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Un'odissea. Un padre, un figlio e un'epopea
 
Un'odissea. Un padre, un figlio e un'epopea 2018-05-10 20:32:41 68
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Stile 
 
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Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
3.0
68 Opinione inserita da 68    10 Mag, 2018
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Origine ed identità perdute

Che cosa veramente sia e rappresenti “ L’ Odissea “ vissuta e riproposta attraverso un parallelismo tra storia e personaggi in un romanzo che ridiscute l’ intricato rapporto padre-figlio ( Daniel-Jay, Telemaco-Ulisse ), ma che tratta anche di altro.
È questo l’ intento di Daniel Mendelsohn, che, servendosi della propria esperienza di studioso di lettere classiche, traduttore e docente universitario, rivisita e ridiscute le tappe di una vita al fine di una riscoperta personale e relazionale in un viaggio della conoscenza.
Si cerca un parallelismo tra idee e contenuti con un poema che è una storia di padri e figli oltre che di mariti e mogli. Ed allora, in un romanzo costruito su una trama esile, la partecipazione dell’ anziano padre Jay, matematico d’ eccellenza, ad un seminario tenuto dal protagonista e narratore della storia, il figlio Daniel, sui temi del grande poema omerico, è proprio la rivisitazione dell’ Odissea a suscitare un certo interesse e spunti di riflessione in un testo altrimenti fragile e balbettante.
L’ infinito peregrinare di Odisseo si traveste in viaggio della scoperta attraverso le stagioni della vita, dalla nascita alla morte, e lui è l’ uomo del dolore, versatile, fragile, riflessivo, enigmatico, dalla lacrima facile.
Un percorso accidentato nella magnificenza della cultura classica e di una lingua ( il greco antico) ricca di sfumature e dettagli filologici, un moto perpetuo che non segue una linea retta, un insieme concentrico e circolare di storie, una trama costruita su flashback, digressioni, artefatti.
L’ autore svela l’ iter omerico sfogliando ogni singolo libro del poema, che ha inizio con la ricerca del padre ed il processo di maturazione da parte di un figlio che non lo ha mai conosciuto realmente affermando che pochi figli sono uguali ai padri, i più sono peggiori e solo pochi migliori.
Durante la gioventù di Daniel Jay è stato assente, rigido, schematico, introverso, non ha mai pronunciato la parola amore, contrapponendosi ad una madre estroversa, piacevole, divertente.
Da sempre in casa si è vissuta una certa tensione attribuendo ( da parte di Jay ) una importanza maniacale all’ istruzione fino al fatale innamoramento per lo studio della lingua greca.
A Jay non è mai piaciuta la figura di Odisseo, un uomo da lui ritenuto debole ed inerme, un eroe antieroe, di continuo assistito dagli Dei, lacrimoso, ingannatore, bugiardo, baro.
Per contro di se’ dice di non avere mai barato ne’ mentito, ma quante facce possiede un padre e quale quella vera? In fondo i genitori ai nostri occhi si mostrano misteriosi quanto noi non lo siamo ai loro.
Proseguendo nel viaggio parallelo della scoperta e della conoscenza ( apologoi ), l’ Odissea affronta il tema della riconciliazione con il passato per aprirsi al futuro rivelando quanto il viaggio sia più importante della meta fino al tanto sospirato momento del ritorno ( nostos ).
I temi del poema riguardano anche identità e riconoscimento ed affrontano il cambiamento del proprio aspetto e del come ci si senta, che cosa si percepisce di se’ e che cosa vedono gli altri con un epilogo che sottolinea l’ importanza del linguaggio vista l’ inaffidabilità del corpo, il mutamento esteriore ed il mantenimento della sola identità.
Scopriamo come le piccole cose diano reale fondamento all’ intimità e come spesso consideriamo solo ciò che vogliamo senza accorgerci di quello che realmente abbiamo davanti.
Alla fine Daniel comprenderà che suo padre è stato veramente uno studente del suo corso intrattenendo sorprendenti relazioni amichevoli con gli altri studenti e che il suo passato va riletto alla luce del presente e grazie a testimonianze, interrogativi e ad un percorso a ritroso nel tempo ( come intraprese Telemaco ), che il suo matrimonio nel corso degli anni ha goduto di quella omophrosinee ( il pensare allo stesso modo ) che ha sconfitto il passare del tempo ( come il matrimonio tra Odissea e Penelope ), e quanto un padre conosca pienamente il figlio, mentre il figlio non può conoscere in tutto il padre.
Ed allora l’ Odissea non è che una biografia e che cosa è Odisseo se non il poeta della sua stessa vita? Nel poema omerico si narrano storie vere e presunte, ma così avviene anche nella quotidianità, in quella continua invenzione narrativa a cui tutti noi ci affidiamo per dare un senso al mondo che ci circonda.

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