qualche giorno fa leggevo che nella classifica dei libri che tutti ammettono di aver letto ma che poi in realtà non hanno mai aperto questo libro si trova al secondo posto (al primo c'è Alice nel paese delle meraviglie).

Il libro è stato scritto da George Orwell (che personalmente considero uno dei più grossi visionari del ventesimo secolo) nel 1948, anche se poi venne pubblicato nel 1949. Il titolo infatti viene proprio da lì, invertendo le ultime due cifre di 1948, la data di scrittura. Il romanzo è lungo circa 300 pagine e alla fine c'è un appendice che spiega minuziosamente non solo i vari termini complessi della storia, ma soprattuto c'è una apposita sezione che illustra cos'è la neolingua, e cioè il linguaggio che il Partito sta instaurando nel regime.

Il romanzo, come saprete, è ambientato in un mondo distopico diviso in tre macro aree: l'Oceania, l'Eurasia e l'Estasia. Il protagonista, Winston, vive in Oceania e qui al potere c'è un unico partito chiamato appunto Il Partito, al cui comando c'è Il Grande Fratello, un personaggio raffigurato con il volto di un uomo creato da un mash-up di Hitler, Stalin e Lord Kitchener. Dopo del Grande Fratello ci sono i ministri interni, poi i ministri esterni ed infine i Prolet, e cioè il basso proletariato, persone che non hanno diritti.

Lo slogan del Partito è: La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L'ignoranza è forza. È già questo la dice lunga sulla democraticità del partito...Winston lavora come revisore dei testi, devi cancellare documenti vecchi distruggendoli e modificare parole con delle nuove dalla neolingua. L'obiettivo della neolingua è infatti quello di ridurre al minimo i termini esistenti incorporandoli tutti in pochissime parole, così facendo infatti non si potrebbe più comunicare se non tramite quelle poche parole che servono per vivere e se non si può definire un reato perché non esistono i termini per farlo non lo si può neanche pensare/commettere.

Winston però non è un semplice esponente del partito, lui non riesce a seguire ciecamente le menzogne del partito e così comincia ad indagare, finché non conosce Julia, un'altra ragazza che, come lui, è schiva al partito. Insieme iniziano a cercare un modo per smascherare il partito, e riescono tramite dei contatti a venire in possesso di un libro segretissimo che effettivamente spiega tutte le lacune, le contraddizioni e la falsità dal partito. Però, proprio mentre sembrano aver scoperto tutto, vengono catturati, e qui iniziano le loro pene....

Un libro che definire visionario è dire poco, praticamente riesce a descrivere metaforicamente ma in maniera perfetta non solo la maggior parte dei regimi (cosa che ha fatto benissimo anche né La fattoria degli animali), ma anche i vari sistemi di controllo in voga nelle democrazie occidentali, come ad esempio quando dice che i tre continenti sono costantemente in guerra tra loro ma mai nessuno vince o conquista, e questo perché il fine ultimo della guerra non è vincere o conquistare ma tenere il popolo in una sorta di via di mezzo tra la ricchezza e la povertà così da averli sempre in pugno. Per non parlare della cieca obbedienza che viene richiesta a Winston durante le torture e gli interrogatori in cui lo obbligano ad ammettere che 2+2 fa 5 e fa 5 non perché sia giusto così, ma perché per il partito deve essere così.

Insomma un libro veramente assurdo, scritto poi in maniera scorrevole e chiara, Orwell riesce a tenere il lettore incollato per tutte e 300 le pagine e anzi in alcuni casi si viene quasi tentati di saltare avanti per sapere come andrà a finire la vicenda.
Un romanzo non solo bello da leggere, ma intelligente e veritiero. C'è poco da dire, Orwell ci aveva visto lungo. Un libro imperdibile.

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1984 di George Orwell 2015-08-04 10:37:20 LIsaRay
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LIsaRay Opinione inserita da LIsaRay    04 Agosto, 2015
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Un libro che mette in dubbio la propria libertà

Ho letto 1984 circa due anni fa e ancora ne risento le "conseguenze".. Ogni citazione, ogni verso mi ritorna in mente e non posso fare a meno che definirlo il mio libro preferito.
Orwell è riuscito a creare una società che non ha vincoli sull'età, futuro, passato o presente, questa è la degenerazione di ogni sistema sociale e della manipolazione.
La distopia non si avverte poi così tanto, quello che si avverte è un senso di oppressione e angoscia, di una realtà portata allo stremo che non ha vie di fuga.

Cosa importa la memoria? Se la storia non è documentata allora non è mai esistita.
Cosa importa se 2+2=4 se il governo ti dice che fa 5?
Cos'è la realtà?
Questo è il vero interrogativo che si cela nel libro di Orwell. La realtà è quella che vive nella mente o quella che il nostro governo ci presenta? Esiste davvero la realtà?

Questo libro mette in crisi le nostre verità e soprattutto la nostra libertà. Gli uomini sono liberi o sono solo liberi di crederlo?

