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La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg
 
La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg 2018-08-25 15:59:57 topodibiblioteca
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topodibiblioteca Opinione inserita da topodibiblioteca    25 Agosto, 2018
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Una vita intensa

La corsara, così ha deciso di intitolare questa biografia sulla vita di Natalia Ginzburg l’autrice Sandra Petrignani, richiamando volutamente, già nel titolo, un animo corsaro, impetuoso, mai domo ed ammiccando altresì a quell’idea degli “scritti corsari” di pasoliniana memoria, che ben si abbinano alla vita artistica della celebre scrittrice (anche lei infatti titolare di un’analoga rubrica sulle pagine del Corriere della Sera). Per inquadrare Natalia sono sufficienti le parole usate dall'amico-collega Italo Calvino: "Natalia è una femmina antica, che si muove in un mondo di relitti abitato da donne incolori e succubi e uomini che fumano la pipa. E' unica". Proprio Calvino infatti assieme a Pavese, Garboli, Vittorini, la Morante e tanti altri, rappresentano gli amici più cari, quelli della casa editrice Einaudi co-fondata dal capostipite Giulio e dal primo marito di Natalia, quel Leone Ginzburg trucidato dai nazisti durante la guerra, dal quale poi prenderà il cognome come omaggio alla sua memoria. Uno dei passi più toccanti del libro è la lettera mandata da Leone a Natalia poco prima di morire nella quale esortava la moglie ad essere coraggiosa ed a continuare a lavorare perchè "Attraverso la creazione artistica ti libererai dalle troppe lacrime che ti fanno groppo dentro; attraverso l'attività sociale, qualunque essa sia, rimarrai vicina al mondo delle altre persone, per il quale io ti ero così spesso l'unico ponte di passaggio”.
L’Einaudi diventa pertanto il fulcro attorno al quale ruota la vita artistica della Ginzburg -basti pensare ad un’opera su tutte quel “Lessico famigliare” che vinse il premio Strega nel 1963-, ma è allo stesso tempo una sorta di focolare domestico, considerato che gli intrecci professionali trovano poi un’ideale prosecuzione nei tanti salotti serali in cui gli autori precedentemente citati, si ritrovano discorrendo molte volte fino a notte inoltrata. I legami che si instaurano assumono contorni intensi, un esempio su tutti è il dolore provato dopo il suicidio di Cesare Pavese che però, nella lettera scritta poco prima di morire, catechizzava gli amici a “non fare troppi pettegolezzi” sulla sua morte.

La Petrignani, in questo libro rientrato nella cinquina 2018 dei candidati al Premo Strega, ci accompagna prendendo per mano il lettore lungo tutta la vita di Natalia: dall’infanzia vissuta a Torino, dove nacquero quelle espressioni all’interno della famiglia, quei modi di dire attorno ai quali poi scrisse Lessico famigliare, e via via crescendo fino al secondo matrimonio con Gabriele Baldini, e infine gli ultimi anni di vita che coincideranno col suo impegno politico come parlamentare tra le file del partito comunista. Sono proprio questi ultimi, gli anni della progressiva presa di coscienza di una civiltà italiana che stava cambiando, che portarono Natalia a “dire la verità il mio tempo non mi ispira che odio e noia….un tempo in cui sono stati banditi lo spirito, la responsabilità individuale, il comportamento morale individuale”.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
I libri della Ginzburg o a chi vuole conoscerla da vicino.
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Commenti

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Ciao Gabriele, Anche a me questo libro è piaciuto abbastanza. Avevo scoperto la Petrignani col suo libro "La scrittrice abita qui", bellissimo.
In quest'opera ho scoperto molte cose che non sapevo sulla Ginzburg , scrittrice che pensavo di conoscere piuttosto bene. Pertanto vari suoi scritti mi paiono più facilmente contestualizzabili , in particolare quelli contenuti nelle sue raccolte di saggi, come "Le piccole" o "Mai devi domandare" . Saggi che spesso sono pezzi letterari molto belli.
Bella proposta di lettura, presentata molto bene, grazie!
Buongiorno Emilio, io invece finora avevo letto solo Lessico famigliare per cui ero curioso di sapere qualcosa di più su di lei. Forse la cosa più stupefacente del libro è scoprire la "normalità" di Natalia, nel senso che viene messo a nudo il rapporto di amicizia con gli altri einaudiani e non solo, facendola apparire così simile a ognuno di noi...
Ti ringrazio, un saluto.
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