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Red Rising. Il canto proibito
 
Red Rising. Il canto proibito 2017-03-22 10:59:02 Mian88
Voto medio 
 
1.3
Stile 
 
1.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
1.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    22 Marzo, 2017
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Sopravvalutatamente sopravvalutato.

Marte. Un futuro indefinito. Il sedicenne Darrow è un rosso e come tale riveste il ruolo di minatore.
I rossi sono infatti la classe più bassa della società e pertanto sono condannati a scavare, in condizioni disumane, nelle profondità del pianeta, onde garantire al resto degli abitanti un futuro dignitoso e migliore. Il giovane, innamorato della moglie quindicenne Eo, idealista dai tratti idilliaci, è tenace e forte; è un ragazzo divenuto uomo troppo presto e che a causa del sacrificio dell’amata, si ritroverà, a mettersi contro quel sistema a cui mai avrebbe pensato di opporsi. Di fatto la società in cui i protagonisti vivono è delineata secondo il classico schema della suddivisione in caste, caste dalle quali è impossibile distaccarsi, caste vincolanti e imprescindibili.
Che dire, i presupposti per la realizzazione di un elaborato piacevole e solido ci sarebbero tutti se, nel concreto, questo non celasse dietro la superficie un mix di altre opere contemporanee già note al grande pubblico. Se amate il genere distopico, o se anche lo conoscete in minima parte, non potrete non notare quelle innegabili somiglianze con saghe quali “Hunger Games”, “Divergent”, “The giver” ma anche riferimenti, diretti o indiretti, a grandi classici della storia della fantascienza e della letteratura quali, tra i tanti, “Cronache marziane” di Ray Bradbury. Capirete dunque, come sia impossibile, a fronte dei grandi cori che ne hanno invocato la bellezza e la genialità, definire “Red Rising. Il canto proibito” uno scritto originale, e persino capace di rinnovare interamente il genere distopico. Ma se ancora ancora, su questo carattere è possibile passare sopra perché, come anzidetto, le premesse per una buona riuscita ci sono, gli scontri e le guerre non mancano così come non è assente il carattere dell’amore, ciò che sinceramente lascia perplessi e fa titubare, è il lessico adottato.
Lo stile presente risulta essere oltremodo basico: periodi brevissimi, disconnessi, narrati in prima persona, al tempo verbale del presente e privi di qualsivoglia minima descrizione dei luoghi si connubiano all’utilizzo spropositato di vocaboli gergali, certamente non eruditi, ed all’assenza di qualsivoglia caratterizzazione dei personaggi che risultano sfuggenti, impalpabili. Che la responsabilità sia da attribuire alla traduzione, che la responsabilità sia da rinvenire del target di età cui l’opera è destinata, resterà sempre un mistero, sta di fatto che sommando il tutto, è oggettivamente arduo proseguire nella conoscenza degli avvenimenti.
Come premesso, le basi, le fondamenta, nonostante le similarità, ci sarebbero tutte, ma come farsi rapire quando la storia è priva di un filo conduttore vero e proprio? Come essere catturati dalle vicende quando la sensazione del lettore è quella di trovarsi di fronte ad un vetro che lo separa dall’universo descritto? Come lasciarsi incantare quando la storia principale viene offuscata, quasi dimenticata, dal susseguirsi di una serie di esasperanti combattimenti e dialoghi minimi ed irreali?
In conclusione; un elaborato sopravvalutato che ha si una buona idea di partenza che però non viene sviluppata adeguatamente. Acerbo, anoressico, asettico.

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Commenti

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Bellissima stroncatura , perfettamente argomentata. Grazie !
In risposta ad un precedente commento
Mian88
22 Marzo, 2017
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Grazie Matelda! Pensa, ho perfino aspettato qualche settimana prima di recensirlo, volevo proprio vedere se nel "maturarlo" sarei riuscita a trovarne dei caratteri positvi. Ahimé, non è stato così.
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