Saggistica Arte e Spettacolo Un tram che si chiama desiderio
 

Un tram che si chiama desiderio Un tram che si chiama desiderio

Un tram che si chiama desiderio

Editore

Casa editrice


Siamo a New Orleans ed i temi che il dramma agita sono quelli del sesso e della violenza. Al centro della partitura teatrale è la figura di donna, alcoolizzata, ninfomane sino alla demenza. Un altro notevole commediografo americano, Arthur Miller, ha rimproverato a Williams di non immergere i suoi personaggi in un concreto tessuto di circostanze storiche. Egli non ha inteso che il Sud favoloso e mitico dell'autore è il luogo in cui l'uomo contemporaneo celebra la sua decadenza e la sua fine. I giovani inquieti e malati di Williams, le sue donne perdute, sono le figure-simbolo di una tragedia che non è solo dell'America d'oggi. La commedia fu allestita la prima volta a New York il 3 dicembre 1947 per la regia di Elia Kazan, interpreti Marlon Brando, Karl Malden e Kim Hunter.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 2

Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.5  (2)
Contenuti 
 
4.5  (2)
Approfondimento 
 
4.5  (2)
Piacevolezza 
 
4.5  (2)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Scorrevolezza della lettura
Contenuti*  
Interesse suscitato
Approfondimento*  
Grado di approfondimento dei temi trattati
Piacevolezza*  
Grado di soddisfazione al termine della lettura
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Un tram che si chiama desiderio 2015-02-02 22:05:19 Lady Aileen
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuti 
 
4.0
Approfondimento 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Lady Aileen Opinione inserita da Lady Aileen    03 Febbraio, 2015
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Perdete ogni speranza...

Un tram che si chiama desiderio è un dramma teatrale ambientato nella New Orleans degli anni 40 e narra la storia di Blanche che un bel giorno si presenta a casa della sorella Stella sposata con un uomo rozzo e volgare, Stanley. Blanche ha un passato doloroso fatto di scandali, è alcolizzata ma è anche colta, dai modi raffinati e manipolatrice.
E' il dramma più celebre dell'autore ma è anche molto triste e crudo. Non ci sono personaggi positivi,
anche se appaiono vivi, intensi e immediati.
L'opera affronta tematiche forti come il disagio mentale, l'alcolismo e l'omossessualità.
Ne è stato tratto anche un film con Marlon Brando e Vivien Leigh.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore

Un tram che si chiama desiderio 2013-10-17 03:28:43 Bruno Elpis
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuti 
 
5.0
Approfondimento 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    17 Ottobre, 2013
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Stanley Kowalski e Marlon Brando

Meglio leggere l’opera imprimendo negli occhi le immagini del film (1951) di Elia Kazan, interpretato da Marlon Brando, o vedere il film stimolati dall’opera (di Tennessee Williams) che per prima vinse uno dei due Premi Pulitzer (nel 1948 con “Un tram che si chiama Desiderio”; nel 1955 con “La gatta sul tetto che scotta”) riconosciuti al grande drammaturgo americano?

Comunque si risponda alla domanda, vero è che la vicenda di Blanche Du Bois, trentenne schiava dell'alcool e del sesso che dissimula la sua profonda inquietudine sotto un'elegante, petulante e sofisticata apparenza, è una pietra miliare nella storia del teatro.
Da una cittadina del Mississippi Blanche rende visita alla sorella, Stella Kowalski, che vive con il marito a New Orleans in uno squallido appartamento. L’itinerario per raggiungere il luogo è una veemente metafora:
“M’hanno detto di prendere un tram che si chiama Desiderio, poi un altro che si chiama Cimitero, e alla terza fermata scendere ai Campi Elisi!”

Giunta dalla sorella, Blanche comunica che Belle Reve, la piantagione di famiglia, è stata "persa":
“Belle Réve? Perduta? No!”
E dichiara di essersi presa una pausa dall’insegnamento: poi si scoprirà che, in realtà, è stata sospesa dall’incarico a causa di una sua relazione con uno studente minorenne. Nel passato di Blanche c’è anche un breve matrimonio segnato dal suicidio dell’ambiguo e bellissimo marito, Allan. Questi trascorsi hanno inciso sulla personalità dell’ex insegnante: “Sei un po’ giù di nervi, esaurita, mi pare.”

Stanley Kowalski, il marito polacco di Stella, è un uomo rozzo e sensuale (“Stanley spalanca la porta della cucina e entra. E’ di media statura, robusto e taurino. E’ implicito nei suoi atteggiamenti e nelle sue attitudini il piacere animale di vivere. Le donne hanno costituito dalla sua prima virilità, il valore della sua vita”), che domina Stella fisicamente ed emotivamente. Stella è attratta dalla natura primordiale del marito, ma l'arrivo di Blanche sconvolge gli equilibri. Tra Blanche e Stanley scoppiano i fuochi d’artificio…
Nell’appartamento di Stanley si tengono partite di poker: “Stanley, Steve, Mitch e Pablo giocano al poker. Portano camicie a forti tinte … e sono uomini nel colmo della loro virilità, brutali e schietti e robusti come i sette colori.”
"Mitch" Mitchell si innamora di Blanche e lei intravede una possibilità di ricostruire la propria vita…
Stanley distruggerà tutto, anche in senso fisico, ristabilendo il suo predominio minato dalla cognata, che precipita nel baratro della follia…

La bellezza del dramma risiede nella violenza immaginifica ed esplosiva che contrappone personalità diverse e antitetiche in un chiassoso ambiente piccolo e chiuso. Sullo sfondo le musiche di una New Orleans onirica, elettrizzata da una realtà multirazziale ove risuona la ricorrenza di una polka varsouviana. Una tragedia contemporanea che non può mancare a chi ama la potenza dell’espressione.

Bruno Elpis

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
...drammi e tragedi
Trovi utile questa opinione? 
280
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La misura del tempo
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il colibrì
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
2.3 (1)
La seconda porta
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Lungo petalo di mare
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il ciarlatano
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I cani di strada non ballano
Valutazione Redazione QLibri
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La spia corre sul campo
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Tutti i miei errori
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
L'ultima intervista
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Bianco
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sotto un cielo sempre azzurro
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
Assolutamente musica
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri