Saggistica Scienze umane Costruire il nemico
 

Costruire il nemico Costruire il nemico

Costruire il nemico

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Ogni società e ogni individuo, per meglio definirsi, ha bisogno di un nemico da cui distinguersi. Lo hanno dimostrato una volta per sempre tutti i regimi razzisti, da quello nazista a quello fascista – che si sono inventati un nemico mostruoso con insostenibili argomenti razziali. Lo dimostrano tuttora le forme di governo populiste, che inseguono il consenso trovando nemici negli immigrati, nei meridionali, negli omosessuali. Eco parte da questa riflessione critica e anti-ideologica per proseguire, nel volume, con una serie di scritti di occasione, dai temi più disparati, i temi che da sempre caratterizzano l’universo dell’autore. Un viaggio fra le passioni,le curiosità e le ossessioni di uno degli intellettuali più stimati al mondo, capace di riflettere divertendosi e facendoci, come sempre, divertire.



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Costruire il nemico 2012-03-13 19:49:54 DanySanny
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DanySanny Opinione inserita da DanySanny    13 Marzo, 2012
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Un (as)saggio

"Per tenere i popoli a freno, di nemici bisogna sempre inventarne e dipingerli in modo che suscitino paura e ripugnanza" (Umberto Eco)

Qual è lo scopo di un saggio? Non solo informare e persuadere il lettore, ma anche incuriosirlo e spingerlo a documentarsi ed approfondire un dato argomento; ebbene, quest'ultimo punto è il più difficile. Tuttavia Eco, con la sua ironia, la sua sterminata cultura e l'originalità dei temi trattati, coinvolge, spinge all'analisi critica e, soprattutto, suscitare interesse. Per rendere l'idea: immaginate che il libro sia un banchetto e i saggi (OCCASIONALI) siano le portate, o meglio, degli AS-saggi deliziosi. Si è naturalmente spinti a mangiare i piatti più stravaganti, curiosi, ma attenti, si può fare indigestione. Sì, perchè se si leggono troppe pagine, ci si sente così pesanti che il libro risulta sgradevole e ostico. Dopo che si è acquisito il ritmo, però, e si è capito che il testo va centellinato, le pagine scorrono, talvolta divertendo, altre coinvolgendo in profonde riflessioni. Tra tutti i saggi, certamente, il migliore è il primo: "Costruire il nemico", un excursus che attraversa i secoli, conducendoci in un'indagine immersa in odi ancestrali e remoti. Continuando il filo narrativo de "Il cimitero di Praga", Eco svela come erano visti ebrei, donne e tanti altri personaggi. Vi stupirete di leggere cosa Giovanni Boccaccio pensasse delle donne (almeno per me una vera sorpresa). Si prosegue con una discussione su "Assoluto e relativo", il "fuoco" (avete mai letto un saggio su questo elemento?) per poi parlare della poetica di Hugo e del romanzo ottocentesco ("Io mi chiamo Edmond Dantès"). Saggio molto particolare è riservato all' Ulisse di Joyce, un piccolo colpo di scena. interessante inoltre il saggio "Delizie fermentate": già il titolo è un programma (non adatto ai deboli di stomaco e, soprattutto, non primo/dopo dei pasti). Insomma, c'è di che contentare abche il più esigente tra i lettori grazie ad una raccolta di saggi poliedrici e coinvolgenti. Si ritrova naturalmente lo stile ironico dell'autore che, come sempre, arricchisce il testo citazioni e anche ipotesi sul futuro tutt'altro che fantasiose. Se siete desiderosi di sapere perché Hitler ha sbagliato alcuni lanci missilistici, "perché l'isola non viene mai trovata" e volete "andare per tesori", leggetelo. Darete uno sguardo al su aspetti curiosi e poco conosciuti, ma tutt'altro che insensati. I testi presenti non seguono un tema comune, ma è questo il pregio degli scritti occasionali: contenere una riflessione spontanea dell'autore e non premeditata, indotta da conversazioni o altri saggi. Ci sono splendidi ASsaggi in questa raccolta, ma ribadisco: non esagerate, appesantisce la mente e penalizza la bellezza dei saggi. Leggereste mai più libri differenti nel stesso giorno?

(In alcuni saggi, nel citare alcuni romanzi, viene svelato il finale dei libri, spesso condizione indispensabile per esplicitare il significato del testo. Si raccomanda quindi di approcciarsi alla lettura del saggio "Io sono Edmond Dantès, solo se si conoscono i libri ottocenteschi, in particolare quelli di Dumas, Hugo e Tolstoj)

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Negri, froci, giudei & Co., Gian Antonio Stella
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