Saggistica Arte e Spettacolo Sacrificio nella steppa. La tragedia degli alpini italiani in Russia
 

Sacrificio nella steppa. La tragedia degli alpini italiani in Russia Sacrificio nella steppa. La tragedia degli alpini italiani in Russia

Sacrificio nella steppa. La tragedia degli alpini italiani in Russia

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La presentazione e le recensioni di "Sacrificio nella steppa. La tragedia degli alpini italiani in Russia", saggio di Hope Hamilton edito da Rizzoli. Nel giugno 1942, Mussolini spedisce 220.000 soldati in Russia: è l'Armir, un'imponente armata che dovrebbe proteggere l'assedio di Stalingrado da parte dei tedeschi. Sei mesi dopo inizierà l'estenuante ritirata attraverso la steppa gelata. Soltanto gli alpini della Tridentina riescono a sfuggire e ritornano stremati in Italia. 70.000 uomini sono catturati dai russi e mandati in campi di lavoro e rieducazione, che potranno lasciare solo nel 1946. Tra gli orrori di un inutile sacrificio costato decine di migliaia di vittime, emerge la colpevolezza del governo italiano: prima quello fascista, che ha mandato uomini allo sbaraglia, poi quello del dopoguerra, che ha voluto rapidamente dimenticare il massacro. Grazie a molte testimonianze di prima mano, spesso inedite, Hope Hamilton riesce a ricostruire le esperienze individuali e il quadro generale della tragedia.

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Sacrificio nella steppa. La tragedia degli alpini italiani in Russia 2012-10-06 17:28:09 misu
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misu Opinione inserita da misu    06 Ottobre, 2012
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Un esercito mandato allo sbaraglio

“Ho bisogno solo di qualche migliaio di morti da gettare sul tavolo delle trattaive.” speigò così il Duce la sua decisione di entrare in guerra a fianco dell’ suo alleato e amico Hitler il 10 giugno del 1940 contro la Francia e la Gran Bretagna.
Al Führer legavano Mussolini il Patto anti Comintern firmato nel novembre 1936, il Patto tripartito del settembre 1939 nonché il Patto d’acciaio siglato nel maggio del 1939. Dopo la spregiudicata mossa di Mussolini nei Balcani (attacco alla Grecia del 1941) , che creò a Hilter non pochi grattacapi, intento come era il Führer nei preprativi dell’operazione Barbarossa, Mussolini fece un ultriore passo che segnò il destino del paese: scelse di partecipare all’invasionde dell’Unione Sovietica del giugno 1941, malgrado lo scetticismo del dittatore nazista che varebbe preferito di vedere il suo alleato fascista essere imegnato altrove, prefebilmente nell’area mediterranea e non in Unione Sovietica.
Il tragico destino di migliaia di soldati spediti sul fronte orientale, precisamente nel versante meridlnale della linea dei combattimenti è legato alla speuclazione di Mussolini e cioè una vittoria veloce del suo alleato nazista che varebbe in poche settimane sbargliato l’Armata Rossa, nonché , fattore decisvo, avere voce in capitolo nella spartizione del bottino dopo la vittoria sull’Unione Sovietica. In sostanza dopo la magra figura nei Balcani, in particolare in Grecia, Mussolini avrebbe risalito la china nella delicata alleanza con Hitler. Così, avrebbe potuto trattare alla pari con il Führer ribadendo la netta supriorità italiana nei confronti dei cosiddetti alleati minori delle potenze dell’Asse Ungheria, Romania, Slovacchia Bulgaria e Finalndia.
Tutta la guerra condotta da Mussolini può essere vista in questo contesto: riaffremare una gerarchia precisa nello schieramento dell’Asse e la campagna di Russia sarebbe servita a questo scopo.
Chiarito questo concetto base risulta più compresibale il distro subito sul fronte orientale dal regime fascista che in pratica mandò un esercito male equipaggiato e mal armato a combattere una guerra che varebbe dovuto essere una passeggiata ma si trasformò alla fine in una tragedia collettiva per migliaia di uomini costretti a fronteggiare non solo un nemico ostinato che difendeva la propria terra dagli invasori, ma anche subire l’ostilità climatica del rigido inverno russo.
Questo libro è un libro di testimonianze di chi la guerra la vissuta in prima persona giorno per giorno, mese dopo mese, preciò queste testimonianze raccolte dall’autore assumono un valore particolare. Infatti raccontano i pensieri e i sentimenti dell’uomo comune ovvero di chi ha vestito l’uniforme da soldato ed e stato spedito a combattere una guerra in terre lontane a lui totalmente sconosciute e anche estranee.
Gli eventi storici sono dunque vissuti dal basso e non dall’alto. Una pagina di storia dunque che generalmete non viene riportata nei manuali di storia, ma che fa parte della storia e della memoria di un popolo.
Il libro si presta a una scorrevole lettura che però richede dal lettore un attenzione continua per potere seguire senza intoppi il filo del discorso delle testimoniaze raccolte con cura dall’autore. Il libro dunque riporta le testimonianze dei uomini sul fronte. Nell'introduzione l'autore offre al lettore una sintesi storica dei fatti, che però avrebbe potuto essere più dettagliata in certi aspetti chiarendo meglio le ragioni profonde che portarono Mussolini ad inviare le truppe in Unione Sovietica.
In sostanza un libro diverso da quelli fino ad adesso comparsi nelle librerie.
In conclusione un libro sicuramente da leggere con attenzione e la dovuta reflessinone che merita un testo del genre per potere capire il vissuto quotidiano della campagna in Russia voluta da Mussolini e non ostegggiata e nemmeno impedita dal re Vittorio Emanuele III°.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Si consiglia di leggere un testo di storia della seconda guerra mondiale, in particolare è utile approfondire l’argomento della guerra combattuta dalle potenze dell’Asse contro l’Unione Sovietica. Si consiglia anche di leggere un testo di storia del fascismo.
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