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Perché alcuni libri, anche quelli più noti all'epoca in cui sono stati scritti, talvolta finiscono nel dimenticatoio? Gran parte della produzione letteraria è fatalmente destinata al macero e all'oblio; lo si vede ancora di più oggi che siamo sommersi da migliaia di libri destinati a durare un attimo e forse anche meno. Per questo si scrivono le storie letterarie: per tracciare mappe di opere che, si spera, riusciranno a sfidare il tempo. Il libro dei libri perduti di Stuart Kelly è una curiosa controstoria letteraria: quella dei libri che non potremo mai leggere - perché, si sa, la storia della letteratura è fatta anche di opere perdute per sempre. In questo affascinante volume, l'autore racconta le decine di modi tragici o bizzarri in cui un capolavoro può scomparire. Libri che sono andati distrutti, come nel caso di molte tragedie dell'antichità greca, ma anche testi che gli autori hanno rinunciato a scrivere, come nel caso dell'Agata di Melville. Libri che non avrebbero dovuto essere pubblicati, come quelli di Franz Kafka, il quale aveva lasciato all'amico Max Brod indicazioni molto precise circa il destino delle sue opere: "Tutto ciò che mi lascio dietro...sotto forma di quaderni, manoscritti, lettere mie e altrui, bozzetti e così via, va bruciato fino all’ultima pagina senza essere letto". Kafka desiderava scomparire, ma Brod non lo ascoltò e, come già era successo a Virgilio, i suoi scritti si salvarono e divennero nel tempo sempre più famosi. Stesso destino anche per l'opera di Flaubert che, in un momento di depressione, aveva chiesto di essere sepolto con tutti i suoi manoscritti inediti: come un guerriero con il suo cavallo. Libri dispersi (nel 1922, la moglie di Hemingway fu derubata di una valigia contenente tutto quello che il marito aveva scritto sino ad allora, tra cui un romanzo sulla Prima Guerra Mondiale); libri bruciati (come quelli di Byron o di Gogol’); libri mai finiti (come alcuni di Sylvia Plath). Il libro dei libri perduti si muove con disinvoltura nella vasta topografia della letteratura di ogni tempo e luogo: dall'antica Grecia a Roma, dalla letteratura inglese a quella tedesca passando per Dante, Molière e Dostoevskij, fino al '900 di Dylan Thomas, Sylvia Plath e George Perec. Kelly non fa un compendio della letteratura, né compila una guida, si concentra piuttosto sul contesto del libro perduto (includendo dove, come e perché è stato scritto) con spiritosi aneddoti su fatti, persone e periodi storici.

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Il libro dei libri perduti 2008-06-10 11:16:48 galloway
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galloway Opinione inserita da galloway    10 Giugno, 2008
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I libri perduti

Un bibliomane che si rispetti deve sapere che esistono anche libri che non sono stati scritti, ma che sono letti, o almeno di essi si parla e si scrive come se esistessero. Libri che sono stati perduti o distrutti, che avremmo voluto leggere e che invece, per una ragione o l’altra, non ci è possibile farlo. Bene, su questi libri che non esistono, che non si possono trovare in libreria o in biblioteca, ma che hanno fatto e fanno tuttora “letteratura”, è stato scritto un libro, una specie di storia della letteratura. Una letteratura mai scritta. In questo affascinante volume, l'autore racconta le decine di modi tragici o bizzarri, in cui un capolavoro può scomparire. L'unica raccolta completa delle tragedie di Eschilo andò bruciata con il resto della biblioteca di Alessandria nel 640, a causa di un califfo che riteneva blasfeme le opere in contrasto con la Parola di Dio, e superflue le altre. In preda ad un delirio religioso, Gogol bruciò lui stesso, in due occasioni, il seguito delle Anime morte (dopodichè smise di mangiare e si lasciò morire). Le memorie di Byron invece furono distrutte dal suo editore, per paura delle conseguenze che avrebbero provocato. Nel 1922, la moglie di Hemingway fu derubata di una valigia contente tutto quello che il marito aveva scritto sino ad allora, tra cui un romanzo sulla Prima Guerra Mondiale. Un libro che rende giustizia, insomma, alle tante opere distrutte, scomparse o dimenticate.

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