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1984 di George Orwell
 
1984 di George Orwell 2014-09-23 10:10:36 FrankMoles
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
FrankMoles Opinione inserita da FrankMoles    23 Settembre, 2014
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La società dell'odio

Classico della letteratura inglese e capolavoro nel genere del romanzo distopico, 1984 catapulta il lettore in un'epoca futuristica in cui il mondo è diviso in tre potenti Stati, Oceania, Estasia e Eurasia, costantemente in guerra tra loro. Il protagonista Winston Smith, come si evince dal nome (Winston rimanda a Churchill e Smith era un cognome molto diffuso nell'Inghilterra di allora), rappresenta l'inglese medio secondo Orwell e vive nel primo dei tre Stati, governato dal Grande Fratello, chiamato Partito con chiaro riferimento al Partito unico, secondo i principi del Socing, ossia il socialismo inglese. Winston Smith lavora al Ministero della Verità, che si occupa di creare quella che il Partito imporrà come verità alla popolazione. In realtà Winston odia il Partito e vivrà una storia d'amore illegale insieme a Julia, impiegata allo stesso Ministero e animata dagli stessi odi. Altro personaggio fondamentale è O'Brien, uomo ambiguo verso il quale Winston nutrirà sempre delle incertezze ma anche una fiducia a pelle. Il più grave reato che si può commettere in Oceania è lo psicoreato, ossia la violazione nel pensiero dei principi alla base del Grande Fratello; è doveroso notare che questi principi abbiano tutti valenza negativa: assenza di libertà, assenza di pace, assenza di conoscenza, assenza di giustizia, assenza della possibilità di esprimersi. Il bipensiero imposto dal Partito forgia infatti gli uomini secondo il suo volere e, prima o poi, anche i sovversivi saranno ricondotti alla Verità.

Caratteristica peculiare del romanzo è il suo far riferimento a una società anti-utopica eppure così reale e attuale da indurre il lettore a una riflessione sulla realtà che lo circonda. Quando Orwell scrisse il romanzo ancora viva era la memoria delle dittature nazista e staliniana, che il regime del Grande Fratello sembra ricordare molto da vicino, ma guardando con lungimiranza alla società del futuro, ovvero la nostra e quella che ancora verrà dopo di noi, non è così impossibile scorgere le caratteristiche della società descritta nel romanzo. Odio reciproco, follia, alienazione dell'uomo di fronte alla realtà, governi totalizzanti nel pensiero anche se (ancora) non nella forma sono previsioni facilmente fattibili. E poco importa se il nemico è un ebreo o un extracomunitario o un omosessuale, poco importa se ad alienarci dalla realtà è un uomo o un computer, poco importa se a muoverci è il desiderio di potere o il desiderio di denaro: è davvero la società di allora così diversa da quella di oggi?

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