Saggistica Arte e Spettacolo La visita della vecchia signora
 

La visita della vecchia signora La visita della vecchia signora

La visita della vecchia signora

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Con "La visita della vecchia signora", "commedia tragica" scritta nel 1955, lo svizzero Durrenmatt conquistò i palcoscenici di mezzo mondo e diede vita a una delle sue più singolari figure femminili, Claire Zachanassian, donna dal fascino perverso e malvagio. Essa non impersona - come ricorda l'autore - "né la giustizia né il piano Marshall e tantomeno l'apocalisse"; è semplicemente la donna più ricca del mondo e "grazie al denaro può agire come un'eroina della tragedia greca, assoluta, crudele". Dietro la multimilionaria, che ha fatto fortuna con numerosi matrimoni, si celava un tempo la povera fanciulla Klari Wascher sedotta e abbandonata da Alfred Ill. Questa favola grottesca prende avvio dal ritorno della vecchia Claire al luogo natio, la cittadina di Gullen, un agglomerato svizzero di inettitudini e frustrazioni piccolo-borghesi. Accompagnata dal settimo marito, da due eunuchi oltreché da una temibile pantera, Claire è ossessionata da un unico pensiero: vendicarsi di Ill. Ma il compito spetta ai suoi concittadini, a cui ha promesso una ricompensa favolosa. Anche il paese più quieto e onesto non sa sottrarsi all'insidia del denaro, anche le coscienze più probe si induriscono nell'egoismo sino ad accettare l'assassinio. Commedia dell'inautentico, questa piéce indaga, con straniante gusto per il paradosso e la provocazione, sulla corruttibilità dell'uomo, la manipolazione del consenso e il rapporto fra morale e violenza.

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La visita della vecchia signora 2018-05-24 12:31:10 siti
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siti Opinione inserita da siti    24 Mag, 2018
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Compro la giustizia

Commedia tragica scritta nel 1955, grande successo di pubblico, generalmente riconosciuta come il capolavoro dello svizzero. Agli esordi nella lettura della sua produzione teatrale, ho all’attivo solo “I fisici” non sono in grado di avvalorare la tesi mentre posso asserire che mi troverebbe una spettatrice entusiasta e che già mi reputo una lettrice ampiamente soddisfatta. I testi teatrali di Dürrenmatt creano una dimensione surreale e grottesca al pari dei racconti di Buzzati o dei romanzi kafkiani ponendo al centro un individuo, all’interno di un microcosmo ben definito, in una totale condizione di annientamento mentre tenta invano di svincolarsi dalla morsa del caos e dalla pressione di un potere sempre ben individuabile.
È questa la volta di Alfred Ill, sposato, con figli, povero in canna come tutti i suoi concittadini che vivono in una tristissima cittadina, Güllen, un tempo centro di una attiva produzione industriale, ora caduta in miseria, quasi rassegnata al suo destino pestifero e grigio. La scena si apre nella stazione del paese, agli antipodi da qualsiasi rappresentazione della Svizzera verde, come da immaginario collettivo, e qui Alfred Ill ha la speranza di poter riscattare il suo misero destino e fare da tramite anche al riscatto dell’intera cittadina. È in arrivo Claire Zachanassian, illustre concittadina, MILIARDARIA, la stessa Claire che a suo tempo fu la sua amata, si è certi che non disdegnerà di aiutare i suoi miseri compaesani, ci si appresta dunque a preparare la migliore delle accoglienze. E lei arriva, ma in anticipo, ed è strana e bizzarra (non rivelo nessuna delle sue particolarità), la sua presenza si palesa con il suo essere, con il suo seguito, con la sua strana richiesta: donerà un miliardo da ripartirsi fra fabbriche e cittadini in cambio dell’amministrazione della giustizia. Vorrebbe istituita la pena di morte per uno solo di loro: Alfred Ill. Rivelare oltre sarebbe deleterio, non conoscendo affatto la storia, ho goduto di ogni singolo sviluppo, curiosa e speranzosa fino all’epilogo che naturalmente non ha tradito la poetica dell’autore.
Al centro ancora una volta la riflessione sulla giustizia, come in tutta la sua produzione, qui non negata ma comprata insieme all’etica, alla morale, alle debolezze umane. Il personaggio della ricchissima Claire è di una potenza diabolica, capace di racchiudere in sé tutti i mali del mondo, gioca perfettamente con le esistenze altrui semplicemente comprandole, perfettamente consapevole del potere del denaro, ribaltando così l’etica e la morale, rendendo perfida e distruttiva quella alimentata dalla povertà. Consigliatissimo. Buona lettura.

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