La genialità del libro sta innanzitutto nel mondo che lui ha creato, nelle appendici, nel bipensiero, ovvero nel credere in qualcosa e nel suo opposto. Questa modalità di pensiero riesce così a mettere in crisi la società e renderla controllabile.
Seconda cosa, la storia che è divisa in due parti: la prima in cui pensi che il protagonista sia un fuoricasse, un ribelle, e tieni il fiato sospeso ogni volta che infrange le regole;
(spoiler) la seconda in cui ti rendi conto che la prima è stata solo un illusione e il protagonista in realtà era come tutti gli altri: le società che si crede anticonformista quando in realtà cercando di essere tutti diversi si è solo tutti uguali. Tutti erano succubi del Grande Fratello.

Ed è così che Winston rappresenta la condizione di tutti gli uomini, il ribelle che cade nella trappola, e nella quale vi è sempre stato.. E a confermarlo è proprio il suo nome, Winston Smith, uno dei nomi più comuni anglosassoni, a indicare il suo essere anonimo fra gli altri.

Un altro tema che Orwell tocca, anche se in piccola parte, è quello del dolore fisico. Un uomo che è sottoposto al dolore arriverà davvero a sperare che sia la persona a cui vuoi più bene a soffrire al tuo posto e in quel momento l'umanità svanirà.

E' il romanzo dell'anti umanità, in cui la tortura non serve a farti confessare e non farti ricommettere i peccati, ma a farti CREDERE nella tua colpevolezza; perché a quel punto sarai proprio tu a volerti punire per aver commesso il tuo errore, sarà proprio quando ti avranno tolto la libertà e manipolato a tal punto da credere nel tuo ideale opposto a volere una propria condanna.
Perché Winston ad un certo punto non vede più 4 dita, ma è convinto di vederne 5.

Il finale del romanzo è la più grande verità umana.

E' un libro che fa pensare, profondo, scorrevole, con digressioni importanti... Consiglio a chiunque di leggerlo.

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Consigliato a chi ha letto...
La fattoria degli animali;
Fahrenheit 451.
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1984 di George Orwell 2015-07-15 09:21:21 Laura1996
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Laura1996 Opinione inserita da Laura1996    15 Luglio, 2015
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BIG BROTHER IS WATCHING YOU

Libro geniale. Capolavoro della letteratura inglese, 1984 mostra un mondo “anti-utopico”ed incredibilmente futuristico: un mondo caratterizzato dall'assenza dei valori umani, dalla massificazione e dalla manipolazione delle menti . Con uno stile ben curato e ricco di dettagli, Orwell descrive il paese di Oceania governato dall’onnisciente Grande Fratello, il quale non appare mai nel libro se non attraverso i teleschermi, i poster (“Big Brother is watching you”) e le spie segrete, e il cui scopo è quello di eliminare ogni forma di democrazia e di libertà.

Ciò che più ho amato di 1984 è lo stile; come ho già detto, Orwell utilizza lunghe descrizioni piene di dettagli, spesso anche forti, che catapultano il lettore nella scena, lo rendono partecipe di ciò che accade e gli fanno vivere gli stessi sentimenti provati da Winston Smith, l’unico personaggio che, insieme a Julia, tenta di conservare i valori umani e di iniziare una silenziosa lotta contro il Grande Fratello.
Orwell riesce a creare in maniera eccellente l’atmosfera di un regime totalitario e a mostrare come la propaganda lavorasse e plasmasse la mente dei cittadini. In particolar modo è evidente come i bambini fossero coinvolti in questo tipo di regime ancor più degli adulti: in maniera indiretta si può intuire che mentre questi ultimi, seppur nel profondo, conservano sentimenti e valori umani, i bambini sono invece completamente ridotti a “macchine da guerra”, la cui mentalità è stata plasmata fin dalla nascita e di conseguenza sono privati dell’innocenza e della bontà che comunemente li caratterizza.
Tutto è infatti basato sull’apparenza: gli elogi al Grande Fratello da parte del popolo, le urla e la violenza durante la Settimana dell’odio, il disprezzo verso chi tenta di opporsi, non sono altro che modi per sopravvivere in un società in cui la vita, la libertà, la personalità, sono proibiti.
“Una volta, pensò Winston, un uomo guardava il corpo di una ragazza, lo desiderava, e questo era tutto; ora non vi era spazio né per il puro amore né per la pura lussuria. Non esistevano emozioni allo stato puro, perché tutto si mescolava alla paura e all'odio.”

1984 è uno dei miei libri preferiti e che più mi ha affascinato: appassionante, coinvolgente ma anche sconvolgente; mi sembra di aver vissuto in prima persona l’intera storia: sono rimasta a bocca aperta davanti agli avvenimenti, davanti al finale, ma anche per l’accortezza dello stile che, sottolineo nuovamente, colpisce il lettore; allo stesso tempo mi sono commossa per l’amara fine di Winston e Julia.

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