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Le tre stimmate di Palmer Eldritch
 
Le tre stimmate di Palmer Eldritch 2015-08-27 11:47:37 ferrucciodemagistris
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
ferrucciodemagistris Opinione inserita da ferrucciodemagistris    27 Agosto, 2015
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Ehi...qui si vende la vita eterna!

Da quando ho deciso di dedicarmi alla lettura del genere fantascientifico, poco tempo fa, questo è il secondo romanzo che leggo di Philip K. Dick dopo il mirabolante “Ubik”; la presente opera, a similitudine di “Ubik” la considero di livello straordinario.

In un mondo futuro non meglio definito la Terra ha colonizzato diversi pianeti e satelliti del sistema solare; in particolare Marte è preponderante come numero di coloni inviati, in maniera coatta, da un’istituzione mondiale riconosciuta globalmente che ha dei propri criteri finalizzati all’organizzazione, in varie sfaccettature, della vita e del destino della popolazione. Nel frattempo esistono due grosse società con a capo personaggi senza scrupoli il cui cinismo è magistrale, che, all’ombra di una certa facciata, producono delle particolari droghe psichedeliche tali da cambiare, anche se in maniera illusoria, la percezione della realtà per chi ne fa uso.

La trama è complessa giacché è sempre messa in dubbio su cosa sia veramente la realtà e cosa è illusione; gli effetti di un certo stupefacente, denominato Chew –Z, hanno la capacità di alterare completamente il mondo immanente procurando alla persona una illusoria (o forse no?) traslazione in altri infiniti universi e trasformazione in qualsivoglia elemento della natura animata o meno; è possibile inoltre viaggiare nel tempo e cambiare certe circostanze passate e/o modificare situazioni nel futuro. La mente ha una reazione quasi irreversibile tale che non può più distinguere il reale dall’illusorio; essa vaga in ampi e sperduti territori artificiali senza alcun punto di riferimento, dove si può incontrare se stesso e parlare con il proprio sosia o rappresentazione umana.

Dopo aver assunto tali sostanze, oltre alla forte dipendenza psichica, si subisce una devastante alterazione mentale per cui si ha la netta sensazione di non poter tornare indietro e vivere (qualora possibile chiamarla vita come da noi intesa) in maniera atemporale dove il trascorrere dei millenni è aleatorio, in spazi immensi e sconosciuti, immergendosi in situazioni di totale allucinazione e delirio.

Ma è veramente illusione? Che cosa distingue la realtà dalla pura immaginazione? La vita è limitata oppure è un continuo rinascere in un corpo da noi scelto sia esso una persona, un animale o un sasso in riva a un oceano?

Scienza, tecnologia, religione, filosofia e occulto convergono e si fondono in una sfera che gira su se stessa in modo vorticoso e dalla quale non si ha razionalità per valutarne le risultanze.

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Commenti

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Complimenti Ferruccio, bella recensione.
Questo libro è davvero bello, ma anche oltremodo folle e complesso. Non mi stancherò mai di ripeterlo, se Dick avesse avuto uno stile migliore, sarebbe tra i migliori scrittori di sempre, perchè le sue storie sono spesso di una genialità assurda.
Le tre stimmate è tra le sue migliori produzioni, e tu lo hai presentato molto bene.

Vale.
Splendida recensione , Ferruccio !
Grazie Valerio; il genere "fantascienza" è una mia nuova scoperta. Leggendo già due romanzi di Philip Dick ho la netta sensazione di aver perso molto tempo in passato trascurando tale genere. Concordo con quanto dici sullo stile...ma le narrazioni hanno qualcosa di affascinante tali da creare "dipendenza". Ciao.
Ferruccio
Grazie Matelda! Ciao.
Ferruccio
troppo complicato per me :-)
ma ti ho letto con grande interesse, perchè è un genere che vedo così distante da me, anni luce, eppure intrigante quando leggo recensioni come questa
Ti ringrazio Silvia; ho da poco intrapreso la lettura di tal genere e ne sono rimasto entusiasta. Un consiglio? dovresti iniziare da "Ubik" dello stesso autore...poi valuterai in merito. Ciao.
Ferruccio
D'accordissimo con te: "Palmer Eldritch" è una delle grandi storie di Dick, più di altre che sono invece più spesso citate (penso a "La svastica sul sole, che non mi ha dato uguale soddisfazione).
Grazie Rollo; dopo "Ubik" e il presente, "La svastica sul sole" è in attesa di lettura...ma penso di leggere ancor prima un altro pilastro di tale genere..."Hyperion" di Dan Simmons. Ciao.
Ferruccio
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