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La nostalgia felice
 
La nostalgia felice 2014-03-08 10:30:02 LuigiDeRosa
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    08 Marzo, 2014
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Natsukashii

"Natsukashii" è un aggettivo della lingua giapponese che, secondo la traduzione di Amèlie Nothomb, indica "la nostalgia felice", " l'istante in cui la memoria rievoca un bel ricordo che riempie di dolcezza", concetto nipponico che fra l'altro non prevede un aggettivo o concetto opposto tipo "nostalgia triste".
"La nostalgia felice" è quella che Amèlie Nothomb prova in questo lungo e commovente ritorno a Kobe la città dov'è nata e che lasciò ancora bambina.
La dolcezza è nell'incontro con la vecchia tata Nishio-san, l'emozione è in un'anziana che ricorda la piccola bambina europea che accudiva mentre ignora del tutto il terribile terremoto del 17 gennaio 1995, la nostalgia triste non esiste.
"La nostalgia felice" è nell'incontro con Rinri, il primo amore di Amèlie, il ragazzino con il quale passeggiava a vent'anni sotto i ciliegi fioriti dei vecchi quartieri di Tokyo e che accetta di farlo un'ultima volta, dopo che lei l'aveva abbandonato. La dolcezza è nella parola che Rinri pronuncia accomiatandosi per sempre, quando lei guardandolo negli occhi gli chiede : "Cosa pensi di questa giornata insieme?"
E Rinri le risponde, vent'anni dopo, con la prima parola francese che aveva imparato : "Indicibile".
"La nostalgia triste" c'è in questo libro si chiama Fukushima, un ferita nella "terra-carne" giapponese, distruzione e morte. L'emozione è quella tutta nipponica che ci regala Rinri quando ci rivela che in Giappone ci sono parecchie persone che per solidarietà comprano e mangiano esclusivamente verdure cresciute a Fukushima. Penso da napoletano a noi italiani che dopo i fatti della "Terra dei fuochi" abbiamo riempito giornali e TV di spot con pomodori coltivati in Padania, per questo noi Italiani non saremo mai una nazione come il Giappone.
Questo di Amèlie Nothomb è un magnifico diario di viaggio in un paese che è anche un'emozione che, io lettore, alla fine del libro, non posso che tradurre, Natsukashii è indicibile.

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Bella e malinconica questa recensione. Il Giappone, con la sua cultura, le sue tradizioni, lo stile di vita del suo popolo, esercita un fascino crescente su noi occidentali, che restiamo ad osservare incantati tratti di una realtà distante anni luce da noi. Del tutto condivisibile la tua osservazione sulla nostra cronica mancanza del senso di appartenenza e sulla nostra innata capacità di prendere le distanze immediatamente da ciò che può risultare difficile da gestire attraverso il nostro (inesistente) senso civico. Forse la risposta è nella nostra storia di conquistati e vinti che ci indirizza verso uno spietato individualismo e nella costruzione millenaria di una cultura che dalla religione all'economia, ha promosso la realizzazione del singolo a scapito della collettività, con i risultati che oggi stanno probabilmente portando al tramonto della nostra civiltà... Domitilla.
In risposta ad un precedente commento
Cristina72
09 Marzo, 2014
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Be', non si può rimproverare agli italiani di non voler mangiare roba contaminata, né alle aziende di tutelarsi dal crollo di vendite, anche se la pubblicità a cui si allude è stata posta in termini sbagliati. E poi su business e regole di marketing i giapponesi sono molto più spietati di noi.
Credo che nessuno pretenda questo, ma tra l'iperbole nipponica e il nostro vile defilarci di fronte a difficoltà che ci appartengono, c'è una bella differenza e quell'invito pubblicitario dovrebbe dirla lunga sul nostro modo di sentire.
Grazie per avermi letto. Nel romanzo lo stesso Rinri non approva quest'ossessione tipicamente giapponese, i kamikaze sono una loro invenzione. Ma certo la solidarietà che c'è dentro questa scelta "pazza" noi Italiani non l'abbiamo. Mi fanno sorridere amaramente tutte le manifestazioni melense sull'Unità d'Italia, in realtà gli esempi che vedo dare anche dalle più alte cariche (si dice così) di questo paese sono manifestazioni di disgustoso egoismo, furberia, tirare a campare attaccati alle poltrone, piegati ai poteri forti e forti con i cittadini che a loro volta , questo è da sottolineare, si allineano a quest'andazzo. Tant'è che in Italia , l'Opposizione è fatta da un comico. Ho detto tutto, purtroppo.
Grazie per aver letto la mia segnalazione che non è esaustiva del romanzo, vuole essere solo da stimolo a leggere uno scritto che reputo molto valido. Buone letture.
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